I MASTRI@Bif&st: terra, polvere, legno, mani e passione

Abbiamo visto per voi il docufilm I MASTRI, terzo lavoro del vulcanico autore pugliese Daniele De Michele, noto come DonPasta. L’audiovisivo sarà presentato in Concorso per il Cinema Italiano al Bif&st di Bari con la proiezione ufficiale che avrà luogo giovedì 27 marzo 2025 alle ore 19,00 presso il Multicinema Galleria alla presenza dell’autore. Il documentario è prodotto da Colibrì Film e da Audioimage in collaborazione con Rai Cinema, Vox Comminication e Fermento e con il sostegno di Film Commission Regione Campania.

I MASTRI: focus sugli artigiani italiani

Al suo terzo audiovisivo, dopo I VILLANI e NAVIGANTI, Daniele De Michele conferma il suo interesse nei confronti del patrimonio culturale italiano materiale e immateriale, che dopo aver interessato la variegata e quanto mai ricca tradizione gastronomica, orienta lo sguardo, attraverso una ricerca sul campo decennale, in direzione della strenua resistenza degli artigiani. L’autore pugliese realizza così, un affresco esaustivo che racconta il rapporto tra uomini, donne e materia, dove attraverso pratiche diverse, la presenza viva degli elementi naturali come l’acqua, il vento il fuoco e la terra, viene descritta la vita, dominata dalla passione, di individui resistenti, i quali nonostante le difficoltà crescenti continuano la loro ricerca creatrice. Degno di nota il paesaggio sonoro sul quale si snodano le immagini. costituito da un caleidoscopio di dialetti – dal campano al veneto, dal romagnolo al toscano per finire con il salentino, che combinato con i suoni della natura, rendono il documentario una testimonianza autentica.

Individui e luoghi

Il nucleo significante de I MASTRI si riscontra nel mostrare gli artigiani nel loro ambiente di lavoro. Ecco, quindi, che allo spettatore appare la vista di una bottega disordinata, oppure di un laboratorio polveroso, che si identificano in un set cinematografico nel quale l’artigiano, al pari di un attore, mette in scena un atto di amore che scaturisce da una cultura, da tradizioni trasmesse con l’esempio, le quali originano da una stratificazione di consuetudini, costumi, usanze proprie di quel luogo, la quale unicità è difficilmente barattabile. Un documentario, questo di De Michele, che non cede a compromessi, legandosi strettamente ad una forma narrativa intrisa di realismo dove l’unico spettacolo diviene il mostrare la cultura dalla quale proveniamo tutti noi nati nel Belpaese.

Senza cultura non si fa nulla

Il messaggio di De Michele, ripreso da quanto detto dai protagonisti del docufilm, si fa slogan, soprattutto in un periodo dove l’aspetto economico sembra avere il predominio sugli aspetti culturali. I temi trattati riguardano l’importanza dell’esperienza e della manualità, quindi del tempo e della maturazione, come anche l’importanza del concetto di trasmissione della tradizione e del legame di questa e degli individui con il territorio di appartenenza. Il significato di cultura, nel docufilm di De Michele, oltrepassa l’accezione consueta del termine travalicando nella cultura dell’accoglienza, dell’accettazione, come anche dell’errore, visto come un importante fattore umano che conduce alla crescita.

Un elogio della lentezza

Tutte le attività artigianali mostrate nel film, messe in difficoltà dai cambiamenti socioeconomici in atto – liuteria, scultura, cantieristica navale, vetreria, arte popolare – sono accomunate, oltre che dal lavoro manuale, dai tempi di lavorazione che si nutrono di attenzione, cura e dunque di rispetto, di tempistiche necessarie alla nascita di un qualcosa che originariamente era solo nei pensieri dell’artigiano. Si mette in evidenza il valore di un’attività creativa che segue i ritmi dell’uomo, della natura e che rifugge le scorciatoie offerte dalla tecnologia, che laddove possono presentare indubbie agevolazioni, molto spesso si allontanano dai tempi dell’uomo, dal ritmo del battito cardiaco e dalla ritmicità del suo respiro.

