Il Teatro Arcobaleno brilla di luce propria e strizza l’occhio alla grande arteria non lontana quasi a invitare chi la percorre a deviare e infilarsi tra le poltrone. Quel rosso porpora è lì che attende ogni sera di debuttare e replicare qualche nuovo spettacolo. L’Arcobaleno vanta un cartellone interessante degno dei grandi Teatri. Titoli e attori arricchiscono l’offerta e alimentano la curiosità della gente di Teatro. Mi sembra, a guardare bene, che l’Arcobaleno sia in questa città uno degli ultimi avamposti della civiltà colta contro quel degrado dei grande fratello o delle commedie becere dalle volontarie e facili parolacce. In ottemperanza a questo rigido protocollo, va in scena il 22 gennaio “Il vecchio e il mare” del signor Ernest Hemingway con Sebastiano Somma. Lo spettacolo rimarrà in scena fino al 25.

Contenuti
Il Vecchio e il mare: le onde di Somma
“Il vecchio e il mare” Ernest Hemingway l’ha scritto nel ‘51, fu pubblicato su Life e premiato col Pulitzer. Si può dire, senza dubbio alcuno, che gli fece ottenere il Nobel appena tre anni dopo. Probabilmente è uno di quei libri che tutti abbiamo in libreria. Non è neanche troppo corposo anzi è breve. La storia è semplice: un marinaio (Santiago per noi Sebastiano Somma) non pesca da parecchio e va in mare, cattura un grosso Marlin a mani nude ma i pescecani lo divorano. Prima e dopo c’è il dialogo affettuoso con il giovane Manolin (Cartisia Somma). Ma in questa presunta semplicità c’è molto di più. C’è il dialogo mai chiarito tra l’uomo e il tempo che incombe con la sua crudele ineluttabilità, il dialogo e l’amicizia tra i giovani e i vecchi del mondo, la saggezza, i progetti e i fallimenti. Tutto si mischia liquido e fuggevole in quel mare mosso di emozioni.

Il mare che si vede e si sente
Sebastiano Somma è un attore maturo che ci sorprende ogni volta per bravura e capacità di percorrere abilmente tutte le forme che la professione gli propone. L’avevo visto in “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller e di recente in una sorprendente preside Trinciabue nel musical “Matilda” al Sistina. E naturalmente in molto altro. Qui ci propone una lettura scenica del romanzo dell’americano Hemingway. L’interpretazione è emozionale, vivida, potente. Somma ci mette i nervi, le intenzioni giuste e ogni volta diverse, attraversando tutti gli stati d’animo di Santiago e dell’uomo. In quella piccola imbarcazione c’è la sfida con la vita: la lotta impari dal destino certo e già annunciato e ancora quel riprovarci sperando ingenuamente nella fortuna. Una sorta di credo laico che mantiene in vita molti degli abitanti di questo mondo e vita. Manolin è interpretato dalla giovane Cartisia Somma. La recitazione è fresca, vivace e vera. Cartisia è al suo debutto artistico ed è ben circondata da due talenti: Sebastiano e Morgana Forcella (la madre). Ad arricchire lo spettacolo c’è il violino di Riccardo Bonaccini e il violoncello di Liberato Santarpino. Recitazione e musica si fondono armoniosamente. Raramente capita perché i due strumenti sono già di sé un commento. La messinscena non sembra più una lettura, le pagine prendono forma e vita: si proiettano su quel palcoscenico nudo e nero. Sembra davvero di vederlo quel mare di onde e quel grande pescespada, grande come il coraggio di Santiago o di ogni uomo che ha deciso di vivere e lottare nonostante tutto.
E quando tutto è chiaro e le immagini evocate, ecco che quella scultura di grosso pesce scarnificato di Angelo Accardi si tinge di rosso sangue.
Spettacolo da vedere.
Info
TEATRO ARCOBALENO
(Centro Stabile del Classico)
da giovedì 22 a domenica 25 gennaio 2026
IL VECCHIO E IL MARE
di Ernest Hemingway
Lettura Scenica
adattamento: Lucilio Santoni
regia: Sebastiano Somma
con: Sebastiano Somma e Cartisia Somma
violino: M° Riccardo Bonaccini
violoncello: M°Liberato Santarpino


