IL MILIONE, 14 AGOSTO @ Il Respiro del Pubblico Festival 25. Da Marco Polo all’AI

Le recensioni della Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari dalla V edizione Il Respiro del Pubblico Festival 25 a cura di Cantiere Obraz: IL MILIONE con Riccardo Massai,14 AGOSTO del Teatro dei Lupi.

Articolo di Cosimo Pesci, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz

IL MILIONE

Il Respiro del Pubblico Festival 25, Riccardo Massai in IL MILIONE (foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, Riccardo Massai in IL MILIONE
(foto Emilio Trambusti)

Che bel viaggio. Come si dice Colonne d’Ercole in tartaro? Forse se lo saranno chiesti anche i membri della famiglia di Marco Polo che, alla fine del Mille Duecento, intrapresero un viaggio spettacolare e intenso verso terre sconosciute oltre il Mar Nero e che, come ci racconta Riccardo Massai, “non furono creduti al ritorno in patria”. Lo spettacolo su Il Milione di Marco Polo è stato un viaggio doppio: attraverso l’Asia e attraverso il palcoscenico. Riccardo Massai, che cura adattamento e regia, ci ha fatto assaggiare l’ignoto fin dall’inizio del racconto, quando si è messo in piedi al limite dell’Europa, oltre la penisola anatolica, a guardare verso quell’Oriente sconosciuto. Un gesto semplice ma potente, che ci fa immaginare il limite concettuale dei popoli europei dell’epoca: come stare sull’orlo di un burrone, aggrappati per non cadere. E invece lui cade. Ma non annega. Il mare non è cattivo, è dolce. Ce lo racconta attraverso Rustico da Pisa, grazie alla cui penna prendono forma le meraviglie della Persia, della Tarteria e di tutte quelle terre cariche di prodigi difficili anche solo da pensare. L’inizio e la fine dell’opera si incontrano nello spazio scenico: Massai è solo in scena e usa il computer per accendere e spegnere luci e musica, accompagnandoci passo dopo passo in questo viaggio quasi mistico.

Rapito dal racconto, mi sono fatto trasportare dal linguaggio vetusto di Marco Polo e dagli oggetti che l’attore ha molto sapientemente posizionato e modellato sul palcoscenico, la sala delle Ex Leopoldine si è riempita per un’ora e mezza di sabbia, sassi e fogli di carta.

14 AGOSTO

Il Respiro del Pubblico Festival 25, una scena di 14 AGOSTO (foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, una scena di 14 AGOSTO (foto Emilio Trambusti)

L’intelligenza artificiale ci aiuta davvero? Siamo liberi nel futuro della tecnologia? O siamo, al contrario, prigionieri della tecnologia stessa? Un po’ come nella predestinazione di Calvino e nel Calvinismo: ha senso vivere se la nostra esistenza è già tutta decisa? Con un testo innovativo, presentato in prima nazionale, il Teatro dei Lupi ci ha messo davanti a queste domande senza sconti. La sala del Cestello, per questo spettacolo, è stata un colpo al cuore: vedere così pochi spettatori è stato triste e fa riflettere su come, a volte, le cose giuste non incontrino il pubblico che meritano. Questo lavoro ne avrebbe meritato decisamente di più. La performance è stata (finalmente) vero teatro: un dramma, un pezzo di teatro moderno, non scontato, soprattutto all’interno di un festival specchio della realtà come il Festival Respiro del Pubblico di Teatro di Cestello, dove spesso le nuove opere nascono con una sola persona in scena. Qui invece gli artisti erano tre: due sul palcoscenico, nei panni di una coppia, e il regista–ideatore. Quella che ho visto è una coppia molto matura, in cui si dice apertamente ciò che si pensa. Gli attori si arrabattano parecchio all’interno di un testo che ha il ritmo di un film d’azione, come se fossimo chiusi nel sottomarino di Matrix, mentre cercano una soluzione a un problema che si sono creati da soli: le previsioni dell’AI. Un teatro distopico, in cui l’intelligenza artificiale diventa la causa principale del loro disagio.

Lo spettacolo ha sfruttato tutto: lo sfondamento della quarta parete, il regista che interviene rompendo l’incredulità scenica per aiutare con la scenografia e la messa a punto del sipario, fino all’intervento di una ragazza dal pubblico, chiamata in causa con un copione arrivato all’ultimo momento. È uno spettacolo di ricerca ben riuscito, con ampie possibilità di sviluppo.

Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari

L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari all’interno della V edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 25 di Cantiere Obraz. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati: Andrea Lanini, Anik Sourav Islam, Antonio Schongut Marzili, Ayman Abouelkhir, Bianca Buchelli, Carlo Mattia Governa, Caterina Megli, Cosimo Pesci, Elisa Bellu, Emily Martina Best, Enis Ibrahimi, Gianalessandro Morganti, Giovanni G. Gori, Giulia Veltroni, Isotta Traxler, Jasmine Ruby Thompson, Jemma Robin Thompson, Julia Fodor, Lorenzo Pedonese, Margherita Cecchi, Marta Bani, Martina Spanò, Medard Lekli, Miriam Berchicci, Petra Mosetti, Sara Lanza, Sara Pasquali.

Il Respiro del Pubblico Festival 25

Ideazione e organizzazione Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti. Assistenza al progetto Michela Cioni e Antonella Longhitano. Grafica Thomas Harris. Comunicazione Camilla Pieri. Ufficio Stampa Fabrizio Calabrese. Un progetto di Cantiere Obraz con Fondazione CR Firenze. In collaborazione con Teatro di Cestello. Ciuchi Mannari – Scuola di Critica Teatrale.

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF

Collettivo Redazione Firenze

Redazione di Gufetto a Firenze e in Toscana attiva dal 2017 con articoli di teatro, arte, danza e libri, Un gruppo di appassionati redattori e redattrici insieme per amore del teatro e dell'arte. Ne fanno parte: Alice Capozza, Michele D'Ambrosio, Leonardo Favilli, Sandra Balsimelli, Susanna Pietrosanti, Martina Corsi, Federica Murolo, Francesca Valente, Sofia D'Andrea, Serena Chiaramonte, Chiara Guarducci (arte), Michele Mariotti (libri)