GUIDA MALEDETTA ALLE SERIE TV – Voci Notturne

Sconosciute, dimenticate, cancellate alla seconda o addirittura alla prima stagione.

Da quant’è che non guardi una serie che ti ossessiona tutto il giorno fino alla nuova puntata? Ecco una guida pensata apposta per trascinarti nei meandri più oscuri e inesplorati della serialità televisiva, un compendio di serie maledette e iconiche che non possono mancare sulla tua watchlist!

La nostra prima puntata comincia con Voci Notturne. Disponibile per la visione su RaiPlay (in versione censurata) e su Youtube (senza censura) è un must have nella watchlist degli appassionati del mistero.

Voci notturne – di cosa parla e perché vederla?

Hai presente quando prendi dei vecchi pantaloni dal fondo dell’armadio e nella tasca trovi una banconota da 20 euro rimasta lì per anni, e ti senti come di aver riesumato un tesoro perduto? Scoprire Voci Notturne è stato così, una sorpresa assoluta riemersa dal passato di cui non sapevo nulla fino a quest’estate e diventata in breve tempo una vera e propria ossessione.

Mi ha lasciata col fiato sospeso dalla prima all’ultima enigmatica scena, un’apnea di cinque episodi che ho divorato in una sola notte, abbracciata a un peluche.

E la cosa più incredibile, forse, è che si tratta di un prodotto totalmente italiano.

Scritta da quel maestro dell’orrore di Pupi Avati e diretta da Fabrizio Laurenti, la miniserie andò in onda su Rai 1 nel 1995 facendo un flop di ascolti ma, come spesso accade, trasformandosi col tempo in un cult tra gli amanti del genere. Nonostante sia ancora poco conosciuta, a distanza di trent’anni, quest’opera anomala sul panorama italiano non smette di sorprendere e far parlare di sé.

La trama di Voci Notturne

«Nella Roma Imperiale sussistevano i resti di uno strano ponte di legno. Era composto da travi sublique ed oblique, senza chiodi e affidato a persone sacre, una sorta di fratellanza o setta, che rispondeva, con la vita dei suoi membri, della sua conservazione. A costoro derivò il titolo celeberrimo di pontefici o facitori del ponte. Su questo ponte si compivano in epoca arcaica misteriosi e segreti sacrifici.»

Ogni puntata inizia così, con un’iscrizione misteriosa letta da una voce fuori campo e una sigla, degna erede di Twin Peaks, fatta di lente inquadrature di ponti, fiumi e acqua: elementi che dichiarano da subito il tono della serie.

Sulle sponde del Tevere, all’altezza del ponte Sublicio, viene ritrovato il cadavere annegato di un ragazzo; nel suo stomaco, semi di una pianta estinta da secoli e, spalmata su polsi e caviglie, una salsa consumata nell’antica Roma.

Ogni indizio sembra puntare all’omicidio rituale ma è dalla stessa identificazione del corpo che parte il vero mistero e iniziano ad insinuarsi una serie di inquietanti ambiguità che saranno il motore portante della storia: il morto è veramente Giacomo Fiorenza? O solo uno che gli assomiglia? Sì perché, a detta dei suoi genitori, Giacomo si trova in America con la nuova fidanzata, e ha telefonato a casa proprio la notte prima.

Se Giacomo è morto, chi sta facendo quelle chiamate?

Voci notturne, appunto, inquiete, tremanti e sussurrate, che si diffondono attraverso la linea telefonica e trascinano i personaggi in una ricerca nebbiosa che non promette rassicuranti soluzioni.

Chi sono i protagonisti di Voci Notturne?

Conduce le indagini il commissario Morlisi (Massimo Bonetti) che, da bravo poliziotto, tenta fino all’ultimo di attenersi ai fatti, nonostante ogni svolta lo porti sempre più lontano da una spiegazione logica: cosa c’entra il progetto di testi a cui Giacomo stava lavorando insieme al migliore amico Stefano (Lorenzo Flaherty), su un misterioso architetto del ‘900, il Sinisgalli, autore di scritti che riguardano proprio il ponte Sublicio? E che fine ha fatto Emily Cohen, la nuova fidanzata di Giacomo, che l’investigatore privato Mario Fedrigo (Jason Robards III), è incaricato di rintracciare in America, e che sembra coinvolta in una setta misterica che esiste dall’alba dei tempi?

