IL PAESE NELLE MANI @ Teatro delle Spiagge: sette stragi di mafia

Nel piccolo Teatro delle Spiagge di Firenze (già recensito in questa stagione su Gufetto), la coppia Visibelli/Zavagli, che da sempre anima Teatri d’Imbarco, porta in scena IL PAESE NELLE MANI. Cronaca d’Italia in sette stragi di mafia, un progetto nato dalla collaborazione con l’Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. Pièce teatrale, che celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle guerre di mafie mette in luce un tragico spaccato di vita del Bel Paese dei primi anni novanta, con filo conduttore l’eterna criminalità che affligge l’Italia.

IL PAESE NELLE MANI: uno spaccato d’Italia

IL PAESE NELLE MANI in scena Beatrice Visibelli
IL PAESE NELLE MANI in scena Beatrice Visibelli, foto di Lucia Baldini

Si è sempre parlato di mafia, passando dagli sceneggiati televisivi degli anni ottanta come La Piovra (disponibile su Raiplay), fino alle recenti produzioni Prime, dalla letteratura come i libri Saviano fino alle canzoni di Sanremo. Ma già Dante e Macchiavelli avevano trattato dei temi della criminalità e del male, come ci istruisce Beatrice Visibelli, sola in scena per l’appassionato monologo IL PAESE NELLE MANI, che ha visto il debutto il 27 maggio 2021 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, data indelebile nella memoria dei fiorentini, Anniversario della strage dei Georgofili del 1993. Nonostante le vittime innocenti, il sangue versato, la paura non si è mai fermata la violenza della mafia. Alzare la voce, non spegnere l’attenzione è indispensabile: grazie a produzioni teatrali come questa, soprattutto le nuove generazioni possono capire cos’è la mafia, cosa siamo stati e cosa potremmo non essere.

Il lavoro di Zavagli e Visibelli in IL PAESE NELLE MANI

IL PAESE NELLE MANI. Cronaca d'Italia in sette stragi di mafia, , foto di Lucia Baldini
IL PAESE NELLE MANI, foto di Lucia Baldini

Ben conscio ne è Nicola Zavagli che tramite un lavoro di ricerca e studio degli atti dei processi di mafia celebrati a Firenze, scrive IL PAESE NELLE MANI. CRONACA D’ITALIA IN SETTE STRAGI DI MAFIA (pubblicato nella collana FuoriPalco di edizioniPIAGGE), con la prefazione di Don Luigi Ciotti. In scena grazie all’intenso lavoro di adeguamento, sminuzzando la complessità dei temi trattati, senza mai cadere nella banalità, poco più di un’ora di monologo che ripencorre le tappe di anni dall’odore di tritolo. Beatrice Visibelli tiene la platea nella mani, dando prova di essere una professionista della parola in grado di coinvolgere un pubblico eterogeneo per estrazione culturale ed età, ma accumunato da una sensibilità ai temi sociali e politici che da sempre Teatri d’Imbarco coltiva nel suo teatro di periferia.

IL PAESE NELLE MANI: una lezione di storia

Dalla caduta del muro di Berlino, al cambiamento degli scenari internazionali, passando per il mutamento di paradigmi; dagli affari sull’edilizia a quelli sull’eroina: bisogna trattare la mafia come una partecipata di Stato e non come una nemica. Le Istituzioni cominciano a intrattenere rapporti con questo mondo: è la trattativa Stato-Mafia. Viene stilato un vero e proprio elenco – il famoso “papello” con le richieste da parte della malavita. Dopotutto lo Stato non ha saputo difendere i suoi magistrati e ben presto si capisce che un giudice è come un papa: morto uno se ne fa un altro. Bisogna quindi alzare il tiro, puntare più in alto e quindi se Cosa Nostra è entrata nel sistema delle Istituzioni della Res Publica, può tranquillamente accedere alle strade e piazze della Nazione: la Mafia capisce che può attaccare il Paese nella sua storia e bellezza. Sono gli anni degli attacchi ai monumenti: Roma, Milano e Firenze sotto attacco. Piazze, strade, vite deflagrate dallo scoppio di bombe, assordate dal rumore di colpi di pistola, autobombe e mezzi di trasporto fatti esplodere all’occorrenza. Le vie si colorano di rosso, i sogni di laurea di un giovane studente vengono infranti, le promesse di amore di due innamorati muoiono, la serenità di una famiglia interrotta.

il dovere della memoria

Via dei Georgofili in IL PAESE NELLE MANI
Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, alle ore 1.04, a Firenze, in un’antica via del centro storico, via dei Georgofili, deflagra un’autobomba (dal sito dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime)

L’Italia scende in piazza, manifesta, cerca giustizia e verità per quei riprovevoli misfatti. Non è purtroppo così fuori luogo credere come nella difficile ricostruzione storica e sociale di quello che è avvenuto in quegli anni di tritolo, c’era comunque un divario tra Stato e Mafia e alla luce di quanto detto è possibile riconoscere l’importanza storica del maxiprocesso, prima vera e propria presa di posizione dello Stato contro Cosa Nostra che fino ad allora era rimasto pressoché silente. Non fu solo semplicemente un processo, anzi, riuscì a scuotere l’animo dei cittadini che tornarono a credere nelle istituzioni e nella lotta alla mafia. Per certi versi la forza di questa grande azione giudiziaria è confermata dalla ferocia con cui Cosa Nostra passò al contrattacco dando inizio alla stagione stragista. Con l’avvento politico di Berlusconi-Dell’Utri, è innegabile che la Mafia abbia un nuovo referente politico. Nasce così la II Repubblica. Negli anni sono sicuramente mutati i comportamenti, i modi di porsi, le richieste della “piovra”. Sono anche diminuite le vittime ma molto probabilmente siamo passati da un connubio Stato-Mafia ad un matrimonio. Come ripetuto più volte dal palco, questo non è uno spettacolo nell’accezione classica del termine ma è un atto politico di memoria, una lezione di storia importante e da diffondere, con un plauso speciale alla Procura della Repubblica di Firenze per il lavoro svolto negli anni di indagini e processi per la strage dei Georgofili.

Visto il 20 marzo 2025 al Teatro delle Spiagge Teatri D’Imbarco

IL PAESE NELLE MANI
Cronaca d’Italia in sette stragi

con Beatrice Visibelli
testo e regia Nicola Zavagli
direzione organizzativa Cristian Palmi
organizzazione Nicoletta Maria Loisi e Francesca Pingitore
luci e fonica Alice Mollica

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