LA MERDA @ Teatro di Fiesole: coraggio e misericordia

Fenomeno teatrale cult LA MERDA di Cristian Ceresoli (recensito per Happy Hour su Gufetto) con Silvia Gallerano, registra ancora un tutto esaurito al Teatro di Fiesole. Dal debutto nel 2012, unico testo italiano vincitore del Fringe di Edimburgo, continua ad inanellare successi in tutto il mondo (dall’Europa al Brasile, dall’Australia al Nord America) dopo oltre 600 repliche.

Articolo a cura di Leonardo Favilli e Alice Capozza

Spettacolo cult: LA MERDA

Molti gli spettatori che a distanza di anni sono tornati ad ascoltare lo strabordante e magnetico flusso di coscienza della protagonista, appollaiata sull’alto trespolo nero al centro della scena vuota, illuminata dalla sagoma bianca di luci fredde. Nuda integrale, la Gallerano, vomita sul pubblico (e prima di tutto su sé stessa) la frustrazione del sogno distorto di diventare una soubrette della tv, famosa, nota, riconosciuta e vittoriosa come una di quei Mille che han fatto l’Italia. E in nome di quel sogno è disposta ad ingoiare tutto. “Mi fa schifo, ma io mi abituo”.

LA MERDA: un compendio del disgusto

LA MERDA, Silvia Gallerano (foto di Valeria Tomasulo)
LA MERDA, Silvia Gallerano (foto di Valeria Tomasulo)

Affondando le mani nella retorica dell’impegno (come spiegava Maura Gancitano di Tlon), assistiamo all’illusione di trovare il senso ad una vita fatta di dolore e misericordia, nel successo della effimera notorietà di chi è chiamato a firmare autografi e andare alle feste, costretta a vivere in vetrina, come un’influencer dei social – mezzo che oggi ha sostituito la televisione di un decennio fa. Il monologo di Ceresoli è un compendio del disgusto, una “tragedia in tre tempi: Le Cosce, Il Cazzo, La Fama e un controtempo: L’Italia”, che ci scartavetra l’anima con l’Italietta delle veline, con le cosce chilometriche, con donne di plastica, che ogni giorno entrano nelle case, a creare le fondamenta e i desideri di tutti. Come diceva Lorella Zanardo ne Il Corpo delle donne: quando abbiamo sostituito le donne reali con maschere contraffatte? Dove sono finite le qualità del femminile nell’immaginario collettivo? Allora la soluzione finale devastante e fortissima proposta da LA MERDA, in un climax sempre più potente, è quella di mangiarsi, divorarsi, ingoiarsi a pezzi, digerirsi, trasformarsi in scarto, tanto spazzatura lo siamo già.

LA MERDA: Gallerano da oggetto a soggetto

LA MERDA, Silvia Gallerano (foto di Valeria Tomasulo)
LA MERDA, Silvia Gallerano (foto di Valeria Tomasulo)

Nella consapevolezza del proprio corpo e della potestà esclusiva su di esso della donna che lo detiene, Silvia Gallerano offre la sua nudità con disinvoltura, spigliatezza, senza volgarità, con naturalezza. Non c’è niente da nascondere: ogni piega della carne, ogni imperfezione deve essere mostrata, esibita, perché quella merda che noi, genere umano, abbiamo creato e di cui ci siamo nutriti, ci ha portati fin qui. Dobbiamo vergognarci di come siamo? Continuiamo a truccarci pacchianamente come le labbra e gli occhi della Gallerano, vistosi, imperfetti, offerti con una mimica esagerata. Le parole del monologo di Ceresoli, le modulazioni di timbro e tono della voce che attraversa tutti i registri (dal sommesso all’ironico, dal timoroso al divertito, fino all’urlo di volontà e di rabbia) rivestono la nudità della Gallerano tanto da distrarre totalmente, passo dopo passo, la nostra attenzione. Su quello sgabello al centro del palco c’è colei che è “oggetto” non solo sulla scena, ma anche nella percezione di coloro che la circondano, innescando un paradossale meccanismo inverso: la donna che si sta mettendo in mostra ai nostri occhi come in vetrina, diventa per noi la sua storia, assumendo la consistenza piena del soggetto di scena. Un’evoluzione che purtroppo non sembra realizzarsi, nel mondo come nel nostro paese, dove in nome del tricolore e della onorabilità si nascondono tante ipocrisie, così come quella bandiera che sul finale avvolge la nudità: il sesso maschile è la nostra bandiera, è il grido doloroso della Gallerano.

Che ne dica il Ministro del Merito (che tanto merito non ce l’ha) il patriarcato è un fenomeno culturale trasversale che permea ogni strato della società, introiettato e ingoiato da uomini e donne ogni giorno. Un fenomeno masticato nelle viscere di ciascuno di noi, che plasma desideri, ambizioni, felicità e dolore, che determina il significato che diamo a mascolinità e femminilità, a successo e insuccesso, a vita e morte.

LA MERDA di Cristian Ceresoli con Silvia Gallerano – teaser

Visto il 14 novembre 2024 al Teatro di Fiesole, Firenze

LA MERDA

con Silvia Gallerano
di Cristian Ceresoli
direttore tecnico Giorgio Gagliano
produzione Frida Kahlo Productions (Milano) con Produzioni Fuorivia (Torino), Richard Jordan Productions (London) in collaborazione con Summerhall  (Edinburgh) e Teatro Valle Occupato (Roma)

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF

Alice Capozza

Redattrice per Gufetto Firenze e fondatrice del collettivo di redazione. Appassionata di teatro, attrice e regista, formatrice di critica teatrale. Scrive su Gufetto dal 2017