Le indagini di Voci notturne

Ogni tassello dell’indagine porta lo spettatore sempre più lontano dalla soluzione e più vicino ad una realtà che si discosta dalla pura logica investigativa e lo introduce, come in una vera e propria iniziazione, a una verità misterica molto più ampia.

A differenza di moltissime serie moderne, Voci Notturne si prendere tutto lo spazio necessario a settare l’atmosfera in cui immergere lo spettatore e non si preoccupa di rassicurare o spiegare, ma solo di suscitare inquietudini tramite un linguaggio evocativo e una trama che, nel dipanarsi, si avvolge stretta intorno a chi guarda.

Tematiche e influenze

Nella scrittura Pupi Avati mette in campo tutta la sua abilità nell’intrecciare molteplici e approfondite conoscenze culturali, creando un mosaico ingegnoso e colto di elementi musicali, estetici e misterici, con cui ci invita ad abbandonare le nostre certezze per seguirlo in un viaggio iniziatico. Nonostante la regia, molto televisiva, manchi di particolari intuizioni autoriali, l’opera è talmente ben orchestrata da trasmettere con efficacia quel senso di inquietudine gotico proprio del cinema avatiano.

Mondi paralleli

La visione di Voci Notturne fa subito pensare a Twin Peaks, da cui ha sicuramente subito una forte influenza. Molti sono i parallelismi concreti: i cadaveri di Laura e Giacomo vengono ritrovati in entrambi i casi all’inizio della storia, presso un corso d’acqua; la presenza surreale dell’elettricità come elemento narrativo fantastico, in contrasto con la sua natura logica e artificiale; la vena quotidiana e un po’ patetica dei personaggi nel comic relief. Le due opere condividono l’atmosfera onirica che circonda l’indagine e i personaggi, portandoli a perdersi nella ricerca di una soluzione che sfugge da ogni logica classica del thriller.

La Maledizione di una serie interrotta

La prima, ed unica, messa in onda di Voci Notturne non ebbe il successo che meritava e più della metà degli spettatori abbandonò la serie con l’avanzare della storia, portando l’emittente a trasmettere in anticipo la quinta ed ultima puntata, subito dopo la penultima.

Voci Notturne ha inoltre subito una lieve censura a causa dell’omonimia tra la setta malefica che opera all’ombra della storia e un’associazione religiosa americana realmente esistente che, tramite pressioni sulla Rai, ha fatto rimuovere alcune scene dalle ultime puntate.

Su Raiplay si trova infatti una versione tagliata, mentre è possibile recuperare le scene mancanti dalle puntate pubblicate su Youtube.

Dal finale, tutt’altro che risolutivo, si intuiscono una serie di aperture che prevedono un seguito nella seconda stagione che, purtroppo, non è mai stata realizzata. Rimane tuttavia una delle migliori operazioni televisive realizzate in Italia, un prodotto unico di livello altissimo assolutamente da recuperare.

Col tempo, anche grazie ad internet, questo piccolo e raro gioiello nel desolante panorama seriale italiano è diventato un vero e proprio fenomeno di culto e si è diffuso tra gli appassionati del genere, ma rimane ancora fuori dai radar di molti spettatori e possibili fan.

Un consiglio: guardatela con la luce accesa, possibilmente insieme a qualcuno e tenete lontano il telefono… non si sa mai chi potrebbe chiamare nel cuore della notte!

TITOLO: Voci Notturne

EPISODI: 5 puntate da 80’

GENERE: thriller, horror, poliziesco

ANNO: 1995

Perchè vederla: enigmatica, appassionante, tiene incollati in un’apnea che dura ben 5 episodi!

Dove vederla? su Rai Play!

Vuoi scrivere di cinema? la redazione di Gufetto-cinema cerca collaboratori!

La redazione di Gufetto-Cinema cerca collaboratori!

Cinema - collaborazioni

Gufetto forma REDATTORI esperti di scrittura in ottica SEO, e CRITICI di Cinema, (e Teatro, Arte, Libri e Musica), in erba.

La collaborazione a titolo formativo è gratuita e permette l’accesso ad un percorso di visione critica scelto dalla Redazione di Gufetto in base alle proprie capacità.

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF