Le recensioni della Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari dalla V edizione Il Respiro del Pubblico Festival 25 a cura di Cantiere Obraz: GLI ALTRI Indagine sui nuovissimi mostri di Kepler-452, GENESI DEL RIGENERO di Beppe Allocca.
Articolo di Bianca Buchelli, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz
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GLI ALTRI Indagine sui nuovissimi mostri

Gli Altri, in scena per Il Respiro del Pubblico Festival 25, non è soltanto uno spettacolo teatrale: è un attraversamento emotivo, un invito a guardare negli occhi ciò che di solito resta nascosto dietro lo schermo. La compagnia Kepler-452 costruisce un’indagine sincera e coraggiosa sul fenomeno dell’odio digitale, trasformando la scena in uno spazio di ascolto, confronto e domanda. La drammaturgia di Riccardo Tabilio e Nicola Borghesi parte da un interrogativo tanto semplice quanto perturbante: chi sono davvero coloro che scrivono commenti d’odio online? Non figure lontane o estranee, ma persone comuni, incastrate in dinamiche sociali ed emotive che lo spettacolo tenta di avvicinare con la curiosità dell’indagatore e la sensibilità dell’essere umano. L’obiettivo non è giustificare, ma comprendere; non è assolvere, ma guardare senza distogliere lo sguardo. Sin dai primi minuti, Nicola Borghesi dimostra una presenza scenica straordinariamente magnetica. La sua capacità di interagire con il pubblico crea una relazione viva e diretta, che supera la distanza tra interprete e spettatore. Una scelta originale è il modo in cui viene affrontato anche l’intervallo: lungi dall’essere un momento neutro, rimane uno spazio attivo, in cui la presenza dell’attore continua a dialogare con il pubblico, mantenendo viva l’attenzione e la dimensione partecipativa.
Lo spettacolo costruisce un gioco vocale ampio e appassionato, che si muove con decisione dai sussurri più sottili ai momenti in cui la voce si alza, si tende, quasi si apre in un grido. Eppure sono proprio i momenti in cui la voce si abbassa, si spezza, sussurra a rimanere più impressi nella memoria: in quegli istanti si aprono contrasti estremamente efficaci, capaci di rivelare una profondità preziosa. “Gli Altri” è uno spettacolo che non offre risposte definitive, ma apre spazi di consapevolezza. Invita a riflettere su ciò che accade quando l’essere umano perde la misura delle parole, quando la distanza dello schermo diventa terreno fertile per il giudizio e la rabbia. Ma invita anche a riconoscere che, dietro ogni commento violento, c’è una storia, una ferita, una voce che forse non ha trovato altri luoghi dove farsi sentire. Con delicatezza e forza allo stesso tempo, Kepler-452 ci ricorda che comprendere l’altro non significa giustificarlo, ma accogliere la complessità delle sue ombre. Un teatro necessario, profondamente contemporaneo, che lascia allo spettatore il compito più difficile: continuare a porsi domande.
GENESI DEL RIGENERO

(foto Emilio Trambusti)
Che cosa si nasconde dietro un vestito che non indossiamo più? Quale storia attraversa un capo prima di trasformarsi in qualcosa di nuovo? Beppe Allocca con Genesi del rigenero accompagna lo spettatore alla scoperta di un sapere antico e sorprendentemente attuale, intrecciando memoria, lavoro artigianale e responsabilità contemporanea. Attraverso una narrazione chiara e coinvolgente, lo spettacolo apre uno sguardo su un processo spesso invisibile, trasformando il riciclo tessile in racconto condiviso. Lo spettacolo prende avvio dalla tradizione dei cenciaioli di Prato, artigiani che fin dalla metà dell’Ottocento riciclano indumenti usati per ottenere nuovo filato. Da questa pratica nasce un monologo che attraversa temi complessi, come la sostenibilità delle filiere produttive, la sovrapproduzione e la fast fashion, riuscendo però a comunicarli con ironia. Il ritmo dello spettacolo è vivace e coinvolgente. Il racconto attraversa in modo dettagliato tutti i passaggi che portano da un capo usato a nuovo filato, alternando informazione e comicità, e riuscendo così a rendere accessibile un tema complesso senza mai appesantirlo.
Fin dall’inizio, il pubblico è pienamente immerso nello spettacolo grazie a una costante interazione tra l’attore e gli spettatori. Questa relazione diretta crea un clima di ascolto condiviso, in cui chi guarda non resta mai passivo, ma viene coinvolto attivamente nel racconto, sentendosi parte del percorso narrativo. Beppe Allocca racconta una storia locale che si apre a una dimensione universale, mostrando come dagli scarti possa nascere una nuova possibilità.
Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari
L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari all’interno della V edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 25 di Cantiere Obraz. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati: Andrea Lanini, Anik Sourav Islam, Antonio Schongut Marzili, Ayman Abouelkhir, Bianca Buchelli, Carlo Mattia Governa, Caterina Megli, Cosimo Pesci, Elisa Bellu, Emily Martina Best, Enis Ibrahimi, Gianalessandro Morganti, Giovanni G. Gori, Giulia Veltroni, Isotta Traxler, Jasmine Ruby Thompson, Jemma Robin Thompson, Julia Fodor, Lorenzo Pedonese, Margherita Cecchi, Marta Bani, Martina Spanò, Medard Lekli, Miriam Berchicci, Petra Mosetti, Sara Lanza, Sara Pasquali.
Il Respiro del Pubblico Festival 25
Ideazione e organizzazione Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti. Assistenza al progetto Michela Cioni e Antonella Longhitano. Grafica Thomas Harris. Comunicazione Camilla Pieri. Ufficio Stampa Fabrizio Calabrese. Un progetto di Cantiere Obraz con Fondazione CR Firenze. In collaborazione con Teatro di Cestello. Ciuchi Mannari – Scuola di Critica Teatrale.


