Se volete “una prova” della meccanica quantistica visitate la mostra HOKUSAI. IL MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE, ospitata dal 27 marzo al 29 giugno presso Palazzo Bonaparte.
Si sa, il sistema spazio-tempo è relativo al punto di osservazione, ma non è sempre molto chiaro per chi, come me, è un ottuso materialista newtoniano!
Però, uscendo dalla imponente mostra-evento di HOKUSAI, è esattamente questo che si prova: che due grandi civiltà del passato, quella Greca di Eraclito (VI -V sec. a. C.) e quella Giapponese del periodo Edo (1603-1868) si possano toccare profondamente fino a sovrapporsi.
Anche se lontane nel tempo e nello spazio, entrambe percepiscono la realtà nello stesso modo: come SOTTOFONDO DINAMICO, direbbe oggi la fisica quantistica.
Contenuti
LA MOSTRA DI HOKUSAI: UNA GRANDE OPERAZIONE DI UNIONE CULTURALE
HOKUSAI IL GRANDE MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE è certamente una grande operazione espositiva che celebra i 160 anni delle relazioni diplomatiche internazionali tra Italia e Giappone.
Lo mette bene in evidenza Alessandra Taccone, presidente della Fondazione main partner Terzo Pilastro parlando di “diplomazia della bellezza” capace di abbattere i muri e promuovere un linguaggio universale di pace.
Questa mostra non vuole limitarsi a celebrare la bellezza, ma in uno scenario così brutale e violento come quello contemporaneo, l’arte diventa il simbolo concreto di cooperazione tra oriente e occidente.

L’ARTE COME RECIPROCA COMPRENSIONE TRA I POPOLI
Il linguaggio universale dell’arte e della cultura crea un alfabeto universale “scardinando i confini tra Oriente e Occidente molto prima che la geopolitica ne definisca i margini” afferma Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, inaugurando l’apertura della mostra.
Se l’arte – come dice ancora Mollicone, citando H. Focillon-“non è soltanto creazione di forme, ma suggerire un nuovo modo di vedere” noi di Gufetto vorremmo allora spingerci oltre i convenevoli diplomatici e, accompagnandovi nella scoperta dell’esposizione, vorremmo farvi soffermare su quel quid in più, non sempre facilmente intuibile, ma che è capace di far vedere le cose in modo più profondo e lasciarvi con un’esperienza e non solo con una visita.
ORIENTE E OCCIDENTE: Il tempo si sovrappone e lo spazio si annulla a palazzo Bonaparte
La filosofia greca e il pensiero orientale sembrano indicarci un messaggio molto simile: in un mondo di frenetico affarismo, in mano ad avidi mercanti e violenti uomini di guerra, innamoratevi della poesia del presente: di un raggio di sole che si posa sui rami dell’albero in fiore, colorando l’aria; della curva di un tessuto, mentre si incontra con la pelle delicata del collo di una giovane donna; del gracidare della rana che vi accompagna lungo i fossi, perché solo questo conduce a ciò che vale la pena di essere vissuto.

πάντα ῥεῖ “panta rei”
Tutto passa, tutto si trasforma incessantemente: lo sapeva Eraclito (VI – V sec. a. C.) e lo sapeva bene Katsushika Hokusai (1760 – 1849 d. C.), il grande artista dell’arte Ukiyo-e: il grande interprete dell’ immagine del mondo fluttuante.
Fama, fortuna economica e gloria in battaglia sono megalomanie fugaci. Solo innamorandovi dei particolari delle cose dilaterete il tempo: vivere ed essere consapevoli del proprio presente, della naturalità della vita, solo questo conta.

