GIOCONDA @ ALTROVE TEATRO STUDIO: LA BRAVURA CHE MERITIAMO

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Roma

Sotto la pioggia battente di gennaio, c’è il coriaceo popolo del Teatro che lascia il caldo ed ergonomico divano per “Gioconda” lo spettacolo autobiografico di Cristina Aubry. La spettacolo ha debuttato il 24 gennaio. L’Altrove Teatro Studio è un covo di idee e pensatori. Ci sono indizi sparsi già sul ciglio della strada: la valigia dei sogni o dell’attore aperta che invita e promette. La direzione è di Ottavia Bianchi e Giorgio Latini: due attori che il Teatro lo conoscono e lo sanno fare. Non è il solito Teatro affittacamere dove chiunque può curare ansie e iniziare una salvifica terapia a spese del povero spettatore. C’è una selezione accurata. Luogo interessante da frequentare se detestate perdere tempo e bagnarvi inutilmente.

Racconto autobiografico di una figlia e di una attrice

Quando un drammaturgo scrive attinge spesso dalla propria esperienza umana e dalla fantasia. Qui Aubry è una minuziosa cronista della vita: la propria. Le due avventure principali che le capitano lungo un’esistenza sono quelle di figlia e di attrice. E nessuna delle due sembra slegarsi dall’altra. Tutto si mischia come liquido che non vuol saperne di evaporare. Rimane lì, a volte vivo e altre stantio. L’autrice e attrice raccoglie i cocci di una vicenda familiare ormai sgretolata. Dà voce e nervi alla figlia e poi a un padre che ricorda i fatti di quando era giovane e dimentica l’inizio del discorso di appena qualche minuto prima. E in questo faticoso e doloroso dialogo, emerge quel nodo fitto che le stringe la gola sino a toglierle l’aria. Il respiro libero. Quell’occlusione aerea è la madre cacciata di casa e costretta a vedere per strada, nelle stazioni, sino all’invenzione della scusa per non incontrarla e anestetizzare il dispiacere. Gioconda eredita un fardello insostenibile che le peserà e la condizionerà per sempre le decisioni e relazioni. Ma nonostante tutto e il nome, Gioconda cerca il riscatto nella professione malpagata di attrice. Il primo ingaggio è un laboratorio in una remota periferia di Roma.

I luoghi di Gioconda

La pièce è profonda e commovente. Ma sa essere divertente e racconta la “vita” com’è davvero senza invenzioni: la più incredibile tragicommedia della drammaturgia antica e contemporanea. Un elenco infinito di fatti seri ed esilaranti che ogni autore deve solo trascrivere e rilegare in brossura. Gioconda se ne sta spesso sulla sua panchina al parco, guarda la vita che le scorre davanti senza pause. “Guarda e si lascia guardare” come ci dice il personaggio di questa messinscena. Poi c’è quella scolaresca che ai classici preferisce gli horror e i selfie e gli accenti buttati come una manciata di miglio per uccelli famelici. E poi c’è il preside Fusco: pieno di idee e scarso di soldi. Insomma tutti problemi che si inspessiscono proporzionalmente al liscio delle gomme dell’auto da sostituire.

Gli attori che tutti meritiamo

Gioconda vanifica il ruolo del critico attento a notare le sbavature. Non ce ne sono! Ma c’è dell’altro. Aubry è davvero brava: calibra le intenzioni. Conosce la dizione. Imposta la voce senza farla sembrare impostata. Grida senza gridare e attentare ai timpani della platea. Sa essere divertente. Sa muoversi al tempo, compreso quello musicale scandito da Livia Cangialosi. Si muove persino dolcemente sulle tavole senza affondarvi i passi come spesso mi capita di sentire: passi troppo pesanti che in altri casi coprono le battute. La regia attenta è di Alessia Sambrini. Dunque posso strappare il foglio degli errori perché è rimasto bianco e intonso. Ma non è forse questa la normalità? Trovare a Teatro un’attrice straordinaria. Se la straordinarietà diventasse la normalità, il pubblico del Teatro tornerebbe numeroso a fare la fila ai botteghini e bagnarsi volentieri sotto la pioggia di gennaio…

Spettacolo da vedere

info

GIOCONDA

Di e con Cristina Aubry

Musiche composte ed eseguite da Livia Cangialosi

Regia Alessia Sambrini

24 e 25 gennaio

Altrove Teatro Studio – Via Giorgio Scalia, 53 Roma

image_pdfSCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF

Salvo Miraglia

Scrittore e drammaturgo. Autore televisivo. Regista, attore, doppiatore e Speaker pubblicitario di spot nazionali.