ALESSANDRA BARONI ci svela l’universo di Giorgio Vasari

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Arte

La studiosa, curatrice della mostra VASARI E ROMA, in corso a Palazzo Caffarelli – Musei Capitolini fino al 6 settembre 2026, ci svela l’universo di Giorgio Vasari tra arte, diplomazia e carte d’archivio.

Approfondiamo la precedente recensione di Gufetto alla mostra VASARI E ROMA, soffermandoci sugli aspetti più mondani dell’artista aretino con un intervista alla curatrice Prof. Dr. Alessandra Baroni, già autrice di molti studi su Vasari e vasariani.
Scopriamo innanzi tutto come il nome di Alessandra Baroni sia legato a doppio filo a una figura monumentale del nostro Rinascimento: Giorgio Vasari.

ALESSANDRA BARONI e Giorgio Vasari

PROF. DR. ALESSANDRA BARONI (AB): Sono profondamente legata a Vasari, prima di tutto perché Arezzo, patria dell’artista, è anche la mia città natale.
L’opera di Giorgio Vasari ha inoltre segnato l’intera mia esistenza di studio: è un interesse che si è sviluppato attraverso lo studio dell’arte fiorentina del secondo XVI secolo, concentrandomi in particolare sulla figura del fiammingo Giovanni Stradano (Bruges 1523 – Firenze 1605) braccio destro di Vasari nella Firenze di Cosimo I e di Francesco de’ Medici.

STUDIARE GIORGIO VASARI PASSANDO DA GIOVANNI STRADANO

PROF. AB: Giovanni Stradano e Giorgio Vasari formarono uno dei sodalizi artistici più fecondi del Rinascimento a Firenze. Il pittore fiammingo divenne il braccio destro del maestro aretino, collaborando a capolavori assoluti come il grandioso ciclo di affreschi e dipinti nel Palazzo Vecchio e gli arazzi con le Cacce per Poggio a Caiano.

SU CARTONE DI GIOVANNI STRADANO, TESSITURA DI BENEDETTO SQUILLI; arazzo con Caccia all’orso al dardo; 1569. Palazzo Reale a Pisa

Giovanni Stradano fu pittore e disegnatore di cui mi sono occupata a fondo ricostruendone il corpus pittorico al tempo della mia tesi di laurea, sotto la guida straordinaria di Mina Gregori, e poi con l’opera completa per la prima monografia pubblicata nel 1997 (Jandi -Sapi Editori).

Il tema dello Stradano designer di stampe calcografiche è stato l’oggetto della ricerca per il diploma della scuola di specializzazione a Bologna (1995) per il quale ho allargato lo studio al complesso legame tra disegnatori, incisori e stampatori nell’Europa del Nord del secondo Cinquecento.

Nel 2008 ho conseguito il dottorato di ricerca presso l’università di Utrecht, ricostruendo l’antico nucleo di stampe della collezione del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (poi pubblicato con Olschki nel 2012), mentre nello stesso anno ho curato la prima mostra sullo Stradano a Bruges, sua città natale, in collaborazione con Manfred Sellink e il Groeningen Museum.

Le mostre su Vasari, il perno per l’arte italiana del ‘500

Nel 2011 sono stata curatrice di un importante convegno internazionale su Vasari disegnatore e co-curatrice della prima mostra dedicata a Vasari nel nuovo millennio; alla quale sono seguite quella più recente organizzata ad Arezzo nel 2024 in occasione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte dell’aretino e infine questo progetto con i Musei Capitolini.

VASARI E ROMA, immagine di una delle sale dell’esposizione curata da Alessandra Baroni. Palazzo Caffarelli – Musei capitolini, Roma.

Queste esposizioni hanno avuto un taglio completamente diverso l’una dall’altra, ma tutte con il focus sulle opere vasariane quale perno fondamentale per l’arte del Cinquecento in Italia».

ALESSANDRA BARONI e la medaglia d’arte

PROF. AB: «Sia la medaglia che la moneta sono manufatti straordinari e complessi molto popolari grazie alla facilità della loro circolazione» annuisce la professoressa Baroni «entrambe sono il risultato di un progetto culturale legato ad un messaggio politico ed economico determinato da un preciso contesto storico, ma al tempo stesso sono anche opere spesso di un’altissima qualità artistica. Tecnicamente, il bassorilievo della medaglia obbedisce a regole del tutto particolari. Tra i tipi del dritto e del rovescio si instaura un vero e proprio dialogo che rappresenta il cuore del messaggio visivo che più facilmente di un testo può essere divulgato nel mondo”. Nel corso dei secoli per gli artisti la sfida è appunto quella di saper interpretare al meglio, nella propria opera, le istanze del proprio tempo e le richieste del committente».

