GROENLANDIA @ La Segheria: guai a chi la tocca

A La Segheria di Pistoia, nel loro storico spazio-buco culturale, Gli Omini (che avevamo intervistato per Gufetto durante la pandemia e recensito in La Coppa del Santo) hanno proposto GROENLANDIA, lettura recitata a due voci di tre racconti tratti dalle raccolte di Jørn Riel, scrittore danese la cui vita avventurosa lo ha portato anche a vivere per 16 anni insieme ai cacciatori groenlandesi. Francesco Rotelli e Luca Zacchini hanno fatto proprio l’umorismo scandinavo di cui le pagine di Riel sono permeate, per restituirci un quadro di una terra che, senza volerlo, è tornata alla ribalta della cronaca internazionale a causa dei dissesti geopolitici sempre più preoccupanti.

Lo spazio de La Segheria torna ad aprirsi per GROENLANDIA

La lavagna all'ingresso ci ricorda il titolo dello spettacolo GROENLANDIA
La lavagna all’ingresso ci ricorda il titolo dello spettacolo GROENLANDIA (foto del redattore)

Se già da qualche anno la provincia sembra offrire il meglio che la drammaturgia contemporanea propone perché priva dei costrutti e degli infingimenti della grande città e del grande teatro, la periferia è ancor più una terra fertile per investire culturalmente su un territorio. Gli Omini sembrano aver seguito questo rapido percorso per stabilirsi ed aprire al pubblico lo spazio de La Segheria nella periferia dal sapore puramente industriale di Pistoia. L’ingresso molto raccolto è già di per sé una wunderkammer di chincaglierie meravigliosamente evocative che caratterizzano molto il luogo e nelle quali riconosciamo lo spirito della compagnia: mappe, feticci di spettacoli passati (da Circolo Polare Artico a La Coppa del Santo), sedie in cui gli schienali dileggiano il “fottuto teatro” mentre un po’ in giro qualche boccia di vetro raccoglie le offerte libere degli spettatori. Anche se nulla ci è davvero familiare ci sentiamo comunque a casa mentre attendiamo di entrare in sala.
Basta salire al primo piano per confermare l’impressione che abbiamo avuto all’ingresso dentro La Segheria: lo spazio allestito con sedie e cuscini ribadisce un’intimità accogliente, sebbene a tratti scomoda ma molto in sintonia con l’esperienza. Dopo le raccomandazioni iniziali, gli spostamenti di sedie e una breve introduzione, è finalmente il momento di cominciare.

Spazio all’immaginazione con i racconti di Riel

I testi protagonisti in scena di GROENLANDIA (foto del redattore)
I testi protagonisti in scena di GROENLANDIA (foto del redattore)

Con i loro leggii uno a fianco all’altro, la coppia Rotelli/Zacchini si inoltra pertanto tra i ghiacci di uno sperduto villaggio di cacciatori e pescatori che la mappa alle loro spalle dispone in un punto piuttosto imprecisato del globo. In fondo, in letteratura, ancor più che in teatro, l’immaginazione personale è linfa vitale per la mente e lo spirito. In questo senso la lettura recitata cui assistiamo arricchisce ed amplifica l’effetto benefico del testo scritto, dandoci, sì, un quadro interpretato, ma sulla bozza disegnata dagli attori ognuno è lasciato libero di definire le forme come meglio crede. Pertanto, passaggio dopo passaggio, in cui gli attori a tratti si allontanano dal leggio per regalare una forma, oltre che una voce, ai personaggi dei racconti, noi spettatori ci sentiamo pittori: un po’ vedutisti ed un po’ ritrattisti di una tela in cui i colori dominanti sono il bianco accecante dei ghiacci al sole e le sfumature pastello delle case del villaggio.   

GROENLANDIA: terra generosa ed ostile

A riempire le pagine dei racconti di Riel sono principalmente gli Inuit autoctoni che nel corso dei secoli sono riusciti ad instaurare un rapporto di rispetto e lealtà nei confronti di una terra che sa anche essere ospitale, se sei disposto a sottostare alle sue regole. E chiunque scelga di raggiungerla con l’intenzione di sovvertire l’ordine costituito, l’equilibrio di convivenza frutto di savia esperienza, è destinato a soccombere. A difendere la terra sono gli stessi abitanti che, sebbene con mille difficoltà, hanno adottato questa inospitale isola che sa essere però anche generosa con chi sa accoglierne i difetti. Una madre capace di donare tutti i suoi frutti per i propri figli a patto che questi ne riconoscano il valore. E chi oggi la minaccia – leggasi Presidenti di grandi paesi, differentemente pettinati – è solo l’ennesimo di una serie di personaggi che Riel dileggia con umorismo marcatamente scandinavo. E il messaggio, ieri come oggi, è sempre lo stesso: non provateci perché nessuno può rompere un patto di sangue tra una terra così forte e spigolosa ed il suo fiero popolo.    

Gli Omini alla prova dell’umorismo scandinavo

Gli Omini in scena per GROENLANDIA (foto del redattore)
Gli Omini in scena per GROENLANDIA (foto del redattore)

Modulando opportunamente voce, movenze e posizione del corpo, come in una lettura recitata degna di questo nome, supportati anche dai contributi audio curati da Giulia Zacchini, gli interpreti non si risparmiano dando alla loro performance una buona fluidità negli scambi continui che si richiedono per riuscire a delineare i contorni dei tanti personaggi, alcuni dei quali ricorrenti nei 3 racconti. Dal più ostile al più ingenuo, dal più arrogante al più accogliente, tutti ci hanno strappato un sorriso per quanto – e non leggasi una questione di demerito attoriale ma puramente di gusto personale – l’umorismo glaciale groenlandese fatichi a tratti a penetrarci. E certamente gli attori si sono comunque divertiti a darne una loro lettura personale, permeata di una sensibilità nient’affatto scandinava.   

Sensazioni di fine serata

Quando usciamo da La Segheria, dopo aver tributato una buona dose di applausi agli interpreti, ci sentiamo comunque bene, come se fossimo stati a casa di amici, dove tutto parla eloquentemente di loro e del loro percorso insieme, nonostante il contesto impersonale fuori da queste mura. Alla fine, dato che ci eravamo presentati a mani vuote, come non si dovrebbe fare quando siamo invitati dagli amici, abbiamo deciso che quelle bocce di vetro sparse in giro, meritavano di non restare vuote.           

GROENLANDIA – Credits

lettura recitata dai racconti di Jørn Riel
di e con Francesco Rotelli e Luca Zacchini
contributi audio Giulia Zacchini

Visto il 1° aprile 2026, a La Segheria, Pistoia

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Leonardo Favilli

Più che un critico, un appassionato di teatro che ha iniziato a raccontarlo dopo una pluridecennale esperienza da spettatore attento. Lo faccio dalle pagine della redazione fiorentina di Gufetto sempre alla ricerca di luoghi ed esperienze che vadano anche oltre la platea.