LA CORREZIONE DEL MONDO @ Manzoni Calenzano: l’esperimento sociale del trio Bonechi-Fanetti-Goretti

Dopo il primo studio in anteprima presso STA, torna LA CORREZIONE DEL MONDO al Teatro Manzoni di Calenzano, progetto ideato da Riccardo Goretti in scena insieme a Massimo Bonechi ed Emilia Scarpati Fanetti. In questo secondo studio, liberamente ispirato al saggio omonimo firmato da Davide Piacenza, il trio ha drammaticamente ironizzato e schernito alcuni degli invisibili burattinai che governano le nostre vite quotidiane, dai social media fino al politicamente corretto. Un nuovo esperimento sociale che conferma ancora una volta la capacità di analisi ed improvvisazione del trio di attori che avevamo già visto in azione insieme presso Officina Giovani.         

Interazioni social col pubblico: l’apertura de LA CORREZIONE DEL MONDO

Locandina de LA CORREZIONE DEL MONDO
Locandina de LA CORREZIONE DEL MONDO

Più che ad una rappresentazione abbiamo assistito ad un esperimento sociale al Manzoni di Calenzano quando, all’ingresso in platea, gli attori, già sul palco seduti intorno ad un tavolo, immersi nei loro mezzi informatici, hanno iniziato a leggere notizie su quotidiani online ed a scattare foto, condividendole sui loro profili, addirittura con messaggi scambiati con gli spettatori-amici riconosciuti tra i presenti. Il tutto rigorosamente proiettato sul grande telo di sfondo. Del resto, la visibilità, la condivisione in tempo reale e la sovraesposizione social sembrano diventati ingredienti essenziali per una vita sempre connessa, al passo coi tempi e con le mode del momento. Indossando tute da lavoro nominali, moderni Mario Bros, il trio Bonechi-Fanetti-Goretti ha costruito un sapiente gioco di monologhi e dialoghi con un ritmo ottimamente equilibrato tra scene e situazioni che si sono susseguite senza interruzioni.      

una cavalcata nella storia dei social

Come siamo potuti arrivare al punto da interessarsi voyeuristicamente alle condizioni di un gatto più che alla potenza scientifica dell’esperimento di Schrödinger? Ci pensa la Fanetti a ripercorrere in un’immaginaria cavalcata la linea del tempo che dal 1973, anno di invenzione di Talkomatic, primo sistema di messaggistica istantanea, ci ha portato ai social contemporanei. Piazze così democratiche da dare voce a tutti indistintamente, pertanto pretendendo di esprimere un’opinione a tutti i costi su qualsiasi argomento, indipendentemente dalla specifica competenza. Un moderno inferno in cui le nuove malebolge ospitano complottisti ed opinionisti, haters e leoni da tastiera a causa dei quali ogni dato reale rischia di scomparire sotto il peso dell’eco malsana cui le notizie sono sottoposte.       

Schwa, politically correct, cancel culture ed altre diavolerie

LA CORREZIONE DEL MONDO, trio Bonechi-Fanetti-Goretti
Il trio Bonechi-Fanetti-Goretti per LA CORREZIONE DEL MONDO (foto dal profilo Facebook di Riccardo Goretti)

Superando anche la relativistica logica pirandelliana, la verità è ormai preda di continui attacchi incrociati la cui potenza di fuoco è decuplicata con l’arrivo dell’IA in cui la realtà è rimpiazzata dai cosiddetti alternative facts. Non solo quindi punti di vista diversi, ma testimonianze oculari divergenti di un mondo in cui non ci si scandalizza più per la distorsione della realtà, ma l’assenza di una schwa può accendere dibattiti infiniti e crociate d’odio senza precedenti. Ma cosa si nasconde dietro il politically correct, il cancel culture ed altri fenomeni che nella esoticità del nome anglosassone celano la degenerazione intellettuale del pianeta? Con un divertente ed efficace siparietto a tre, gli artisti in scena si sono interrogati a vicenda in uno scambio di ruoli continuo tra inquisiti ed inquirenti per scavare nella natura umana di coloro che alimentano, fomentano e promuovono l’utilizzo malsano della tecnologia, nata per unire il mondo ed oggi destinata invece a smembrarlo per indebolire gruppi e idee.   

Vittime e carnefici si smascherano

Una scena di LA CORREZIONE DEL MONDO
Il trio Bonechi-Fanetti-Goretti per LA CORREZIONE DEL MONDO (foto dal profilo Facebook di Riccardo Goretti)

Tra menefreghismo, atarassia, paladini delle “giuste” cause, talvolta pure già perse in partenza, benaltrismo e rivendicazioni, gli inquisiti giungono infine a togliere il velo, vinti dalla raffica di domande alla luce dell’immancabile lampada da tavolo puntata sui loro volti. I loro profili denotano disinteresse ed egoismo, fallimenti e frustrazioni, nonché un’invidia livorosa per coloro che riescono a guadagnare milioni dietro lo schermo di un computer. I toni della recitazione e l’impostazione della drammaturgia sono sempre e comunque quelli ironici e sarcastici che accompagnano molti dei lavori del trio ma le risate che ne scaturiscono hanno un fondo amaro, amarissimo, oltre ad un effetto catartico in quanto tutti, volente o nolente, siamo più o meno inconsapevolmente vittime e carnefici di questo sistema. E allora ecco che in chiusura giunge l’immancabile momento di improvvisazione ed interazione col pubblico. Un esperimento poco riuscito, non per demerito artistico ma appunto per colpa di una maledetta password dimenticata, che ci impedisce di curiosare nel profilo social di uno spettatore scelto in platea. Perché ormai anche quelle forme di sicurezza che dovrebbero proteggere i nostri dati sono affidate a sistemi automatici di custodia gestiti da perfetti sconosciuti magari liberi di utilizzarle a loro piacimento.

LA CORREZIONE DEL MONDO: amara catarsi

Pur mancando una struttura drammaturgica matura, trattandosi dichiaratamente di uno studio, i tre attori hanno proposto un rendimento già piuttosto evoluto – eventuali momenti di passaggio sono comunque stati arricchiti da contributi musicali funzionali al racconto – in cui gli ingredienti che da sempre sanno ben dosare e cucinare – autoironia, capacità improvvisativa, nerdismo q.b., un pizzico di irriverenza ed una spruzzata di sarcasmo – non mancano e sembrano davvero di ottima qualità. Se poi i cuochi sono di chiara fama, la riuscita finale è garantita. Non c’è presunzione di superiorità nel raccontare le storture dell’iperconnessione perché tutti siamo pronti a predicare bene ma poi su come razzoliamo ci sarebbe molto da dire. Chi è senza peccato scagli la prima pietra: e dal palco neanche stavolta ne abbiamo vista volare qualcuna; figuriamoci dalla platea.               

LA CORREZIONE DEL MONDO – credits

drammaturgia di Riccardo Goretti
con Massimo Bonechi, Riccardo Goretti, Emilia Scarpati Fanetti

Visto l’8 febbraio 2026, al Teatro Manzoni di Calenzano, Firenze

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Leonardo Favilli

Più che un critico, un appassionato di teatro che ha iniziato a raccontarlo dopo una pluridecennale esperienza da spettatore attento. Lo faccio dalle pagine della redazione fiorentina di Gufetto sempre alla ricerca di luoghi ed esperienze che vadano anche oltre la platea.