Le recensioni della Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari dalla quarta edizione de Il Respiro del Pubblico 24 a cura di Cantiere Obraz: WILLIAM SHAKESPEARE’S HALF TIME JOB di Teatro dell’Elce, HOUSE WE LEFT di Centro Teatrale MaMiMò, finalista della Rete Inventaria 2024. Articolo di Aurora della Rosa, Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari, Cantiere Obraz
Contenuti
HOUSE WE LEFT

HOUSE WE LEFT è il momento in cui perdi il tepore di casa tua e ti accorgi che cosa fragile e preziosa fosse. Lo spettacolo ti assorbe completamente, mentre tenti di decifrare le storie dell’esistenza delle donne che l’attrice porta alla vita sul palco. Dimenticandoti quasi del luogo in cui si trovano, sei travolto dalla loro stravagante esuberanza, ma anche dal loro dolore profondo, un pozzo nero ed infinito, che invischia senza alcuna possibilità di fuga. L’interprete, Cecilia Di Donato, offre uno sguardo su alcune vite soffocate dalle sbarre, attraverso il suo ruolo di insegnante di teatro all’interno del carcere. Ti prende per mano mentre ti porta a conoscere le vite di coloro che si trovano nel reparto in cui insegna, quello delle donne transgender. L’accompagnamento musicale dal vivo scioglie le parole attraverso i suoni, lasciando sulla pelle un’impressione viva delle sensazioni ed emozioni riportate. E così i temi, droga, morte, abbandono, libertà, che suonano sterili e distanti masticati dalle labbra di molti con superficialità, s’insinuano in te come qualcosa di palpabile, di vicino. La compagnia teatrale MaMiMò lavora abilmente; in scena la musica, l’interprete vestita semplicemente, e pochi oggetti che trasfigurano il palco, portandoci di volta in volta in un luogo differente, in una vita diversa: esistenze spezzate dalle circostanze, da troppi passi falsi, da gabbie che spesso rinchiudono le protagoniste fin da piccole, conficcandole in situazioni di vita insostenibile, che confondono la realtà e che portano a fare qualsiasi cosa per potervi sfuggire. Uno spettacolo che ti fa tornare a casa grato dell’intimità e sicurezza intrinseche in essa, ma non dimentico delle vite che invece non vi possono tornare. Vite che non di rado il carcere, al posto di guidare, rieducare, vuole semplicemente schiacciare.
WILLIAM SHAKESPEARE’S HALF TIME JOB

La domanda che, nel momento in cui esce dalla tua bocca, svela di te stesso ciò che avresti preferito rimanesse intrappolato in una carta dei tarocchi. Entrando nel corridoio spoglio attraverso una tenda nera, ti ritrovi davanti un personaggio particolare. Ti accoglie con fare stravagante e un po’ misterioso di fronte alla sua scrivania in penombra, sovrastata da cianfrusaglie. Ciò che verrà rivelato dalla lettura dei tarocchi, non è dato raccontare. WILLIAM SHAKESPEARE’S HALF TIME JOB è una lettura performativa dei tarocchi ispirata all’immaginario di Shakespeare, compiuta da Marco Di Costanzo: l’attore interpreta fino alla fine il suo ruolo, e attraverso una parlantina confusa che apparentemente non ha molto a che fare con la tua domanda, ti riconduce a riflettere sulla questione da te posta. Offrendoti un frammento di Shakespeare che si riconduce alla tua questione, tenta di fornirti una risposta, anche se magari non è quella che ti aspetti. Uno spettacolo creativo, che si basa molto anche sull’improvvisazione. Un’esperienza diversa dal solito, in cui pensi di porre una domanda a qualcun altro e invece ti ritrovi ad interrogarti tu stesso.
HOUSE WE LEFT
drammaturgia e regia Alessandro Sesti
con Cecilia Di Donato
e con i musicisti Andrea Tocci, Debora Contini, Filippo Ciccioli
musiche originali Greasy Kingdom
produzione Centro Teatrale MaMiMò
WILLIAM SHAKESPEARE’S HALF-TIME JOB
Lettura performativa dei tarocchi
liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare
di e con Marco Di Costanzo
suono Andrea Pistolesi
costumi Laura Dondoli
produzione Teatro dell’Elce | coproduzione Fondazione Armunia Castello Pasquini
con il contributo di Fondazione CR Firenze, Regione Toscana, Comune di Firenze, residenze artistiche Teatri d’Imbarco, Teatro delle Donne, Murate Art District, con il sostegno del Centro di Residenza della Toscana (Armunia-CapoTrave/Kilowatt), Comune di Sansepolcro
Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari
L’articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto Scuola di Critica Teatrale Ciuchi Mannari all’interno della quarta edizione de Il Respiro del Pubblico Festival 24 di Cantiere Obraz. I partecipanti al Gruppo di visione Ciuchi Mannari sono stati: Marta Bani, Margherita Cecchi, Lisa Ciccomascolo, Aurora Della Rosa, Lucrezia De Masi, Alessia Galingani, Andrea Lanini, Filippo Macigni, Lorenzo Minchioni, Anna Mennoli, Petra Mosetti, Emanuele Neri, Cosimo Pesci, Gabriele Petrantoni, Fulvia Elena Pieraccini, Isotta Traxler.
Il Respiro del Pubblico Festival 24
Ideazione e organizzazione Alessandra Comanducci e Paolo Ciotti. Organizzazione Michela Cioni. Assistenza al progetto Emma Bani. Grafica Thomas Harris. Comunicazione Camilla Pieri, in collaborazione con Miriam Berchicci. Ufficio Stampa Fabrizio Calabrese. Festival realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze. In collaborazione con Teatro di Cestello, “Ciuchi Mannari”, Galleria Chiasso Perduto. Grazie a Rete Festival Inventaria 2024, Milano Off Fringe Festival, Comune di Firenze, Quartiere 1.


