INTERVISTA A BARBARA YELIN: a Villa Massimo si libera l’arte di raccontare la memoria

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Incontriamo Barbara Yelin nella Capitale, nel suo atelier presso Villa Massimo, dove la disegnatrice di graphic-novel sarà ospite fino a giugno 2026 per aver vinto l’ambito Rome Prize. Il premio annuale, messo in palio dall’Accademia Tedesca in Roma, sostiene ogni anno 10 artisti tedeschi offrendo loro una residenza di studio nella Città Eterna.

Barbara Yelin: l’ATELIER a villa massimo

Ci sediamo in uno spazio ampio e luminoso, nonostante fuori sia oramai buio. La pioggia ha inumidito anche il colore della sera, che si affaccia plumbea e pare curiosare dalla parete vetrata che abbiamo di fronte. La stanza ha dei tavoli centrali, pieni di strumenti di lavoro: pennelli, penne, fogli, colori, libri, ritagli.

Alcuni fogli sono appesi alle tre pareti non vetrate, con disegni colorati e definiti e poi schizzi che devono ancora prendere forma. Barbara Yelin ci fa accomodare su un divano, scusandosi per il caos, ma correggendosi subito dopo per essersi scusata: “il caos creativo è bello…ed inevitabile”.

lo studio di Barbara Yelin a Villa Massimo

Yelin e IL PANORAMA ARTISTICO ROMANO

Mentre Barbara si aggira ancora per l’atelier, raccogliendo libri da mostrarci, le domando se si trova bene a Roma e se in questi primi mesi di residenza è già entrata in contatto con l’ambiente artistico romano (la residenza è iniziata a settembre 2025 n.d.r.).

BARBARA: “a Roma, oltre al patrimonio artistico antico, c’è un fervente panorama contemporaneo: non solo mostre, ma anche concerti, presentazione di libri…sto frequentando il più possibile le inaugurazioni e gli eventi, ma non conoscere la lingua italiana mi limita un po’.”

LA COLLABORAZIONE CON la NABA

BARBARA: “ho condotto un workshop molto stimolante con gli studenti di NABA, grazie alla collaborazione internazionale con i fumettisti italiani Alessio Trabacchini (critico editor e curator, nonché Course Leader per il Triennio in Comics e Visual Storytelling).

BARBARA: “Precedentemente mi ha influenzato il lavoro molto stimolante di autori e illustratori come Lorenzo Matotti o Manuele Fior, il quale è stato per molto tempo a Berlino ed ora è in Francia.”

Barbara Yelin

Barbara Yelin (*1977) ha studiato illustrazione all’Università di Scienze Applicate (HAW) di Amburgo dal 2000 al 2004. È disegnatrice di fumetti e autrice di graphic novel incentrati su temi documentaristici, storici e biografici. Le sue opere hanno ricevuto numerosi premi, tra cui recentemente il premio speciale della giuria del Comic-Salon Erlangen (2024)
Vive e lavora a Monaco di Baviera. Da settembre 2025 è vincitrice del Premio Roma presso l’Accademia Tedesca a Roma – Villa Massimo.

Yelin e IL GRAPHIC NOVEL: UN AMORE DI VECCHIA DATA

ILARIA: “c’è stata un’occasione in particolare per cui hai deciso di creare graphic-novel, oppure è la vita che ti ha portato a questa professione?”

BARBARA: “Bella domanda! Non so come ho preso l’onda. Fin da piccola mi piaceva disegnare, ma come piace ad ogni bambino…e sono stata fortunata, perché i miei genitori mi hanno sostenuta ad intraprendere qualsiasi percorso artistico, anche musicale. Quando poi ho cominciato a pensare ad una possibile professione ho iniziato dall’illustrazione, dove si combina immagine e testo. Successivamente, ormai 20 anni fa, ho scoperto quanto fosse interessante per me il graphic-novel. Sono cresciuta in un’epoca dove c’erano bravissimi fumettisti, soprattutto uomini, che dominavano la scena ed io inoltre ho avuto la fortuna di avere una bravissima insegnante, Anke Feuchtenberger, che ha stimolato tantissimi studenti verso un nuovo approccio.

