IL MILIONE, GENESI DEL RIGENERO, 14 AGOSTO @ Il Respiro del Pubblico Festival 25. Mappe, fili e futuri imperfetti

Le recensioni della Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari dalla V edizione Il Respiro del Pubblico Festival 25 a cura di Cantiere Obraz: IL MILIONE con Riccardo Massai, GENESI DEL RIGENERO di Beppe Allocca, 14 AGOSTO del Teatro dei Lupi.
Articolo di Gianalessandro Morganti, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz.

IL MILIONE

Il Respiro del Pubblico Festival 25, Riccardo Massai in IL MILIONE (foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, Riccardo Massai in IL MILIONE
(foto Emilio Trambusti)

Chi avrebbe mai detto che un attore, grazie a semplici oggetti, a della carta dipinta e al potere delle parole, potesse ridare vita a un antico viaggio e farlo rivivere vividamente a un pubblico curioso? Questo è il caso dello spettacolo di Archetipo IL MILIONE, storia del meraviglioso viaggio di Marco Polo, adattamento, interpretazione e regia di Riccardo Massari, che si è svolto all’ex Leopoldina, in Piazza Tasso a Firenze. L’opera non chiede un palcoscenico: vuole mettere il pubblico sullo stesso piano della storia, rendendolo partecipe di ciò che verrà narrato. Ci trovavamo all’interno di una chiesa sconsacrata; la scenografia si sviluppava in quella che un tempo era la navata centrale. Un enorme telo di carta dipinta e numerosi piccoli oggetti, destinati a diventare una mappa e le varie tappe del viaggio, prendono vita e significato seguendo le mani dell’attore-narratore nel dispiegarsi della storia, trasportandoci in luoghi meravigliosi e lontanissimi. Paesaggi a un passo dal nostro naso (perlomeno per chi era seduto nelle prime file; le altre due hanno avuto alcuni problemi di visibilità, essendo la scenografia a terra): montagne, muraglie, deserti e oasi emergono con la stessa intensità delle parole del racconto. Riccardo Massari crea una connessione vivida con ricordi antichi mentre si muove scalzo sulla mappa: l’attore è legato carnalmente alla storia, come la puntina di un giradischi che trasmette il suono del vinile. Intensa la dinamica e l’interazione con il pubblico, fatta di sguardi diretti, cenni, oggetti lasciati durante il racconto. Purtroppo, a causa dell’eco nella sala delle Ex-Leopoldine, in alcuni momenti la voce risultava difficile da comprendere.

Lo spettacolo lascia una bellissima riflessione molto attuale, dettaglio ancor più prezioso considerando quanti anni ci separano da questa storia. Massari parla dei tesori riportati da Marco Polo, tirando fuori da un marsupio tanti gioielli e gemme preziose, ma le sue parole non parlavano di tesori materiali, bensì di ciò che gli aveva lasciato questo viaggio: la bellezza della scoperta del diverso, la curiosità verso nuove culture e la loro accettazione, le rivelazioni che nascono dal non giudicare ciò che non si è mai visto; tesori non materiali, dal valore ancora più profondo.

GENESI DEL RIGENERO

Il Respiro del Pubblico Festival 25, Beppe Allocca in GENESI DEL RIGENERO
(foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, Beppe Allocca in GENESI DEL RIGENERO
(foto Emilio Trambusti)

Quell’odore di maglieria e di vestiti usati, un grande caos generato da un unico personaggio in scena: l’autore e attore Beppe Allocca. Un’energia travolgente, discorsi lanciati a una velocità estrema che ricordano gli acquisti frenetici al mercato, come davanti a un bizzarro banco di merce. Voglio iniziare così, perché questa immagine racchiude perfettamente il mood che accompagna GENESI DEL RIGENERO, spettacolo premiato al Roma Fringe Festival e selezionato per l’Italian Theater Festival di New York. Beppe Allocca, imprenditore pratese e “artigiano teatrante”, costruisce uno spettacolo che affonda le sue radici nel mondo dei cenciaioli e nella storia della rigenerazione del cardato a Prato. Come un grande fiume alimentato da molti affluenti, la narrazione si arricchisce di dettagli e sfaccettature: un tema ricco, immediato, raccontato con ironia e leggerezza. Ne risulta uno spettacolo fresco e divertente, capace di parlare a tutti.

Maglie spaiate e pezzi di stoffa, rocche di filato, lana, lino e cashmere, insieme a piccoli macchinari dal sapore artigianale, compongono una scenografia semplice ma estremamente funzionale. Un vero e proprio alfabeto visivo che l’attore utilizza per raccontare la sua storia. Attraverso il lavoro dei cenciaioli, materiali destinati allo scarto vengono raccolti in grandi quantità, selezionati e rigenerati per dare vita a un nuovo filato: un processo che diventa racconto, memoria e pratica etica. Il mercante-teatrante, energico ed esuberante, evoca personaggi grotteschi come il Dio del Rigenero e il Cenciaiolo, interpretati da Allocca con un dinamismo quasi al limite della tachicardia. Dietro i toni buffi e diretti, tipici del linguaggio del lavoro, emergono però temi affrontati con serietà e concretezza: il fast fashion, il consumismo estremo e i danni che questo sistema produce nel mondo del lavoro. Ne nasce una performance limpida e tragicomica, carica della retorica del venditore e del grande mercante, fatta di scambi rapidissimi e di espressioni che sfiorano l’assurdo. Un ritmo che può persino stordire, ma che riesce a trasmettere coinvolgimento e leggerezza pur parlando di questioni fondamentali. Momento inaspettato della serata è la vendita finale del prodotto “Ganzo”: ciò che inizialmente sembra una gag si rivela reale. Allocca allestisce un vero banco, ricordandoci che dietro ogni prodotto esiste una storia, mentre siamo ormai abituati a guardare solo il prezzo.

