LITTLE WOMEN: Selene Gandini, la mia Alcott, una femminista dell'epoca

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Torna in scena oggi, 18 novembre, al Teatro dell'Orologio, "Little Women" con la regista/attrice Selene Gandini che veste i panni di Louisa May Alcott. Con lei sulla scena Stefania Casellato, Laura Garofoli, Carlotta Piraino e Claudia Salvatore per la rassegne Her.s. Facciamo due chiacchiere con la regista… 

Antonio Mazzuca (A.M.)
Selene Gandini, innanzitutto, complimenti per “Little Women”, ispirato a Piccole Donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott in scena al Teatro dell’Orologio ancora dal 18 al 21 novembre per la Rassegna Her.s.
Che effetto fa trovarsi per la prima volta nel ruolo di “regista” (seppure fisicamente ancora presente sulla scena) e quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato in questo allestimento?

Selene Gandini (S.G.)
Anch'io esordisco con un “innanzitutto” perché devo ringraziarla delle bellissime parole che ha scritto sul nostro spettacolo . Saremo di nuovo in scena dal 18 al 20 Novembre sempre al Teatro Orologio e prossimamente a Genova e Venezia. Questa non è la prima volta come regista . Ho scritto e diretto “la verità è un limone” , spettacolo di clownerie che ho portato anche in Canada e poi altri progetti e lavori per il Teatro Ghione, ma questa è la prima volta effettivamente che mi ritrovo a dirigere una compagnia rivestendo i panni della regista ma anche della produttrice (insieme alla nostra associazione culturale Kinesisart) …. Le difficoltà le ho trovate nel dover seguire ogni singolo passaggio organizzativo oltre che creativo. A volte mi ritrovavo a seguire una scena e nel frattempo a dipingere una delle camicie delle attrici , ma è stato proprio questo turbinio di lavoro ( spesso faticoso e stancante) a rendere l'avventura ancora più bella. Insieme a me gli amici di sempre e i nuovi incontri , che hanno seguito e realizzato questo progetto. Senza di loro non ce l'avrei fatta . Credo fermamente che il lavoro di squadra sia stata la cosa più bella di quest'avventura .

A.M. Si tratta del tuo primo lavoro di regia, che ho definito molto accurato e “Delizioso” con alcune soluzioni e scelte molto ben studiate: come mai hai scelto proprio questo testo così “datato” per il tuo esordio?
S.G. Mi era stato chiesto anni fa di mettere in scena questo testo per le scuole e nonostante io avessi letto e amato “Little Women”, avevo paura che fosse difficile raggiungere un pubblico di giovani. Rileggendo poi i romanzi, ho capito quanto invece potesse essere interessante la sua messa in scena per un pubblico senza età. Possono cambiare gli usi e i costumi, ma quello che non muta è il sentimento umano. Il microcosmo femminile delle sorelle March è una lente d'ingrandimento su quello che attraversiamo nel crescere e nel relazionarci con le persone che amiamo. Inoltre la Alcott, pur apparendo una scrittrice per libri d'infanzia, per aver vissuto nella seconda metà dell'800 si discosta molto dal modo di pensare delle sue coetanee. E' una femminista dell'epoca che dichiara apertamente la sua lotta per i diritti della donna e nel romanzo troviamo molti momenti in cui il personaggio di Jo (suo alter ego) si fa portavoce del suo pensiero.

A.MHo notato che nel testo ci sono molti riferimenti al teatro e a Shakespeare. Un po’ in antitesi con quanto avveniva nel teatro elisabettiano dove gli uomini vestivano i panni dei personaggi femminili, hai scelto di vestire tu i panni dei personaggi maschili dei romanzi della Alcott.
Come mai non hai scelto almeno un uomo per interpretare i ruoli maschili? Chi avresti visto scelto per interpretare il ruolo di Laurance?
S.G. Ho deciso di interpretare i ruoli maschili non solo per richiamare quel gioco teatrale shakesperiano al contrario. Non ho voluto inserire uomini anche per sottolineare il fatto che sia tutto un gioco e che la Alcott nel suo studio potesse creare i suoi personaggi come quando da bambina giocava con le bambole insieme alle sorelle. L'dea del travestimento al maschile come divertimento e come aiuto a comporre il romanzo, allontanandoci da una messa in scena realistica e lasciandoci andare ad un mondo immaginario. Teatro nel teatro.

A.M. Nello spettacolo vesti i panni della scrittrice Louisa May Alcott: cosa ti ha lasciato questo personaggio?
S.G. Divertimento, infantilismo e maturità nello stesso tempo. Sicuramente forza e responsabilità rispetto a quello che si crea.

A.M. Dopo questa tua prima esperienza, quale sarebbe il “piccolo consiglio” che daresti ad un attore o ad un giovane esordiente che si cimenti con la regia di uno spettacolo teatrale?
S.G. Nonostante non sia la mia primissima esperienza , il “piccolo consiglio” che darei sarei di formare una squadra di persone affiatate, piccola o grande che sia non importa, ma il gruppo di lavoro è fondamentale …..una famiglia.

A.M. Ti senti pronta a lasciare definitivamente la scena per la regia nel tuo prossimo lavoro? Ci sono progetti in vista?
S.G. Prossimamente seguirò un progetto da regista (molto diverso da Little Women) , ma non per questo smetterò di recitare. In Febbraio inizierò al Teatro Vascello un lavoro con Daniele Salvo , quindi pur percorrendo nuove strade , non abbandono l'attrice .

A.M. Quale frase di questo spettacolo pensi debba essere ricordata. E perché?
S.G. Durante una lettera Jo scrive alle sorelle “Non ho paura della tempesta, perché sto imparando a governare la mia nave” . Qualunque ostacolo o momento difficile possa arrivare , possiamo affrontarlo insieme a nuove consapevolezze.

Little Women tornerà in scena dal 18 al 20 novembre per la rassegna Her.s, al Teatro dell'Orologio.
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Qui la Recensione dello spettacolo

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