Torniamo dopo questo weekend di Pasqua con un nuovo Freschi di stampa! Letture coinvolgenti e come sempre indipendenti!
Contenuti
Freschi di stampa: cercarsi, ritrovarsi, raccontarsi, autodefinirsi

Scusa il disordine di Agnese Scapinello, 8tto edizioni
Bisogna avere coraggio per mostrare il proprio disordine quando si invita qualcuno a entrare in casa.
Agnese Scapinello non si limita a mostrare il proprio, ma quello di un’intera generazione, la Generazione Z, a cui era stato promesso tutto e che invece si ritrova sospesa tra la disoccupazione e odiosi impieghi. Scusa il disordine è un libro brillante in cui malinconia e ironia convivono attraverso una struttura narrativa essenziale che si sviluppa per micronarrazioni.
Il cimitero dei calzini di Francesca Gentile, Astarte edizioni
Quando il padre, detenuto per spaccio e segnato da una lunga storia di tradimenti e autodistruzione, tenta di ottenere permessi premio per trasferirsi da lei, Emma è costretta a riaprire un archivio di ricordi dolorosi. A farle da guida in questo viaggio nel passato è un oggetto in apparenza insignificante: un calzino nero trovato anni prima, diventato reliquia e ferita, prova materiale di una verità che avrebbe preferito dimenticare.
Emma prova a costruire una vita adulta, con relazioni e lavoro precari, scoprendo però che la libertà non dipende dall’allontanare qualcuno, ma dal riuscire a guardare ciò che è stato – come si osserva una stoffa consumata – senza permettergli di definire ciò che sarà. Il romanzo diventa così un percorso di riconciliazione possibile, o forse impossibile, in cui ogni calzino è una domanda aperta: che cosa decidiamo di conservare e che cosa siamo finalmente pronti a lasciar andare.
La città del sole di Tove Jansson, Iperborea

A St Petersburg, in Florida, le brochure promettono pace, serenità e sole tutti i giorni. Sono gli anni Settanta e gli anziani ospiti della pensione Butler Arms sono qui per trascorrere i loro ultimi anni tra le brezze oceaniche e le dolcezze di un mondo fatto su misura per loro. Ma la girandola incessante delle attività di gruppo non basta a nascondere le fragilità e le bizzarrie della vecchiaia: perché «la gente è strana, e non migliora certo con l’età». Ispirandosi a un viaggio negli Stati Uniti compiuto a quasi sessant’anni, con il suo sguardo fine e la sua pungente ironia, Tove Jansson svela l’artificiosità delle «città del sole» americane. E attraverso la lente della vecchiaia e una galleria di personaggi memorabili, con battute degne di attori in scena, si interroga sulle grandi questioni umane: chi siamo e che senso ha tutto questo? E soprattutto: basterà una vita intera per capirlo? Una narrazione scoppiettante di ironia che parla di vecchiaia ma anche dell’importanza di diventare se stessi.
Dry Season di Melissa Febos, Nottetempo
Nel tentativo di rimettere insieme i pezzi dopo una relazione tumultuosa durata due anni, Melissa Febos decide di fermarsi: per tre mesi si asterrà dagli appuntamenti romantici, dalle relazioni e dal sesso, per poi estendere questo periodo a un anno. Si ritaglierà momenti per se stessa, finalmente, e interrogherà gli schemi inconsci che l’hanno condotta a quel naufragio. Intessendo un dialogo tra le sue esperienze e quelle di chi l’ha preceduta – dalle mistiche medievali a Virginia Woolf, da Saffo a Octavia Butler – Febos si inserisce in una nuova genealogia di modelli, donne che hanno perseguito i propri ideali e le proprie ambizioni, e pulsioni, senza mai chiedere il permesso.
Dry Season è un racconto di astinenza e al contempo tutto il suo opposto: una storia di piacere, desiderio, appagamento. È il resoconto di come una donna ha imparato a vivere ponendosi al centro della propria storia, e un punto di partenza per un nuovo dialogo su cosa sia il sesso, cosa l’amore
Freschi di stampa: thriller da rimanere incollati
La sparizione di Emma Harte di Andrew Hughes, 8tto Edizioni
Dublino. Emma Harte, imprenditrice ventiquattrenne, è scomparsa dopo una serata in città. Il suo volto tappezza le strade, i social media esplodono, e la polemica tra chi invoca maggiore sicurezza per le donne e chi sostiene che siano loro a cercarsi i guai si fa sempre più accesa. In questo clima teso, James Lyster, protagonista del romanzo, interviene nel dibattito con un tweet contro un opinionista che colpevolizza la vittima e il suo intervento diventa subito virale. Un thriller psicologico capace di tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina che affronta un tema di grande attualità ovvero la doppia identità nell’era digitale: ciò che mostriamo online contro ciò che mostriamo davvero.
L’odore del sonno di Simona Cantelmi, Les Flaneurs

