IO CASANOVA – le rocambolesche avventure di Giacomo e Anna, che incarnano entrambi il personaggio di Casanova, nel tentativo di ritrovare otto tele di un pittore francese scomparso e di svelarne i misteri. Tra Costantinopoli e Venezia, tra Ancona e Parigi, massoneria, alchimia, intrighi e tradimenti, Ida Amelsù ci conduce attraverso un romanzo d’avventura epocale. La nostra recensione
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GIACOMO Casanova: le revisioni biografiche di ida amlesù

Quando diciamo Casanova pensiamo subito a colui che ha reso il suo nome l’antonomasia del seduttore e dell’avventuriero. Un viveur galante che passa le giornate (e le nottate) a letto con belle dame e scappando per calli e canali a bordo di gondole da mariti gelosi. La realtà è ben altra e Giacomo Casanova, vissuto nel 1700, è stato molto più di questo. Avventuriero, esoterista, poeta, saggista, diplomatico, alchimista, scrittore e agente segreto.
Ida Amlesù (che abbiamo intervistato qui) riscopre questo poliedrico personaggio e ne romanza abilmente l’intera biografia, aggiungendo alla figura di Casanova un suo doppio: Anna, una serva che ha la sua stessa sete di vita e di avventure e che gli ruba l’identità grazie alla sua straordinaria capacità imitativa. I loro destini si intrecciano in modo indissolubile: si amano e si odiano, si cercano e si fuggono. Due rivali che uniranno le forze per dipanare l’enigma che lega otto tele quasi identiche disseminate per tutta Europa e saranno antagonisti di una setta che vuole mettere in pratica gli insegnamenti di Paracelso.
“Io, Casanova” è un’esperienza di lettura intensa e immersiva. Un giallo, un thriller, un romanzo d’avventura e di viaggio, un romanzo pieno d’amore (seppur torbido) con elementi gotici. Tutto partendo da una vita straordinaria come quella di Giacomo Casanova.
Io, Casanova: la realtà che si mescola all’immaginazione
Questo romanzo contiene in sé dettagliatissimi accenti biografici ripresi dalle stesse memorie di Casanova: Histoire de ma vie. Un romanzo da un romanzo, così come Anna riproduce un Casanova da un Casanova.
Ida Amlesù dimostra come una storia può rivivere in più versioni, adattandosi alle esigenze di chi la narra. L’impalcatura biografia viene amplificata, non nel suo scheletro portante, quanto nella configurazione scenica, affrescando una storia nella storia, in un ramificarsi degno di quel giallo medievale che è il Nome della Rosa del maestro Eco.
La missione che Giacomo e Anna si ritrovano (loro malgrado) a dover sostenere è quella di ritrovare otto tele raffiguranti “L’odalisque brune” di François Boucher entrando in competizioni con una setta massonica convinta che questi dipinti siano in grado di donare l’eterna giovinezza. I due protagonisti dovranno mettere da parte le reciproche ostilità e unirsi come una coppia di investigatori, attraverso l’Europa e il Mediterraneo, tra colpi di scena, intrighi, vendette e tradimenti.
Un concitato susseguirsi di eventi e incontri, personaggi amici e nemici, misteri svelati che aprono strade ad altri misteri. Si può osare affermare che sarebbe il soggetto (elaborato) di un poderoso film d’avventura in stile Indiana Jones, ma senza quelle sfumature autoironiche e anni ‘80 che caratterizzano l’archeologo più famoso del cinema americano
anna e giacomo Casanova: il rapporto fra i due personaggi d ida amlesù
Io, Casanova è una rivisitazione simbolica della vita di Casanova dove l’aggiunta di Anna crea un golem antagonista che esiste in ognuno di noi. Anna non è solo un alterego, è un doppelgänger morale con il quale Giacomo si ritrova a confrontarsi. Passando il timone della narrazione dall’uno all’altro personaggio, Amlesù ricrea una duplice visione di punti di vista, maschile e femminile, esperto e inesperto, creando un gioco caleidoscopico e connettivo tra libro e lettore.
Anna non è un aiutante, non sta a Giacomo come Watson sta a Holmes, non si adombra al suo genio e al carisma. Ne assume la postura, ma conferisce una nota di ingenua sincerità al “suo essere Casanova”.
Anna rivendica un suo posto al sole fin dalle prime pagine. Di tutti i personaggi è quello che si fa amare e che catalizza su di sé le primissime attenzioni dei lettori. È il bruco che diventa crisalide e Amelsù ci rende testimoni di un dispiegamento di ali emozionante, unico nel genere.
Le sue doti di imitatrice le saranno preziose durante la sua ricerca. Interpreterà e ingannerà il mondo, ma non verrà mai meno a sé stessa e alla sua determinazione. In questo ricorda molto “Il talento di Mr. Ripley” di Patricia Highsmith.
Chi è l’ANNA di IO CASANOVA
Una donna del Settecento, senza mezzi e senza cultura che con grande volontà e desiderio di rivalsa, si appropria dell’altrui identità mentre ne fabbrica una nuova per sé.
Anna cambierà anche il suo modo di amare. Da dipendente emotiva imparerà di volta in volta ad amarsi.
Indubbiamente è un esempio eccellente di viaggio dell’eroe, di evoluzione psicologica e morale. Anna si reinventa come umano, si sottrae alla predestinazione e riabilita la sua figura pagina dopo pagina.
Ricreare un nuovo Giacomo non era un compito così scontato, ma Amlesù ci è riuscita, plasmando la creta casanoviana e aggiungendo disperazione, istinto, sentimento e fragilità.
Il risultato è una protagonista alla pari, un’estensione di medesima portata dell’uomo Casanova, che ha il pregio di una dimensione meno picaresca, meno eroica, più umana e sentimentale.
Da un punto di vista erotologico, l’amicizia tra Giacomo e Anna rappresenta lo scontro e l’accettazione del proprio Io. Come quell’Io nel titolo che rappresenta non sono l’autodeterminazione, ma la rivendicazione all’atto di esistere e di essere riconosciuti. Come uomini e come donne, come uomini che hanno in sé donne e donne che accolgono il loro essere uomini. Una grammatica personalistica che conduce a un dialogo secolare con sé stessi, che ci piaccia o no, che si verbalizzi o si ignori. Anna e Giacomo non sono la stessa persona e allo stesso tempo vivono la stessa identità, uno per diritto di nascita, l’altra per vendetta e necessità.
E restando in tema di corpi e di funzioni, vale la pena segnalare che il sesso raccontato da Amlesù non è mai pruriginoso, gratuito o meccanico. Non ha neppure pruderie voyeuristiche. Semplicemente è un mezzo di piacere, ma anche di conoscenza e di potere.
Si consiglia questo romanzo per tutta la sua straordinaria ed evocativa atmosfera e per i colpi di scena che terranno alta sia l’attenzione che la curiosità di voi lettori. Un romanzo davvero ben scritto che non deluderà le vostre aspettative, confermando Amelsù una narratrice contemporanea di altissima calibratura.
Io, Casanova
Scritto da Ida Amlesù
Edito da Sonzongo
pp. 528, 1° ed.
2025
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