Ho all’attivo, fino ad oggi, 6 libri e 20 collaborazioni con antologie, dove ho pian piano apprezzato il meccanismo di combinazione del testo, la musicalità della parola e il ritmo visivo delle vignette.“

COSA è UN GRAPHIC NOVEL

Si tratta di una forma narrativa in cui le storie, in veste di fumetto, hanno però la struttura di un romanzo: con un intreccio narrativo complesso. L’origine e la paternità di questa forma narrativa rimane aperta, tuttavia già nel 1946 Ventura Editore pubblica dei Picture-Novel come “romanzo completo (…) interamente illustrato a quadretti” e Umberto Eco agli inizi degli anni ’60 del Novecento parlava di Charles M. Schulz, Hugo Pratt, Corto Maltese come “narratori verbo-visivi”.

graphic novel e NARRAZIONe

BARBARA: “Il graphic-novel consente molte possibilità di gioco tra linguaggio verbale e grafico; il risultato non dipende dalla bellezza del disegno, questo non mi importa molto, ma mi preme la combinazione e la buona struttura narrativa. La narrazione è la chiave: sia che la parola vada in parallelo all’immagine, sia che essa si contrapponga al disegno…il ritmo fa la connessione.”

BARBARA: “Le sequenze, in combinazione quasi filmica, creano un vero e proprio montaggio; la narrazione però si svolge con tempi soggettivi, dove è il lettore a decidere la velocità della lettura.”

yelin e L’ARTE DI RACCONTARE LA MEMORIA

ILARIA: Il meccanismo del racconto di memoria – di cui Yelin ha fatto una vera e propria arte – combina dialogo e monologo e viene giostrato anche attraverso il colore differente delle vignette, intrecciando linee temporali.

BARBARA prende un libro e indicandomi una vignetta dice: “E qui, vedi?… Dove la protagonista ricorda la morte della madre…. Nel capo di concentramento…Io questo non lo posso descrivere: perché questo è indescrivibile e allora io disegno lei nel parco, mentre racconta. La protagonista affonda i suoi ricordi nel passato ed io uso il cucchiaino con cui sta girando il caffè per immergermi nel colore denso e scuro delle profondità della memoria.”

Barbara mi mostra diversi altri libri illustrati “ho imparato molto da questi lavori – afferma – Irmina, Emmie Arbel, Therese Giehse… io non voglio ottenere una biografia cronologica degli eventi, ma dare ritmo alla memoria e al significato dell’atto del ricordare eventi traumatici che affiorano ogni giorno dagli oggetti comuni.”

L’IMPORTANZA DELL’IRONIA E LE STRISCE DI 4 VIGNETTE di barbara yelin

Uno dei lavori più interessanti è stata una serie di strisce di quattro vignette che Barbara ha disegnato per il giornale Frankfurter Rundschau.

BARBARA: “Le regole sono le stesse di una lunga drammaturgia, ma ristrette in 4 parti: l’apertura, la suspense, il conflitto e la chiusura, che scarica la tensione precedente attraverso un finale, anche buffo. Questa è stata per me una palestra molto importante.

Dobbiamo avere questi momenti di umorismo!… Sempre per una questione di ritmo, di suono di lettura, più che ironia parlerei di umorismo, buffoneria, leggerezza.”

LA LEGGEREZZA DEGLI ULTIMI LAVORI in mostra a roma AL gOETHE INSTITUTE

Accenniamo alla sua mostra “Barbara Yelin: raccontare le vite” – visibile fino al 20 marzo 2026 presso il Goethe Institute e organizzata con la collaborazione dell’Associazione Hamelin – dove, durante l’inaugurazione, Barbara ha letto il suo fumetto al pubblico mentre i disegni erano proiettati su schermo. Una lettura collettiva emozionante, melanconica e tuttavia costellata di accenti ritmici costituiti dai momenti ironici molto ben orchestrati.

