Il silenzio è la voce che ho scelto di Mona Arshi@ 8tto Edizioni: istantanee di una vita

8 Edizioni pubblica il primo romanzo Il silenzio è la voce che ho scelto della poetessa Mona Arshi: in una narrazione frammentaria, si staglia una storia delicata e dolorosa, il cui centro è il silenzio voluto come atto ultimo di resistenza e amore.

Il silenzio è la voce che ho scelto: quando il silenzio è la scelta

Ruby è la voce narrante che ci guida attraverso le pagine: è una ragazzina, vive in Inghilterra e la sua famiglia ha origini indiane. Vive in un quartiere periferico, va a scuola, tutto sommato sembra una situazione piuttosto conosciuta per noi che leggiamo, apparentemente nulla di nuovo. Ruby deve, come chiunque appartenga alle seconde generazioni, spiegarsi, integrarsi, reagire, dimostrare che può essere parte di questo mondo.

Ed è proprio a questo punto che qualcosa, inevitabilmente, si spezza. Ruby smette di parlare: lo fa con coscienza, lo fa perché vuole poter osservare la realtà senza esserne sopraffatta.

Il silenzio è la voce che ho scelto: la struttura a frammenti

Tutto questo si traduce, da un punto di vista strutturale, in piccoli frammenti che si susseguono uno dopo l’altro. La sensazione è di avere di fronte delle Polaroid che, mentre Ruby racconta, definiscono sempre di più i contorni, le forme, i colori della sua realtà.

Mona Arshi non segue una linearità cronologica nella sua narrazione, piuttosto sembra procedere per balzi, deviazioni, marce indietro e può essere piuttosto faticoso entrare in questo tipo di racconto. Eppure, se ragioniamo, Arshi ci dà la possibilità di seguire non tanto gli eventi della vita di Ruby, quanto piuttosto l’impatto interiore che essi hanno.

Ruby è la nostra bussola e i suoi occhi diventano i nostri: la profondità di sguardo si unisce a una ironia sottile e tagliente che ci accompagna e ci mostra una realtà complessa dove vibrano a livello sottile razzismo, violenza di genere, ricerca di identità e straniamento.

Il silenzio è la voce che ho scelto: famiglia e identità

Al centro di tutto però si staglia il rapporto viscerale, radicale che Ruby ha con la sua famiglia. L’amore e la repulsione sono sentimenti molto forti che permeano il suo racconto. Il padre è un uomo mite, dolce, delicato, la madre è bella, forte, la sorella è ribelle, sveglia, intelligente.

Il loro legame è segnato profondamente dalla malattia mentale della madre che si palesa all’improvviso e che sconvolge questo equilibrio, ma non distrugge il legame, che rimane saldo nonostante il dolore e il trauma.

Bellissime e commoventi sono le riflessioni di Ruby sul sentirsi ancora di più “altro” nel mondo: sono parole dense e tese, ma mai vittimistiche, tutt’altro. Ogni parola trasuda dignità.

Il silenzio è la voce che ho scelto: farsi spazio

La scrittura di Mona Arshi è precisa, pulita e carica di immagini vivide. Ci regala un libro che scorre via veloce ma che lascia un’idea precisa di cosa significhi spesso resistere.

In un mondo dove tutto appare confuso e dove chiunque sembra pronto/a a presentarti una soluzione senza nemmeno sapere se effettivamente ne hai bisogno, Ruby ci insegna che resistere significa tornare a noi, avere cura di noi e farsi spazio. E se necessario, scegliere il silenzio per ritrovarsi.

CASA EDITRICE: 8tto Edizioni

AUTRICE: Mona Arshi

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025

PREZZO: euro 18,00

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