GIRO DI BANDA: musica e vita di Cesare Dell’Anna

La redazione Cinema di Gufetto ha avuto modo di vedere l’interessante docufilm di Daniele Cini dal titolo GIRO DI BANDA, prodotto da Dinamo Film con il contributo di Apulia Film Fund della Fondazione Apulia Film Commission e Regione Puglia. Il docufilm, dopo la Premiere mondiale al FIPADOC (Festival Internazionale del documentario), la partecipazione al Moscow International Film Festival e al Bif&st 2025, sarà proiettato mercoledì 27 agosto 2025 alle ore 21:00 all’Arena Nuovo Sacher di Roma, alla presenza del regista, di Nanni Moretti, di Cesare Dell’Anna e del produttore Ivan D’Ambrosio.

GIRO DI BANDA: quando musica e vita si intrecciano

Il docufilm di Daniele Cini segue la traiettoria di vita di Cesare Dell’Anna, eclettico musicista salentino, cresciuto musicalmente all’ombra della tradizione bandistica pugliese. La “banda da giro”, nucleo tradizionale della musica pugliese, e per estensione dell’Italia meridionale, diventa nel titolo del docufilm Giro di Banda, quasi a sottolineare le forti radici, le quali, tuttavia, in questo caso, non rimangono statiche a loro stesse con lo sguardo rivolto al passato, ma si evolvono in altro, assecondando gli inevitabili cambiamenti sociali che intervengono nel tempo. Nucleo del docufilm è proprio il racconto di come il musicista salentino abbia saputo sublimare la propria individualità e trasformare una tradizione popolare in una forma d’arte originale, contaminando la musica folk con jazz, ritmi balcanici per una identità sonora ricca di energia e sperimentazione.

Cesare Dell’Anna: ritratto di un artista ribelle e coerente

Il protagonista del film nasce in una famiglia di solide tradizioni bandistiche. Già a sette anni suona la tromba in banda; a diciassette anni si diploma al Conservatorio di Musica di Lecce, iniziando così una carriera nell’ambito sinfonico, non tralasciando la sperimentazione jazz con una certa attenzione alla musica elettronica e alle armonie e ritmi di area balcanica. Nel 1996 crea, in concorso con altri artisti sia italiani che albanesi, Albania Hotel, una casa-laboratorio situata nella campagna salentina. Questa fucina artistica porterà Dell’Anna a rompere gli schemi musicali consueti con la band Opa Cupa, un progetto artistico caratterizzato dalla commistione tra il repertorio musicale dei Balcani, il jazz e le sonorità tipiche del mezzogiorno italiano. Un musicista libero, dunque, in ascolto solo delle sue inclinazioni, guidato dalla sua ispirazione che così si definisce: “Chi sono io? Sono nato bandista, sono un sopravvissuto alle processioni e alla musica classica, un avanzo di orchestra. Sono un bandista vero. Tutto qui.”

GIRO DI BANDA: una descrizione personale e autentica

Tra i punti di forza del docufilm si evidenziano la genuinità e la profondità con le quali si tratteggia il ritratto del protagonista: un musicista più attento alle sue radici che non al denaro, un uomo capace di quella coerenza che non conduce nello Star System ma, non senza difficoltà, lo consegna ad un territorio dove la dignità si rappresenta attraverso il conseguimento della pace con la propria coscienza. Un ritratto che non trascura di mettere in risalto concetti quali apertura e integrazione, nei quali la musica si pone come intermediaria insostituibile capace di superare divisioni generazionali e culturali. La regia di Daniele Cini immerge la figura di Cesare Dell’Anna e della sua tromba nella realtà salentina con la sua gente, le sue feste, come anche lo segue nei suoi momenti privati, negli scambi con compagni d’avventura o con sua figlia, promettente chitarrista e cantante. La società tradizionale, quindi, che si confronta con il fenomeno dell’immigrazione, come le marce consuete si mescolano all’improvvisazione e ai ritmi dispari balcanici. Un docufilm dove il ritratto di Cesare Dell’Anna diviene motivo per delineare i suoi tratti egotici, a volte spigolosi, (per un artista spesso necessari), ma soprattutto di sublimazione dell’umanità, di valori condivisi quali la solidarietà, l’amicizia e il piacere di fare musica insieme nonostante le differenze culturali.

Un reportage fatto di suggestioni e impegno

Lo stile con il quale Daniele Cini, esperto documentarista, affronta GIRO DI BANDA, è tipicamente reportagistico. La camera, spesso a mano, indugia nei luoghi di Cesare: la casa cantoniera che ha ristrutturato con il padre che è divenuta la sua base operativa, la campagna salentina ridisegnata e vissuta da artisti e poeti, la terra ma anche il mare, spettatore silenzioso dei suoi concerti, divengono così testimoni autorevoli della sua musica. Funzionale anche il montaggio firmato da Domenico De Orsi che riesce a integrare i vari frame in una narrazione godibile che si armonizza con il flusso delle musiche dai ritmi incalzanti della colonna sonora dello stesso Dell’Anna, e che riesce a far giungere allo spettatore lo spirito indomito del musicista, impegnato, consapevolmente o inconsapevolmente, nell’alta operazione culturale mirante al riconoscimento di un’identità collettiva e nel mostrare, al contempo, il potere trasformativo della musica.

Visto il 22 agosto 2025

GIRO DI BANDA

Regia di Daniele Cini

Montaggio di Domenico De Orsi

Musiche di Cesare Dell’Anna

Fotografia di Mario Bucci

Prodotto da Ivan D’Ambrosio

Produzione: Dinamo Film

Con la partecipazione di:

Alessandro Mannarino, Giuliano Sangiorgi, Pupillo, Tonino Carotone, Sud Sound System, Apres la classe, Yari Carrisi, Enzo Petrachi, Antonio Castrignanò

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Sergio Battista

Musicista, critico cinematografico e saggista, interessato ad un approccio multidisciplinare delle arti. Nelle sue esperienze intreccia costantemente l'interesse, e la passione, per la musica, la fotografia, la scrittura e il cinema, soprattutto nelle loro interazioni con il potere.