BARBARA: “eri alla presentazione?”

ILARIA: “Si, bellissima…penso che il tuo ultimo lavoro sia molto interessante, perché l’acquarello si è liberato totalmente dal contorno della vignetta e si è fatto più trasparente, addirittura libero dal segno grafico…”

BARBARA: “È stata una prova, dove ho totalmente liberato l’architettura dell’impaginazione. Il lavoro è nato qui a Roma e non so se finirà così o diventerà parte di qualcos’altro…

In questi mesi avrò veramente la possibilità di sviluppare la mia creatività: trovare nuove vie, rompere gli schemi usando altre risorse artistiche, ispirazioni, istinto, le connessioni tra passato e presente.”

COSA PENSA BARBARA YELIN DELLO STATO DELL’ARTE IN EUROPA?

BARBARA: “Penso che l’arte in questo momento abbia la possibilità di andare in ogni direzione, per esempio adesso con la convergenza di vari paesi e il contatto tra varie culture l’arte possa spaziare ovunque; in Germania, per esempio, il graphic-novel riceve attenzione e supporto. L’arte è importante per la cultura e la società e questo è un concetto accertato, ma nello stesso tempo con i nuovi sviluppi della politica internazionale, la paura che ci siano meno fondi fa pensare a una limitazione della libertà dell’arte.

Il bello dell’arte è che non deve essere efficiente. Non deve essere produttiva, non deve insegnare, l’arte per me deve solo poterci far divertire, gioire, poter sperimentare, offrire nuovi spazi per pensare…ed è una cosa che non possiamo fare in un altro modo. L’arte non è un lavoro come gli altri: ha altre regole, è il contrario della perfezione indirizzata alla produttività… nel mio lavoro ci sono così tante parti di errore! L’errore è importante per il meccanismo creativo”.

BARBARA: “Penso all’intelligenza artificiale: abbiamo davanti una grande sfida, che ci regala così tante possibilità, ma è anche pericoloso per la creatività. Per me l’azione di disegnare è il modo per oggettivare il sentimento. Ogni giorno non approccio a ciò che immagino attraverso quello che conosco, ma cercando nuove strade. Questo allenamento del cervello è la creatività. Sono ottimista: l’arte è ancora una parte importante del nostro linguaggio!”

barbara yelin e i suoi PROGETTI FUTURI

BARBARA: “Finalmente, grazie a questa residenza a Roma, ho il tempo per prendere una pausa, un respiro da molti progetti che ovviamente mi appassionano, ma adesso ho l’opportunità di provare connessioni, estendere l’immaginazione. Penso di sperimentare la lettura pubblica dei fumetti e combinarla come una specie di teatro disegnato, con la musica…e non posso dirti altro…perché davvero non lo so!”

Ringraziamo Barbara Yelin di cuore per il tempo trascorso insieme e per averci permesso di visitare, colore alla mano, le architetture narrative dei suoi GRAPHIC-NOVEL.

I lavori di Barbara Yelin sono visibili presso il Goethe Institute e noi ne abbiamo parlato nell’articolo BARBARA YELIN: disegnare le vite @ al Goethe Institute of Rome il segno di Barbara Yelin.

Per scoprire i lavori di Barbara Yelin, leggi anche il nostro articolo:

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Ilaria Paccini

ILARIA PACCINI è una medaglista, scultrice e pittrice. La sua ricerca pittorica si sviluppa su grandi lastre di acciaio ossidato, dipinto ad olio. I suoi progetti espositivi sono spesso off-site e sono occasione per realizzare grandi opere eseguite live-painting. Espone in Italia e all’estero presso siti archeologici e Musei. Una sua opera in alluminio è visibile a New York, presso LaMama ETC di Manhattan. Da un anno collabora come giornalista per Gufetto Press, nella sezione arte.