LA CONGIURA DEI PAZZI @ Palazzo Medici Riccardi: la storia di Firenze riprende corpo e voce

Con LA CONGIURA DEI PAZZI, la Compagnia delle Seggiole (già recensita in vari luoghi monumentali della città di Firenze) torna a raccontare la storia della città medicea ripercorrendo i passaggi fondamentali di uno degli accadimenti storici che avrebbero potuto cambiare la storia d’Italia. Su testo di Massimo Sandrelli e per l’adattamento/regia di Sabrina Tinalli (anche in scena nei panni di Lucrezia Tornabuoni), la Compagnia ha scelto un luogo altrettanto simbolico: proprio quel Palazzo di Via Larga (oggi Medici Riccardi) dove Lorenzo il Magnifico si rifugiò dopo essere fortuitamente sfuggito all’attentato ordito contro la sua famiglia e dove trovò la morte il fratello Giuliano. Nella consueta forma itinerante gli spettatori son potuti così tornare a respirare i luoghi medicei dove pare ancora risuonare l’eco del popolo fiorentino festante dopo il fallimento della congiura.
La Compagnia, seguendo questo filone, continuerà a ripercorrere la storia dei Medici con uno spettacolo su Cosimo il Vecchio sempre tra le mura di Palazzo Medici Riccardi (per ulteriori info consultare il sito della Compagnia).  

LA CONGIURA DEI PAZZI: cronaca di un mancato attentato

Scena da LA CONGIURA DEI PAZZI (in scena Loris Costantini e Ruggero Albisani)
Scena de LA CONGIURA DEI PAZZI (foto del redattore)

Rispettando l’ormai pluridecennale consuetudine di restare fedeli alla storia e alle storie dei luoghi che li ospitano, gli attori e le attrici della Compagnia delle Seggiole si confermano narratori drammatici attenti anche per questo LA CONGIURA DEI PAZZI. Pertanto non possiamo esimerci neanche noi dal ripercorrere brevemente la cronaca dei fatti. 26 aprile 1478, domenica di Pasqua (piuttosto tardiva secondo i calcoli astronomici ma giustificata da un errore nel calendario giuliano): Lorenzo il Magnifico (Luca Cartocci), ormai signore indiscusso di Firenze, e suo fratello Giuliano (in video Andrea Nucci) vengono aggrediti nel Duomo mentre stanno assistendo alla Santa Messa. Ad assalirli un gruppo di congiuranti capitanati da Francesco de’ Pazzi (Lorenzo Carcasci), rampollo di una ricca e nobile famiglia fiorentina ostacolata dalle riforme promulgate dal Magnifico. Giuliano muore quasi subito sotto le pugnalate infertegli, mentre Lorenzo si rifugia nella sagrestia e poi rientra nel suo Palazzo cittadino, acclamato già dalla folla festante al grido di: “Palle!”, simbolo campeggiante nello stemma di famiglia. Quasi tutti i condannati per l’attentato vengono quindi impiccati e i loro corpi lasciati penzolare ad ammonimento dalle finestre del Palazzo del Bargello.     

Tra una scena e l’altra, la storia si squaderna

Con un gioco di salti temporali, il testo messo in scena ha affidato l’episodio cruciale al video di apertura cui assistiamo nei sotterranei del Palazzo, che oggi ospitano un mirabile percorso espositivo dedicato ai marmi antichi, dove si rappresentano molte delle scene d’inizio. Proprio con queste ultime siamo immediatamente risospinti all’indietro nella storia, laddove Lorenzo comincia a muovere i primi passi nella politica cittadina fino al suo incontro con il neoeletto Papa Sisto IV Della Rovere (Loris Costantini), mirabile doppiogiochista in questo intricato gioco di alleanze e favoritismi. Ad accompagnarci, uno dei cronisti fiorentini per eccellenza, Niccolò Machiavelli (Fabio Baronti), che racconterà della Congiura nei suoi scritti; sarà lui a guidarci per cucire i fili di questa trama tanto complessa tra una scena e l’altra. È così che scopriamo dell’alleanza della famiglia Pazzi con il Papa, con suo nipote Girolamo Riario (Ruggero Albisani) e con l’Arcivescovo di Pisa, Francesco Salviati (Massimo Manconi), i quali, affidatisi in un primo momento al mercenario Giovanni Battista da Montesecco (Davide Diamanti), saranno da lui abbandonati quando sortirà l’idea di compiere l’attentato nelle mura sacre della Cattedrale.      .  