Medaglia uniface di Leone Leoni (1509-1590) per Giorgio Vasari (1511-1574), diritto, 1570 ca. Bronzo, diam. mm 61,5. Bologna, Museo Civico Archeologico, inv. n. 9111
Medaglia uniface di Leone Leoni (1509-1590) per Giorgio Vasari (1511-1574), diritto, 1570 ca. Bronzo, diam. mm 61,5.
Bologna, Museo Civico Archeologico, inv. n. 9111

GIORGIO VASARI E LE ARTI APPLICATE

PROF. AB: Convinto che il concetto di “ornamento” potesse non solo abbellire ma addirittura introdurre al soggetto principale di un’opera pittorica o scultorea, così come un frontespizio anticipa il contenuto di un libro, Vasari si dedicò appassionatamente alla progettazione di oreficerie soprattutto nella fase più precoce della sua carriera.

Non è da escludersi, ad esempio, che si debbano ripensare a suo favore alcune attribuzioni di progetti grafici per suppellettili preziose, come il celebre disegno per il servito di candelabri offerto da Papa Paolo III alla Basilica di San Pietro, tradizionalmente dato a Francesco Salviati, ma che nel catalogo della mostra proponiamo possa essere invece di mano vasariana.

GIORGIO VASARI E IL DISEGNO, PADRE DI TUTTE LE ARTI

PROF. AB: Vasari non aveva un semplice intento collezionistico. Nell’aumentare la propria raccolta, che spaziava da opere di Cimabue fino a quelle di Michelangelo, tra la prima e la seconda redazione delle Vite (1550 e 1568) dovette formarsi in lui l’idea pionieristica di pubblicare una terza edizione delle Vite come una storia dell’arte illustrata. Il Disegno, pratica e oggetto che per Vasari significava anche progettualità e impegno intellettuale, è più volte indicato nel Proemio delle Vite come il padre di tutte le arti perché in esso sono accomunate non solo pittura, scultura e architettura, ma anche le arti applicate.

Dunque realizzare stampe derivate dai disegni della sua raccolta per illustrare ciascuna biografia delle Vite, dovette apparirgli come un complemento ideale alla narrazione testuale. Il progetto non andò in porto e l’eccezionale raccolta fu purtroppo smembrata in seguito alla sua morte.

L’artista umanista Giorgio Vasari

PROF. AB: Il principio unificatore del disegno fu alla base di una diversa concezione dell’artista rinascimentale che diventa un intellettuale e non più mero artigiano; fu questa idea che nel 1563 determinò la fondazione dell’Accademia delle Arti del Disegno, fortemente voluta da Cosimo I de’ Medici che fu il committente più importante di Giorgio Vasari.

Dopo anni di guerre fratricide, l’intento era quello di favorire la rinascita di una nuova “età dell’oro” con nuove opere artistiche e l’esaltazione visiva della cultura fiorentina e Toscana della quale Giorgio Vasari divenne l’indiscusso protagonista e massimo esecutore.

L’uomo Giorgio Vasari

PROF. AB: Vasari era piccolo di statura, ma poliedrico, sapiente e animato da grandissima curiosità ed ambizione. Era un artista moderno, capace di adattare se stesso e la propria arte agli obiettivi da raggiungere. “Era sempre dove il pan si coce!”, per usare un modo di dire toscano, ovvero al centro dei contesti culturali e dei cantieri artistici più importanti della sua età. Oltre ad una straordinaria competenza artistica, Giorgio possedeva anche un istinto formidabile per cogliere le opportunità e rafforzare le relazioni con i committenti».

Jacopo Zucchi, Ritratto di Giorgio Vasari, 1571-1574, Firenze, Galleria degli Uffizi.
JACOPO ZUCCHI, Ritratto di Giorgio Vasari, 1571-1574, Firenze, Galleria degli Uffizi.