Museo Nazionale di Cracovia
L’ALLESTIMENTO FIRMATO ARTHEMISIA
Iole Siena, presidente e Amministratrice di Arthemisia è giustamente orgogliosa del lavoro svolto e confermiamo che l’allestimento mantiene le promesse fatte!
Il prodotto che vi attende è un vero e proprio evento espositivo, completo di opere d’arte considerevoli, ma dislocate in modo che il visitatore non addetto ai lavori (o un pubblico molto giovane) trovi continue distrazioni e particolari per divertirsi.
L’allestimento Arthemisia si delinea con una sua precisa linea espositiva: atmosfere immersive, sorprendenti video-animazioni delle opere, oggetti pregiati e affascinanti come spade, Kimono, Furoshiki (i fazzoletti per avvolgere le cose: i nostri fagotti), specchi magnifici, vasi preziosi.

Funzionali e bene inserite le didascalie, cura scenografica per gli ambienti, ottima illuminazione, completa la fruizione con video, spiegazioni interattive delle tecniche di incisione e dei materiali cartacei.
UNA MOSTRA DEDICATA ANCHE AI PICCOLI E ALLE SCUOLE
Il consiglio di Gufetto è quello di riservarsi diverse ore per visitare questa mostra, fruibile anche con i bambini: preparatevi ad una articolata e lunga gita fantastica!
Specialmente consigliata alle scuole: un’occasione per far studiare il Giappone, come difficilmente si potrebbe fare altrimenti.
IL PRIMO PIANO DELL’ESPOSIZIONE
Entrerete abbandonando presto l’architettura del Palazzo Bonaparte, di proprietà Generali e dove Arthemisia ha la sua sede operativa.
Degli arredi e degli affreschi, man mano che si entra all’interno della mostra, si perde totalmente la percezione: non si pensa più di essere in un palazzo seicentesco.
Se dovessimo fare una critica, ci sarebbe piaciuto un po’ più di dialogo tra Oriente e Occidente, ottenuto smorzando un po’ l’effetto totalmente immersivo, che è pur sempre finto.
In ogni modo il fantastico mondo Ukiyo-e ci inghiotte subito con proiezioni, suoni e atmosfere da fiaba orientale e avvolge tutto, dosando sapientemente l’incredibile numero di xilografie esposte!

QUEL DRAGO DI HOKUSAI
La prima sezione della mostra vi presenterà HOKUSAI IL GRANDE MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE come perfetto uomo del suo tempo: un artista del periodo Edo, capace di incarnare e trasmettere i principi filosofici della sua epoca.
In quel mondo variegato e attento al cambiamento, Hokusai interpreta se stesso come vivente tra le forme viventi: anch’egli in perenne trasformazione.
Ecco dunque che il DRAGO è la sua figura simbolo/demone guida, capace di sgattaiolare via e ripresentarsi sottoforma di un giovane apprendista come poi di un “vecchio, ma pazzo per la pittura“.
HOKUSAI, QUELL’ UOMO DI MULTIFORME INGEGNO
Sono 20 le fasi artistiche attraversate nella lunga vita del maestro, ognuna accompagnata da una firma diversa con cui Hokusai si identifica e si reinventa: il drago appare ogni volta distinto da un miracolo stilistico diverso.
Il mondo greco, parlando di Ulisse, aveva usato il termine polytropon: l’uomo dalle molteplici vie, sia fisiche – attraverso il viaggio – che spirituali: le molte soluzioni dettate dall’astuzia.
Ci ricorda molto l’atteggiamento di Hokusai, questo Ulisse orientale, capace di travestirsi intelligentemente da pescatore, in un autoritratto in mostra, per ingannare e far abboccare all’amo delle sue creazioni.

