IL PIACERE DELL’ONESTA’ @ teatro Quirino: fragili alibi di vetro

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Martedì 28 ha debuttato al Quirino la farsa dell’ipocrisia messa in scena nella vita da una gretta borghesia e replicata come specchio fedele dalla Compagnia Catanese ABC con Pippo Pattavina che ci porta rediviva la poetica pirandelliana in tutta la sua crudele modernità.

Il Teatro Quirino è rimasto un faro cromatico nella desolazione dei gloriosi teatri chiusi o a mezz’asta. L’Eliseo non c’è più. Il Valle pure e pochi si ricordano dove si trova. Ma non farò l’elenco. Dunque è a via delle Vergini che ogni sera rifiorisce l’antica arte sempre attuale che vive nonostante le malelingue le augurino la fine e financo la morte. (financo è di Pirandello). Ma il Teatro non muore fino a quando grandi commedie rivivranno in bocca a grandi attori come Pippo Pattavina e la compagnia ABC diretta da Giampaolo Romania. Si rappresenta per i palati più raffinati: Il piacere dell’onestà di Luigi Pirandello. E la Sicilia e il mondo intero vanno in scena su quelle tavole mai sazie e ci rimarrà fino al 9 novembre.

Il piacere dell’onestà: fragili apparenze

C’è un mondo di blasonati che è limitrofo con la borghesia e con il clero: tutti vicini e conniventi a disporre sul telaio la trama. L’ordito deve essere ben fatto perché non si strappi e lasci trapelare la menzogna. L’ipocrisia si poggia su quella tela di cose non dette e vi si cela. C’è un accordo che tuttavia urla dietro mura di palazzi con tende di damascato. La signora Maddalena piange e si dispera con la voce di Debora Bernardi, intonata magnificamente nel ruolo. “Il sentimento deve lasciare il posto alla ragione” qualcuno dice e qualcun altro acconsente. C’è l’accordo non scritto. Intanto Agata cresce quel figlio da far vedere così tanto da riuscire persino a nasconderlo. Deve essere tutto alla luce del giorno, quasi tutto tranne il battesimo che si vorrebbe festeggiare tra le mura: anch’esse complici. Il finto padre (padre per chi vorrà sapere) si ribella ma dopo quando la coscienza morde lo stomaco e la mente. Angelo Baldovino nelle carni del Maestro Pippo Pattavina, (perfetto nel ruolo) inizia a capire che nella verità c’è una bellezza struggente. E solo per questo occorre ribellarsi.

Bellezza struggente al sapore di verità

Baldovino è fragile come quella tela e come lo sono le menzogne destinate a fallire perché non hanno l’architrave dei fatti. Si posano sull’aria e alla prima folata crollano. Come crolla a sincrono la scenografia di Salvo Manciagli travolta dalla vergogna e dal pianto del personaggio e dell’attore. La verità si insidia come pozione salvifica e restituisce la giustizia delle cose e spoglia il marchese Colli interpretato dal bravo Riccardo Maria Tarci. Lo riduce a misera creatura pavida e rabbiosa. Piccola. Creatura spaventata della sua stessa statura che non può comprare ogni cosa. C’è carenza di autenticità. Non c’è il coraggio e l’attore ci restituisce quella vigliaccheria di chi ha perso il controllo. Recidivo nel perderlo. Crea la messinscena come un bravo regista e brama d’avere ancora Agata, in bocca alla meravigliosa Francesca Ferro (figlia di Turi).

Compagnia ABC, orchestra greca di voci

La compagnia ABC di Catania porta in scena a Roma il Teatro della tradizione. Pippo Pattavina è l’unico erede di Turi Ferro per temperamento, portamento e presenza scenica. Recita con ogni fibra del corpo e con misura. Muove le mani e racconta quell’autore di Girgenti che pensava in Siciliano e scriveva in Italiano. Pattavina non fa Baldovino: è Baldovino. Tutti bravi come in un coro greco: sfalsato e armonioso. Bravo l’attor giovane Giuseppe Parisi nel ruolo del borsista. Moderno e credibile Aldo Toscano, il parroco. Romania oltre alla regia è un ottimo consigliere. Anastasia Caputo è naturale e puntuale nella sua cameriera. Il regista intona tutti sulle stesse note classiche che restituiscono quel mondo sbiadito: era il ’17 quando Pirandello finì il manoscritto.

Spettacolo da vedere assolutamente.

Info

28 ottobre . 9 novembre
Associazione Culturale Progetto Teatrandopresenta

PIPPO PATTAVINA

IL PIACERE DELL’ONESTÀ
di Luigi Pirandello

con

Francesca Ferro

e con

Debora Bernardi     Riccardo Maria Tarci     Giampaolo Romania

Aldo Toscano     Giuseppe Parisi     Anastasia Caputo

scene Salvo Manciagli

costumi Sartoria Pipi Palermo

direttore di scena Franco Sardo

datore luci Santi Rapisarda

sarta Isabella Sturniolo

regia GIAMPAOLO ROMANIA

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Salvo Miraglia

Scrittore e drammaturgo. Autore televisivo. Regista, attore, doppiatore e Speaker pubblicitario di spot nazionali.