Non avrò la stessa abilità di Beppe Allocca nella vendita, ma spero di avervi invogliato ad assistere a questo spettacolo ironico e coinvolgente, capace di regalare un sorriso e, allo stesso tempo, una riflessione semplice e accessibile su un tema oggi più che mai urgente, adatta a tutte le età.

14 AGOSTO

Il Respiro del Pubblico Festival 25, una scena di 14 AGOSTO
(foto Emilio Trambusti)
Il Respiro del Pubblico Festival 25, una scena di 14 AGOSTO
(foto Emilio Trambusti)

Uno spettacolo lungo cinque anni che sgretola la comune percezione di tempo e spazio, condensandola in cinquanta minuti di teatro. Il 28 novembre 2025, al Teatro di Cestello, per il festival Il Respiro del Pubblico, è andato in scena lo spettacolo 14 AGOSTO della compagnia Teatro dei Lupi, scritto e diretto da Alberto Corba, con due bravissimi interpreti: Michelangiola Barbieri Torriani e Davide Benaglia.

14 AGOSTO ci fa viaggiare nel tempo, dal presente al futuro fino al passato. Per realizzare un’idea così complessa sul palcoscenico, tutto si fonda sulla semplicità: la scenografia è divisa in tre zone — destra (futuro), centro (presente), sinistra (passato) — che permettono i viaggi temporali, nati dalla relazione emotiva e lavorativa dei due protagonisti. Questi spostamenti nel tempo sono resi possibili da una “macchina”, chiamata “motore”, capace di calcolare un futuro perfetto, privo di imperfezioni. Brusii di fondo accompagnano i passaggi temporali, mentre i cambi di luce, in base alle zone del palco, restituiscono con chiarezza l’idea di passato, presente e futuro. Dopo questa introduzione provo ad accennare alla storia, consapevole che nessuna recensione potrà mai essere fedele e intensa quanto l’esperienza diretta dello spettatore. Tutto ruota attorno a una data precisa, il 14 agosto 2023, quando la coppia ha un’idea: sviluppare una drammaturgia per uno “spettacolo teatrale perfetto”. Si scontreranno però con il limite umano. L’essere umano non può calcolare, prevedere e perfezionare ogni cosa che è stata o che sarà; il loro desiderio è eliminare problematiche e ansie per poter vivere — e fare teatro — fino in fondo: una chiara metafora della vita. Entra così in scena il “motore”, una macchina artificiale che elabora i testi tentando di cancellare errori futuri e passati. Grazie ad essa, i protagonisti cavalcano il tempo, sperimentando diversi scenari della loro sceneggiatura alla ricerca della perfezione. Ma tutto questo porta inevitabilmente a dei problemi. Pur raggiungendo una quasi perfezione, fino a vincere il premio per il miglior spettacolo d’Europa nel 2028, la loro insoddisfazione diventa sempre più evidente. Questa ricerca infinita li intrappola nel loro stesso lavoro, fino a quando l’attrice prende coscienza di essere bloccata in un loop creato da loro stessi, incapace di distinguere la persona reale da quella artificiale. L’uso dello spazio, sopra e sotto il palco, restituisce con forza la divisione tra il dentro e il fuori della sceneggiatura, tra attore e personaggio.

14 AGOSTO del Teatro dei Lupi è un viaggio complesso, profondo e pieno di emozioni, in una realtà distopica. Uno spettacolo complesso, dalla trama coinvolgente: dai primi dettagli emergono gradualmente le spiegazioni, fino a quando non si sta più solo osservando, ma vivendo l’esperienza teatrale. Una potente metafora della realtà che ci circonda: oggi è facile creare con un solo clic, senza usare davvero la nostra testa. Vogliamo raggiungere obiettivi ambiziosi senza fatica, senza il rischio dell’errore, senza giudizi o pareri. Ma allora stiamo vivendo davvero la vita, o stiamo seguendo un copione?

Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari

L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari all’interno della V edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 25 di Cantiere Obraz. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati: Andrea Lanini, Anik Sourav Islam, Antonio Schongut Marzili, Ayman Abouelkhir, Bianca Buchelli, Carlo Mattia Governa, Caterina Megli, Cosimo Pesci, Elisa Bellu, Emily Martina Best, Enis Ibrahimi, Gianalessandro Morganti, Giovanni G. Gori, Giulia Veltroni, Isotta Traxler, Jasmine Ruby Thompson, Jemma Robin Thompson, Julia Fodor, Lorenzo Pedonese, Margherita Cecchi, Marta Bani, Martina Spanò, Medard Lekli, Miriam Berchicci, Petra Mosetti, Sara Lanza, Sara Pasquali.

Il Respiro del Pubblico Festival 25

Ideazione e organizzazione Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti. Assistenza al progetto Michela Cioni e Antonella Longhitano. Grafica Thomas Harris. Comunicazione Camilla Pieri. Ufficio Stampa Fabrizio Calabrese. Un progetto di Cantiere Obraz con Fondazione CR Firenze. In collaborazione con Teatro di Cestello. Ciuchi Mannari – Scuola di Critica Teatrale.

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Collettivo Redazione Firenze

Redazione di Gufetto a Firenze e in Toscana attiva dal 2017 con articoli di teatro, arte, danza e libri, Un gruppo di appassionati redattori e redattrici insieme per amore del teatro e dell'arte. Ne fanno parte: Alice Capozza, Michele D'Ambrosio, Leonardo Favilli, Sandra Balsimelli, Susanna Pietrosanti, Martina Corsi, Federica Murolo, Francesca Valente, Sofia D'Andrea, Serena Chiaramonte, Chiara Guarducci (arte), Michele Mariotti (libri)