Museo Nazionale di Cracovia
COSA è UNA XILOGRAFIA
All’interno dell’esposizione troverete una intelligente sezione che vi spiega come eseguire una xilografia: l’incisione di una “lastra” di legno, che poi viene inchiostrata (cioè ricoperta di inchiostro nero o, a volte, colorato) e su cui viene fatto aderire il foglio di carta.
Appositi arnesi (si può usare anche un cucchiaio) premono la carta sulla matrice in modo che si imbeva di inchiostro; staccato il foglio si ottiene una stampa, la quale a volte può essere ulteriormente ritoccata “a secco” come se fosse un dipinto.
LA COLLEZIONE DI STAMPE DI HOKUSAI PROVENIENTE DAL MUSEO NAZIONALE DI CRACOVIA
Il contenuto dell’esposizione è costituito dalla bellissima collezione di xilografie e oggetti appartenuti al collezionista polacco Feliks Jasienski, che nel 1920 ha poi donato interamente i suoi 20.000 pezzi raccolti, al Museo Nazionale di Cracovia.
Si parte dalle 53 stazioni di Tokaido, illustrazione di ogni fermata tra Edo (l’antica Tokyo) e Kyoto. Si tratta di numerose copie a stampa, ognuna tratta da matrici in legno sapientemente inchiostrate, che andavano molto di moda per documentare, ma anche ricordare, il viaggio tra Tokyo e Kyoto, a mo’ delle nostre cartoline.
Luoghi di sosta raffigurati ognuno secondo una visione del mondo affascinata e affascinante. Si parte dal ponte Nihonbashi, il cuore commerciale e pulsante della Capitale imperiale, luogo di desideri e ambizioni…una specie di Central Station Newyorkese dei migliori giorni!
Si cambia il cavallo, si trova l’alloggio, si comprano i souvenir, si visita il tempio, ci si ristora e il viaggio è occasione di incontri e suggestioni: si portano con sé il calamaio, la pipa e il pettine.
GLI ANIMALI GUIDA
Durante questo viaggio fantastico, la natura non può che apparire magica: ecco dunque il consiglio a sospendere lo sterile affaccendarsi per prestare attenzione alla rana, alla tartaruga, alla gru e alla carpa: simbolo, quest’ultimo, di forza e successo perché capace di risalire le cascate!
Siate curiosi di vedere quale è il vostro animale guida…Non sia mai che ci perdessimo preziosi consigli dal creato!
L’ARTE E LA PITTURA DI HOKUSAI
La ricerca dell’essenza prevale sull’imitazione del reale: è possibile notarlo, per esempio, nel modo tutto personale di eseguire le giunture di gomiti e ginocchia.
Questa parte viene realizzata senza seguire l’anatomia reale, ma utilizzando una sorte di segno stilizzato che, sebbene innaturale, dona estremo carattere all’anatomia di sbilenchi personaggi: esili e dinoccolati pescatori, oppure grassoni portantini di pacchi.
L’inquadratura evidenzia spesso un punto di osservazione dall’alto e la prospettiva è incidente: c’è sempre un elemento che taglia diagonalmente l’immagine, una diagonale che viene a collidere con il primo piano.
L’immagine sembra dire “l’artista osserva il palcoscenico della vita, in primo piano, sapendo che questo momento verrà presto attraversato e travolto da ciò che, dallo sfondo, sta arrivando”

Serie: “Giochi con conchiglie e poesie del periodo Genroku”; stampa xilografica a colori su carta 20 x 17,6 cm.
Museo Nazionale di Cracovia
IL GIAPPONISMO
Questo taglio compositivo fenderà tutta l’arte occidentale di fine ‘800.
Quando il Giappone si aprirà ai commerci occidentali, queste immagini invaderanno, col loro carico esotico, l’arte degli Impressionisti e dei cosiddetti Post Impressionisti come Van Gogh e Paul Gauguin.

Stampa xilografica a colori su carta 26,3 x 36,4 cm. Museo Nazionale di Cracovia
Ritroveremo la stessa impostazione visiva nei quadri di Degas. Henry Toulouse-Lautrec ispessirà il contorno delle immagini con il nero (mai usato precedentemente in pittura!) Manet nel pifferaio aggiungerà un’altra grande lezione dell’Oriente: la percezione estetica del vuoto intorno all’immagine.



