Macerie, Sibille, campi di papaveri e correnti carsiche confluiscono nell’ultimo lavoro di Anna Di Fancisca per dar vita ad un racconto collettivo di rinascita e integrazione. “LA BOLLA DELLE ACQUE MATTE” è una co-produzione Italo-Slovena presentata fuori concorso al Bellaria Film Festival e proiettata in anteprima a Roma il 21 Maggio 2026 al cinema Azzurro Scipioni.
Contenuti
Di cosa parla LA BOLLA DELLE ACQUE MATTE ? il borgo terremotato come metafora della comunità
La Bolla delle Acque Matte apre i suoi contorni nebbiosi sul paesaggio desolato di Castelluccio di Norcia, borgo terremotato dove la ricostruzione sembra un miraggio e l’ombra della burocrazia incombe sulle necessità collettive. Un piccolo gruppo di irriducibili abitanti, guidati da Fausto Russo Alesi nel ruolo del sindaco Lorenzo, non si rassegna alla distruzione e continua a vivere sospeso, in una bolla tra le macerie, mettendo in scena il tenero ritratto di una forma molto umana di resistenza alla rassegnazione e all’inevitabile cambiamento.
Mentre la loro quotidianità sbilenca, spezzata dal trauma della distruzione, si sviluppa tra piccoli drammi intimi e il tentativo di ricostruire un ristorante tradizionale per renderlo multietnico, luogo simbolico di incontro e passaggio di sapori come di umanità, una minaccia senza volto e senza nome mette alla prova il precario equilibrio della comunità, che risponde col potere della gentilezza e della solidarietà grazie anche alla protezione di forze misteriose e antiche, che da sempre vegliano su di loro.

Gli elementi del realismo magico di Anna de Francisca
La confusione mistica del realismo magico è forse l’aspetto più affascinante del film che ne occupa, purtroppo, solo una parte marginale, e si manifesta attraverso la presenza invisibile delle tre Sibille: donne misteriose che dipingono i loro canti (accompagnati dalle splendide musiche di Paolo Perna) tra le macerie e intervengono, in più di un’occasione, per preservare la purezza del luogo.
Una purezza legata al passato del paese e messa costantemente in pericolo da una serie di minacce esterne più o meno credibili che si alternano, senza amalgamarsi perfettamente, all’interno della pellicola: dal vecchio burocrate che impone clausole assurde per la ristrutturazione del ristorante, passando per i fantomatici stranieri (forse dell’est?) che vorrebbero appropriarsi della piana e farne un orribile centro industrializzato votato al mero profitto, fino ad arrivare alla psicologa Silvia (Jaele Fo) infiltrata, con la maschera non troppo coprente dell’assistente sanitaria, che per tutto il film non fa neanche finta di non essere razzista e si rivela, infatti, alla fine, come unica vera minaccia concreta alla comunità.
Gli stimoli e gli spunti che emergono sono molteplici e a tratti confusionari ma il messaggio finale è chiaro, come la gallina bianca che Lorenzo insegue all’inizio e che ritroverà solo alla fine: la soluzione è già qui, in mezzo a noi, ma questo non deve impedirci di continuare a cercarla.

LA BOLLA DELLE ACQUE MATTE – tra territorio e identità
La battaglia di Lorenzo e dei suoi compaesani si muove sui contorni fragili delle differenze che ci separano gli uni dagli altri ma che, messe insieme, possono rappresentare una forza testarda e gentile che alla fine trionfa sulle cattive intenzioni, un po’ come un mix tra spezie tradizionali ed esotiche può rendere un piatto antico speciale e nuovamente gustoso.
A ritmo non sempre sostenuto, il film danza soprattutto, in modo forse un po’ ripetitivo, sulla difficoltà di trovare un punto di incontro tra la tradizione della cucina del paese e i sapori portati da lontano dai personaggi di Ibri e Talal (rispettivamente Sidy Diop e Kelum Giordano), vigili/cuochi, acquisti multietnici di un paese che per anni è rimasto sempre uguale e che poi, in una svolta terribile e improvvisa, è divenuto l’ombra di se stesso.
Il tentativo di mettere in scena l’incontro tra le diverse culture, come fiumi di acque diverse che si mescolano creando una bolla fuori dagli schemi e fuori dal tempo, è mosso da giuste intenzioni ma non è del tutto riuscito.
L’impianto risente forse di una retorica buonista, che si muove ancora su concetti stereotipati del locale e dello straniero e tuttavia riesce, nel finale, a trovare una sua poetica armonia.
La tenzone tra l’irremovibile Elsa (Lucia Vasini), cuoca storica del ristorante, e l’innovativo Ibri, vigile del fuoco arrivato per gestire la crisi del terremoto e poi adottato dalla comunità, si muove intorno all’uso delle spezie, ingredienti magici in grado di alterare il sapore, e quindi la percezione, che si ha di un piatto e in questo caso anche di un evento: quello traumatico del terremoto.

Integrare per ricostruire: i cardini dell’opera di Anna Di Francisca
Una serie di colpi di scena finali, più o meno prevedibili e seminati all’interno della storia, rivelano che molte cose sono esattamente quello che sembrano e che la fantomatica “gallina bianca” era rimasta sempre nei paraggi e non si era mai davvero allontanata da Lorenzo, è solo il suo sguardo che deve cambiare prospettiva.
C’è, nell’opera di Di Fancisca, una sorta di ingenuità che forse rappresenta una purezza e una semplicità nello sguardo limpido di chi vive ai margini, siano questi sociali o territoriali, e che si affida alla speranza anche quando questa sembra improbabile, senza farsi corrompere dalla facilità e dagli interessi economici.
È solo tramite una contrattazione fatta di compromessi, integrazioni e rinunce che la comunità può sopravvivere, ed è forse proprio questo il messaggio del film: la distruzione, così come il cambiamento, sono inevitabili ma è solo alterandone il sapore per renderlo nuovo che ci è possibile accettarli, superarli e in qualche modo sopravvivere rigenerando un equilibrio che non assomiglia più a quello del passato ma che tuttavia, ci salva.
LA BOLLA DELLE ACQUE MATTE -cast e dati artistici
108’
Regia: Anna Di Francisca
Sceneggiatura: Anna Di Francisca, Laura Fischetto Fotografia: Sara Purgatorio CCS, AMC
Montaggio: Davide Miele
Scenografia: Luciano Cammerieri, Helena Calvarese Costumi: Susanna Ferrando
Musiche di: Paolo Perna
Con: Fausto Russo Alesi, Jaele Fo, Lucia Vasini, Sidy Diop, Ida Sansone, Igor Štamulak, Kel Giordano, Elvira Cuflic Basso, Jacob Olesen, Suleman Ahmed
LA BOLLA DELLE ACQUE MATTE: dove vederlo
Il film, distribuito da Kio Film, è in programmazione in diverse sale d’essai e indipendenti italiane. Per organizzare proiezioni scolastiche potete scrivere a scuole@kiofilm.com

La Bolla delle Acque Matte (2026)

La Bolla delle Acque Matte
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