L’EMOZIONE DEL PUDORE @ Teatro della Limonaia. Per chi si fa teatro secondo Massimiliano Civica

Orson Welles, Nina Simone, Ettore Petrolini: questi sono solo alcuni degli “ospiti” della conferenza-spettacolo organizzata da AttoDue e Laboratorio Nove presso il Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino lo scorso 18 marzo. Un’occasione che ha visto Massimiliano Civica protagonista di una sorta di lezione dal titolo “L’emozione del pudore” nella quale il regista reatino ha guidato il pubblico attraverso un’analisi attenta e ironica di alcuni esemplari modelli di teatro ai quali i teatranti contemporanei dovrebbero ispirarsi.  

Seduto direttamente sulle sedie sistemate sul palco del teatro, il pubblico, costituito per la maggior parte da teatranti, ha assistito a quello che lo stesso Civica ha ironicamente definito un barbatrucco per annullare ogni velleità critica degli spettatori: se troppo accademico per essere uno spettacolo, ecco che si assiste ad una conferenza; se troppo istrionica, ecco che la conferenza si trasforma in spettacolo. In realtà Massimiliano Civica fa molto di più: accompagna i presenti attraverso molteplici modelli interpretativi che nella storia della drammaturgia, della cinematografia e della musica del Novecento hanno dato risposta al dilemma “Perché o Per chi si fa teatro?”.

Se la prima domanda esclude l’esistenza di un “tu”, di un pubblico per cui la risposta può essere trovata solo ed esclusivamente dentro di sé, la seconda implica che l’attore si ponga il problema di concentrare l’attenzione al di fuori di sé per valorizzare il messaggio che deve comunicare. Da una parte il narcisismo di chi contrae la laringe per spingere la voce dentro il proprio io, unico protagonista della scena, in cui si scambia una dizione fin troppo sillabica per una dimostrazione di bravura. Dall’altra invece la voce si apre al pubblico per veicolare un messaggio e l’attore diventa interprete, un mezzo per comunicare una conoscenza, una verità, senza lasciarsi vincere dalla tentazione di caricare la propria esibizione. Solo se si riesce a modulare la propria emozione in modo che non prevarichi il ruolo del personaggio interpretato, o se si riesce a far coincidere la propria emozione con quella del personaggio stesso, allora davvero si è trovata la chiave per una recitazione efficace. E’ perciò che Massimiliano Civica chiama la sua conferenza-spettacolo L’emozione del pudore: il pudore delle proprie emozioni sul palco diventa infine un mezzo per traghettare in platea l’emozione del messaggio che il drammaturgo ha affidato al teatrante.

E’ con estrema semplicità, ironia e arguzia che Civica conduce il pubblico attraverso questa profonda analisi supportato da contributi audio e video ricercati e di alto livello: si parte con il monologo di Shylock, tratto da Il Mercante di Venezia di Shakespeare, interpretato da Orson Welles, capace anche solo con gli occhi e con la voce, in un perfetto piano americano, a controllare la propria rabbia per aver perduto le “pizze” di quel film tanto faticoso da completare. Un pudore il suo che si rompe solo quando il monologo raggiunge il suo apice e Welles e Shylock si emozionano quindi insieme. Ma anche un pudore che talvolta può sfiorare un’algida freddezza, come nel caso dell’interpretazione di Ain’t got No eseguita da Nina Simone durante un concerto per un raduno dell’orgoglio nero negli anni Settanta. Seppur quasi di spalle, la cantante afro-americana riesce a tenere le redini del pubblico e a farlo esaltare solo quando lei ha deciso che il messaggio che doveva comunicare era terminato, completo, esaurito; un’interprete che nel suo sguardo vitreo, spento, nasconde tutta la sua rabbia e la tiene sopita per non prevaricare sul testo del pezzo che deve essere veicolato a tutti i partecipanti, senza distraenti virtuosismi. Tale pudore, quasi estremo, può infine caratterizzare anche ruoli crudeli cui di solito i drammaturghi affidano pagine immortali del teatro, così come il genio di Ettore Petrolini fa nelle sue Malinconie: una tale capacità di pudica emozionalità, la sua, che proprio lui può essere considerato, a detta di Civica, un antesignano del poi tanto riconosciuto metodo Stanislavskij.

Per chi ha conosciuto e apprezza il teatro di Massimiliano Civica, capisce che qui si trova la chiave della sua drammaturgia: solo se stai per qualcun altro, allora c’è pudore. E se c’è pudore, l’attore davvero si immedesima nel personaggio perché non si abbandona al proprio io ma si offre per donare un messaggio al pubblico, talvolta inconsapevole ma necessariamente attento ai dettagli di una recitazione asciutta, purista e limata fino all’essenza.

 

 

 

 

Info:

L’EMOZIONE DEL PUDORE
conferenza spettacolo
di e con Massimiliano Civica

Conferenza-spettacolo a cura di Massimiliano Civica con la proiezione di tre video con Orson Welles, Nina Simone, Ettore Petrolini: tre modi di emozionare con pudore.

Foto di copertina di Ilaria Costanzo

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