I MASTRI: un documentario antropologico-culturale

I MASTRI per i motivi di cui sopra si inscrive legittimamente nella categoria dei documentari di natura antropologico-culturale che tanto hanno contribuito, fin dalla nascita del genere, alla conoscenza e allo studio di pratiche e culture, senza disdegnare anche il mostrare lo stato dell’arte di congiunture e abitudini, divenendo, quindi, non solo uno strumento descrittivo che guarda al passato ma anche un valido dispositivo critico del presente. Un momento di riflessione, quindi, che in conclusione trova una sua attualizzazione circa l’uso creativo dell’intelligenza artificiale, che seppur capace di sostituire il lavoro manuale dell’artigiano, magari anche con ottimi risultati, sarà capace di aver consapevolezza della propria opera, e soprattutto, sarà capace di emozionarsi nel vederla, avere piacere nel toccarla o nell’ascoltarla, infine, viverla?

Visto il 21 marzo 2025

I MASTRI

Regia: Daniele De Michele

Soggetto e Sceneggiatura: Daniele De Michele

Fotografia: Mario Bucci

Aiuto regia: Antonello Carbone

Montaggio: Paolo Turla

Color correction: Simona Infante

Montaggio suono e Mix: Marco Saitta

Prodotto da Antonio Borrelli, Daniele De Michele, Davide Mastropaolo

GLI ARTIGIANI:

Clara Contadini, Napoli. Clara ha il suo piccolo laboratorio nel centro di Napoli. Bisogna andarla un po’ a cercare perché non ha un vero e proprio negozio. La sua forza è il passaparola tra musicisti. È il miglior strumento per valutare se si è bravi o no.

Moulaye Niang, Murano. Moulaye ha aperto la sua bottega il “Muranero” nel quartiere Castello di Venezia. Passa molto tempo da Perla e famiglia per prendere il vetro e per ritrovare ispirazione nella sua amata Murano. I suoi lavori sono esportati in tutto il mondo.

Luca Casaril, Venezia. Luca e il maestro d’ascia che lo accompagnano sono ancora lì, nonostante tutto. Il cantiere resiste, probabilmente perché non converrebbe veramente a nessuno non avere un cantiere che ripari le barche dentro Venezia.

Antonio (Tonino ‘o Stocco) e Raffaela Esposito, Mariglianella. Tonino e Rafilina restano i maestri nella costruzione dei tamburi napoletani. Sono ispiratori della riscoperta della cultura musicale, culturale e gastronomica napoletana, grazie alla loro grande accoglienza.

Stefano e Mario Simoncini, Volterra. Mario purtroppo non c’è più. Resta Stefano a presidiare la bottega e a fornire la cooperativa degli Alabastrai di Volterra. Parte del tempo lo occupa per militanza all’Arci Garofano dove cucina tutti i giovedì.

Maurizio Camilletti e Rosella Reali, Montetiffi. Maurizio e Rosella continuano a fare le loro teglie. Alcune aziende producono teglie di argilla, ma nessuna azienda rispetta le regole e gli insegnamenti degli anziani di Montetiffi. Loro restano gli ultimi eredi di questa grande cultura.

I costruttori e i volontari della Focara, Novoli. La Focara c’è stata, c’è e ci sarà sempre e per sempre. La si fa da tempi immemori e anche nell’anno della pandemia hanno trovato il modo di farne una. Maestro Renato continua a farla, costeggiato da Claudio, il suo allievo.

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Sergio Battista

Musicista, critico cinematografico e saggista, interessato ad un approccio multidisciplinare delle arti. Nelle sue esperienze intreccia costantemente l'interesse, e la passione, per la musica, la fotografia, la scrittura e il cinema, soprattutto nelle loro interazioni con il potere.