MAD WORLD @ Teatro Lo Spazio: non si esce vivi dagli anni '80…o forse sì!

In scena dal 6 al 17 novembre al Teatro Lo Spazio, “Mad World – Non si esce vivi dagli anni 80 è uno spettacolo musicale che intende evocare lo spensierato fervore culturale e sociale che si respirò in un decennio di impetuoso boom economico, anni in cui era tutto un po' più semplice e genuino. Gli anni delle Fiat Panda, delle 126, dei paninari, dei Burghy, della moda Kitch, dei Duran Duran, degli Spandau Ballet, della musica elettronica, di Pac-Man, dei blue jeans e delle musicassette. Gli anni 80 sono stati anni di transizione, anni dai colori fluorescenti e in cui c'erano molto meno cause di stress.

Tommaso Capolicchio, attraverso i personaggi di questa vivace pièce, celebra il folklore di un'epoca, l'ebrezza di una fase di nuove scoperte e curiosità, di rivoluzione soprattuto in ambito musicale. “Mad World” ci catapulta nella Milano dei primissimi anni ottanta, in un periodo in cui spopolavano ancora le radio libere, e dove fare radio, in tempi in cui non c’erano né computer, né cellulari, era completamente diverso: bastavano un trasmettitore da pochi watt, a volte recuperato da un residuo bellico, due giradischi, un mixerino, un paio di cassette di dischi e un microfono.

Era questo il cosiddetto "Far-West dell'etere", tollerato dai governi di quel periodo. Claudio (Simone Farizon), un giovane pieno di entusiasmo e ambizioni, decide di prendere in gestione una radio libera e salvarla così dalla chiusura. Giamba (Alessandro Giuggioli), il proprietario intenzionato a venderla, si lascia così convincere dalla passione del giovane. Si uniranno al loro sodalizio altri tre variegati personaggi: Kelly (Emma Gordon) una dj londinese, Chantal (Mariavittoria Cozzella) aspirante cantante e show girl e Diego (Luca Attadia) un musicista dark tenero e un po' imbranato.

A mettere però i bastoni tra le ruote alla combriccola, proprio quando le cose sembrano decollare, sarà Frenkie (Francesco Polizzi) proprietario di Radio Karisma, la radio più potente della città, deciso a eliminare gli scomodi concorrenti. Frenkie è il prototipo del “villain”, che con i suoi vestiti sgargianti, le movenze melliflue e il trucco pesante, evoca l'immagine di un demone mitologico o di un perfido Joker.

Diretta da Christian Angeli e Tommaso Capolicchio, la narrazione presenta tutti gli elementi classici come l'imperitura lotta tra il bene e il male e la romance.

I pezzi di repertorio sono stati scelti con cura e gusto. La maggior parte sono suonati dal vivo dal talentuoso musicista Adriano Russo alla chitarra acustica col supporto del coro dei “Transistor”, i cui componenti indossano tutti la camicia rossa con cravatta nera che immediatamente richiama alla mente l'iconico look del gruppo Kraftwerk, pionieri della musica elettronica. Il coro, oltre a fungere da sostegno canoro, viene coinvolto in simpatici interventi nel corso della narrazione.

Gli interpreti di Mad World sono giovani pieni di energia. Sicuramente più attori che cantanti, si destreggiano tra il recitato e il canto con generosità e impegno (non è certo la performance tecnico-canora che conta in uno spettacolo che ripropone pietre miliari della musica dell'epoca); canzoni che saranno riconoscibili ai giovani e ai meno giovani, tra le quali: Photographic dei Depeche Mode, Fade To Grey dei Visage, Don't stop till get enough di Michael Jackson, Heroes di David Bowie, Planet earth dei Duran Duran, Baratto di Renato Zero, Message in a bottle dei Police e ovviamente Mad world dei Tears For Fears, in una particolare versione acustica.

A tutti coloro che hanno vissuto a pieno quegli anni, basteranno poche note e qualche strofa per rivedersi ragazzi davanti al Commodor 64 mentre magari dalla radio ascoltavano esattamente la stessa canzone.

L'opera nasce come riduzione teatrale di una serie per la tv, scritta insieme a Filippo Kalomenidis, Marcello Olivieri e Nicola Ravera, dal titolo “Self Control” . Una trasposizione senz'altro non semplice e coraggiosa, soprattutto quando non si posseggono grossi mezzi produttivi.  

A parte qualche farraginosità iniziale nello sviluppo, è uno spettacolo frizzante e godibile, e richiamerà romantiche nostalgie negli over quaranta. Per i più giovani sarà invece un'occasione per immergersi in un decennio in cui non esisteva intenet, nulla era “scaricabile” e quando ascoltare la musica obbligava ad acquistare le cassette o a restare incollati alla radio, unico mezzo, appunto, per entrare in contato anche con le tendenze musicali d'oltreoceano. La radio poi, con l’avanzare delle nuove tecnologie, dell’immagine e della comunicazione, perderà pian piano il suo ruolo centrale per la circolazione della musica. Con i videoclip cambierà il mercato discografico, non si cercheranno più i talenti ma solo le belle facce, quei volti che potranno essere trasformati in miti commerciali. Con tale meccanismo si troverà a fare i conti anche la protagonista femminile della pièce, Chantal, la quale dovrà scegliere se piegarsi al sistema della nascente tv commerciale, tutta estetica e ritornelli da supermercato, o rimanere fedele a se stessa.

Info:

MAD WORLD
Un musical di Tommaso Capolicchio
Regia di Christian Angeli e Tommaso Capolicchio
Con Simone Farinon, Alessandro Giuggioli, Mariavittoria Cozzella, Francesco Polizzi, Luca Attadia,Emma Gordon
Direzione musicale di Barbara Eramo

 

 

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