GIORGIO VASARI INVENTORE DELLA MANIERA MODERNA

PROF. AB: La sua parabola inizia grazie al cardinale Silvio Passerini, che da Cortona lo condurrà poi con sé a Firenze. Vasari ricorda il rapporto stretto con l’umanista Giovanni Pollio Polastrino e nei suoi primi anni frequentò anche il maestro pittore e vetraio Guillaume de Marcillat, completando poi la sua formazione a Firenze accanto ad Ippolito e Alessandro de’ Medici.

A Firenze frequentò la bottega di Andrea del Sarto e quella di Michelangelo, stringendo amicizie importanti con Manno Sbarri e soprattutto con Francesco Salviati.

Come umanista, Vasari si accosta alla cultura antiquaria che introduce il tema del linguaggio allegorico derivato dall’antico, traducendo concetti filosofici e letterari in metafore visive grazie anche alla collaborazione con letterati dell’epoca: Annibal Caro o Cosimo Bartoli. Con questi grandi umanisti mette a punto complessi cicli decorativi, nei quali le raffigurazioni allegoriche – ad esempio delle quattro età dell’uomo, delle stagioni, delle virtù cardinali e teologali – svolgono un ruolo centrale.

GIORGIO VASARI e la storia del suo archivio

PROF. AB: «Il preziosissimo Archivio Vasari, custodito nel Museo di Casa Vasari ad Arezzo, conserva una delle raccolte più importanti al mondo per lo studio delle fonti del tardo Rinascimento, soprattutto per gli appunti di pugno di Vasari e il carteggio con i più grandi intellettuali dell’epoca che contiene alcune celebri lettere autografe di Michelangelo già sistemate in forma di manoscritto (oggi sciolto per motivi conservativi) dal nipote dell’aretino, Giorgio Vasai il Giovane.

Vasari lasciò quale sua erede universale la Fraternita di Santa Maria della Misericordia di Arezzo che ottenne tutti i suoi beni dopo la morte dell’ultimo membro della famiglia, avvenuta nel 1685; quelli mobili, tuttavia, ovvero gli arredi, le suppellettili, le collezioni artistiche e anche una parte delle carte private vasariane, entrarono in possesso degli esecutori testamentari quale risarcimento per l’impegno profuso negli anni per la cura dell’eredità e andarono subito dispersi tra varie mani.

L’indiscutibile proprietà privata di una parte dei documenti di Vasari, compreso anche l’archivio da sempre depositato presso Casa Vasari ad Arezzo che è da tempo oggetto di un vincolo pertinenziale –ovvero per legge è legato fisicamente al luogo nel quale è conservato e non può essere spostato– è stata messa in discussione dallo Stato italiano che dal 2018 ha avviato un procedimento di esproprio, non ancora concluso».

PROF. AB: «Una parte delle carte fu pubblicata a cominciare dal 1923 da Karl Frey, mentre spettò ad Alessandro del Vita stampare nel 1927 le preziose Ricordanze, ovvero il manoscritto che contiene il diario che è anche un libro di conti nel quale Vasari aveva annotato e descritto di sua mano molte delle opere realizzate da lui stesso dagli anni venti fino al 1572.

Il lungo rapporto tra Vasari e la Fraternita è stato al centro dei mei studi e ci sono molti miei contributi scientifici, realizzati soprattutto negli anni in cui sono stata responsabile dell’archivio storico e delle collezioni del Museo della Fraternita dei Laici (nome attuale, dal 1779), tra il 2009 e il 2019».

Ringraziamo molto la Prof. Dr Alessandra Baroni per averci concesso di entrare più approfonditamente tra le pieghe meno note della vita di un grandissimo artista del passato e ricordiamo che la mostra “VASARI E ROMA” sarà ancora visibile presso Palazzo Caffarelli – Musei Capitolini di Roma fino al 6 settembre: da non perdere!

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF

Ilaria Paccini

ILARIA PACCINI è una medaglista, scultrice e pittrice. La sua ricerca pittorica si sviluppa su grandi lastre di acciaio ossidato, dipinto ad olio. I suoi progetti espositivi sono spesso off-site e sono occasione per realizzare grandi opere eseguite live-painting. Espone in Italia e all’estero presso siti archeologici e Musei. Una sua opera in alluminio è visibile a New York, presso LaMama ETC di Manhattan. Da un anno collabora come giornalista per Gufetto Press, nella sezione arte.