Anna e Jack sono inseparabili fin dall’adolescenza: lei introversa e inquieta, lui fragile e in cerca di forza. L’arrivo di Giovanni, affascinante e oscuro, incrina il loro equilibrio. Quel legame ambiguo porta con sé un mondo pericoloso, fatto di violenza e silenzi. Poi il tempo passa: quindici anni dopo, quando tutto sembra ormai lontano, il ritrovamento del cadavere di Giovanni riapre ciò che non era mai stato davvero chiuso. Anna comincia a sognare, a vedere, a ricordare. E quei frammenti la conducono verso una verità rimasta nascosta troppo a lungo.
L’oro delle Haida Gwaii di John Vaillant, Iperborea
Gennaio 1997. È notte, il fiume Yakoun è coperto da uno strato sottile di ghiaccio. Sulla riva, un uomo si spoglia ed entra nell’acqua gelida, una motosega legata alla caviglia. La sua meta: la radura dove da più di un secolo splende Kiidk’yaas, un peccio di Sitka colpito da una rarissima mutazione genetica che rende d’oro tutti i suoi aghi. Sacro agli Haida, la popolazione nativa delle Haida Gwaii – un arcipelago canadese al largo della Columbia Britannica – Kiidk’yaas è più di un semplice albero; è un simbolo. Per questo, l’ingegnere forestale Grant Hadwin decide di abbatterlo, per attirare l’attenzione del mondo intero sui crimini sanguinosi dell’industria del legname che da decenni saccheggia la ricchezza naturale della regione. Catturato e incarcerato, Hadwin firmerà dalla prigione alcune feroci lettere di protesta dalle quali risulta evidente come, dietro il suo atto criminale, si agiti non solo una dolorosa coscienza ambientale ma anche una mente disturbata.
La storia mozzafiato dell’albero d’oro sacro agli Haida e di un ecoterrorista che alla fine degli anni Novanta lo abbatté per lanciare un messaggio disperato al mondo, in uscita il 22 aprile.
Freschi di stampa: i saggi consigliati tra politica e femminismo
Il paese di Putin di Gian Piero Piretto, Raffaele Cortina Editore
C’erano una volta parole che raccontavano l’identità di un popolo. Sobórnost’, l’unione spirituale tra individui, prostór, lo spazio sconfinato che attraeva e respingeva con la sua immensità, stabíl’nost’, la stabilità e l’attendibilità di un sistema governativo. Per secoli questi concetti hanno improntato di sé letteratura, filosofia e memoria collettiva russa. Oggi quelle parole parlano un’altra lingua. Con sottile violenza la propaganda del potere le ha svuotate, travisate, trasformate in slogan. La spiritualità è diventata moralismo di Stato. L’identità popolare è stata ridotta a nazionalismo. La memoria si è ristretta a un mito glorioso, utile al presente. Gian Piero Piretto esplora qui venti parole chiave della cultura russa, evidenziandone il senso originario e mostrando come siano state reinterpretate e strumentalizzate dalla propaganda putiniana. Smonta stereotipi e narrazioni monolitiche, mette a confronto passato e presente e offre un ritratto inedito della Russia contemporanea, al di là delle manipolazioni ideologiche e dei cliché consolidati.
Il coraggio di essere libere di Rossana Dedola, Nutrimenti