LA CONGIURA DEI PAZZI: tra narrazione e ricostruzione storica  

Scena de LA CONGIURA DEI PAZZI (in scena da sinistra: Andrea Iannelli, Lorenzo Carcasci, Massimo Manconi, Davide Diamanti)
Scena de LA CONGIURA DEI PAZZI (foto del redattore)

Spostandosi dai sotterranei fino al cortile di Michelozzo passando per il giardino Mediceo, gli attori e le attrici della Compagnia delle Seggiole si sono rivelati come di consueto dei narratori impeccabili, capaci di contestualizzare e di dare corpo e voce alla storia che a Firenze, come in tanti luoghi d’Italia, ancora sembra traspirare dalle mura dei palazzi antichi. Grazie all’accompagnamento del musico Ugo Galasso anche i passaggi da uno spazio all’altro non hanno mancato di una certa cura drammaturgica e ricostruttiva, la stessa che ci ha infine condotti all’epilogo e alle conseguenze della Congiura, con il riuscito tentativo del Magnifico di salvare Firenze da una condizione finanziaria potenzialmente distruttiva, evitata solo grazie all’intervento pacificatore del re di Napoli (Luigi Ragucci).    

Passione e professionalità de La Compagnia delle Seggiole

Scena da LA CONGIURA DEI PAZZI (in scena Luca Cartocci e Sabrina Tinalli)
Scena de LA CONGIURA DEI PAZZI (foto del redattore)

Tra marmi antichi, le linee ordinate del primo Rinascimento e le piante di limone che l’ultima famiglia Riccardi ha disposto nel Giardino, grazie anche ad un mirabile disegno di luci (curato, come l’allestimento e l’audio, da Silvia Avigo, Matteo Dell’Olmo, Daniele Nocciolini e Fiammetta Perugi), gli applausi sul finale rendono merito ad un altro lavoro che la Compagnia delle Seggiole ha curato anche meglio di altre rappresentazioni cui abbiamo assistito. Si può quindi confermare in ogni caso nel tessuto cittadino come una realtà capace di avvicinare il pubblico alle storie che hanno fatto la Storia, con passione e professionalità.  

LA CONGIURA DEI PAZZI – Credits

di Massimo Sandrelli
adattamento e regia di Sabrina Tinalli
costumi di Massimo Poli – Sartoria Fiorentina
allestimento, luci e fonica di Silvia Avigo, Matteo Dell’Olmo, Daniele Nocciolini, Fiammetta Perugi
progetto grafico di Paola Santin
social media manager Claudio Tirinnanzi
organizzazione di Caterina Baronti
Per il video, regia Massimo Sandrelli, riprese e montaggio Federico Lepori
costumi Massimo Poli – Sartoria Fiorentina
trucco Filistrucchi
con Fabio Baronti, Luca Cartocci, Lorenzo Carcasci, Davide Dessolis, Davide Iaconanni, Cosimo Innocenti, Daniele Nocciolini, Andrea Nucci, Davide Sibilia

Visto al Palazzo Medici Riccardi (Firenze) il 19 giugno 2026

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Leonardo Favilli

Più che un critico, un appassionato di teatro che ha iniziato a raccontarlo dopo una pluridecennale esperienza da spettatore attento. Lo faccio dalle pagine della redazione fiorentina di Gufetto sempre alla ricerca di luoghi ed esperienze che vadano anche oltre la platea.