DAIKUE FORMATO OBAN
La mostra al primo piano presenta un’ampia e completa collezione di formati e tecniche xilografiche che comprende anche la carta WASHI, ottenuta dalla corteccia interna dei germogli di gelso.
Intorno al 1804 si aggiunge un formato delle stampe più piccolo (20 cm x 15 cm), il fondo è verde oliva e l’immagine si concentra sulla natura.

Museo Nazionale di Cracovia
Per la serie delle cascate, invece, il formato si fa verticale; mentre nella serie dei 100 ponti, alla veduta naturalistica si aggiunge la parola scritta: il segno grafico ha la stessa valenza dell’immagine.
Le celeberrime stampe con il monte Fuji hanno invece il grande formato Oban Yokoe (40 cm x 50 cm).
LA GRANDE ONDA DI HOKUSAI
L’onda più famosa del mondo vi attende su un pannello isolato all’interno della Sala dei Ricevimenti di Palazzo Bonaparte.

la sala è interamente decorata ad affresco con l’immagine di grottesche e delle grandi figure femminili delle Virtù.
Ci dispiace che l’Onda di Kanagawa copra il paesaggio di fondo della sala sei-settecentesca. Il dialogo che poteva crearsi tra l’ambientazione italiana e la celeberrima immagine giapponese poteva davvero innescare un confronto interessante sul paesaggio naturale, fertile di considerazioni.
Arthemisia invece ha preferito isolare l’opera di Hokusai come protagonista.
IL SECONDO PIANO
Ubriachi di bellezza affronterete il secondo piano della mostra barcollando: riposerete un po’ gli occhi sulle campiture dense e larghe della serie delle 100 poesie dei 100 poeti.
Un passaggio necessario, prima di conoscere la meraviglia della stampa SURIMONO: una serie a tiratura limitatissima per occasioni speciali, non destinata alla vendita, dove ogni passaggio cromatico corrisponde ad una matrice
Le stampe sono eccezionali, la tecnica KARAZURI (ritocco a secco) regala davvero forti emozioni!
LO STRANO CASO DI BEATO FELICE
All’interno della mostra, ma purtroppo mancante nel catalogo, c’è un cameo tanto interessante quanto azzeccato: l’opera fotografica di Beato Felice (1832 – 1909).
Più o meno negli stessi anni in cui Hokusai incideva le sue xilografie, un fotografo italiano esplorava il Giappone con la sua macchina fotografica. Beato è un vero pioniere del reportage, il cui occhio riprende con la stessa incidenza le immagini che Hokusai realizza sulla carta.
Il suo inserimento nella mostra si accorda perfettamente allo spirito dell’intera esposizione e cioè avvicinare due mondi: quello che per una prospettiva eurocentrica chiamiamo occidentale e quello che, di conseguenza, diventa dell’estremo oriente.
Facciamo troppo spesso lo stesso errore nel non considerarci esseri facenti parte della stessa specie, collocati semplicemente in due parti diverse del globo.
HOKUSAI, IL GRANDE MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE. Info e biglietti
- Luogo: Palazzo Bonaparte
- Date: dal 27 Febbraio al 29 Giugno
- Giorni e orari: dal lunedì al giovedì 9.00-19.30 venerdì, sabato e domenica 9.00-21.00.
- Aperture straordinarie Domenica 5 aprile 9.00–21.00; Lunedì 6 aprile 9.00–21.00; Sabato 25 aprile 9.00–21.00; Venerdì 1° maggio 9.00–21.00; Lunedì 1° giugno 9.00–21.00; Martedì 2 giugno 13.00–21.00; dal 27 al 29 giugno 9.00–23.00.
- Biglietti: Intero € 17,00; Ridotto € 16,00; Open € 19,00
- Per informazioni: T. +39 06 87 15 111
- Social e Hashtag ufficiale: @arthemisiaarte – #HokusaiBonaparte

Mostra Hokusai – Roma – Informazioni – Arthemisia
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