Voci di donne che hanno sfidato il fascismo: storie vere di resistenza, maternità, clandestinità e coraggio. Nove protagoniste, nove destini intrecciati nella lotta contro la dittatura: Alessandrina Ravizza, Anna Kuliscioff, Natalia Ginzburg, Joyce Lussu, Fausta Cialente, Alba de Céspedes, Elsa de’ Giorgi, Lalla Romano, Elsa Morante. In queste pagine si respira la tensione di chi ha vissuto la persecuzione razziale, la paura dei bombardamenti, la fame. Si racconta la Resistenza femminile portando alla luce la forza delle donne e un regime che voleva relegarle al ruolo di madri silenziose.
Un percorso affascinante attraverso la storia italiana del Novecento per raccontare il contributo delle scrittrici nella lotta antifascista e nella costruzione di una società più giusta. Vite emblematiche di donne che hanno sfidato le convenzioni patriarcali del loro tempo attraverso l’impegno sociale, politico e culturale.
Non cercatele in salotto di Silvia Ugolotti, Ediciclo Editore
Donne sole nel deserto, travestite da uomini, in barca, a piedi, tra le montagne.
Donne che hanno fatto del nomadismo un gesto politico, del cammino una grammatica nuova. Silvia Ugolotti racconta con leggerezza e un pizzico di glamour le prime esploratrici che osarono rompere gli schemi e partire da sole. Non sono turiste: partono perché restare è insopportabile, perché la vita così com’è non funziona. Eppure la storia le ha spesso lasciate ai margini, relegandole all’oblio.
Esseri quasi mitologici, archetipi di coraggio e forza femminea, hanno ribaltato schemi culturali e sociali, scegliendo la strada anziché l’attesa, l’ignoto anziché il copione imposto. Donne diverse per epoca, origine e indole, «capaci di compiere imprese straordinarie con fermezza, inquietudine e gioia argentina», ma unite da una stessa urgenza e visione: partire per restare fedeli a sé stesse. Questo libro è una chiamata laterale, un sabotaggio gentile, una rivolta a passo lento.
Freschi di stampa: un libro antivivisezionista
I miei umani difettosi di Elly Bennet, Accornero Edizioni

Blanca nasce in un piccolo nido accanto alla sua mamma e ai fratelli, ignara di ciò che la vita ha in serbo per lei. Bastano poche settimane perché il suo mondo venga stravolto. Dietro le pareti di una teca, osserva mani enormi che decidono il destino suo e di tanti altri animali: alcuni diventeranno giocattoli temporanei, altri vittime di un destino ben più oscuro. Blanca, però, è diversa. Ha uno spirito ribelle, un carattere forte e una determinazione che la porta a non arrendersi mai. Quando finalmente incontra degli umani apparentemente diversi dagli altri, capaci di offrirle affetto invece che prigionia, la sua diffidenza le impedisce di credere davvero nella loro bontà. Ma questi umani sembrano… difettosi. Diversi dagli altri.
Questo libro ci mette a nudo. Ci fa riflettere sulle scelte che compiamo ogni giorno, spesso senza pensarci, e ci fa conoscere una realtà di cui si parla troppo poco: lo sfruttamento di piccoli animali come Blanca per testare cosmetici e farmaci. I miei umani difettosi è una storia intensa e profonda, un inno alla libertà raccontato attraverso gli occhi di chi non ha voce. Sempre attraversato da un filo di speranza, è un romanzo capace di toccare il cuore e far nascere domande che restano dentro.


