Secondo appuntamento di Materia Prima Festival 26 a cura di Murmuris al Teatro Cantiere Florida con FORESTO di Babilonia Teatri (già presenti nell’edizione 2023 con Pietre Nere): lo spettacolo esplora ed espande le possibilità del linguaggio mescolando suoni e performance, per un’inedita e multiforme messa in scena di “La notte poco prima delle foreste” di Bernard-Marie Koltès (recensito già al Quarticciolo di Roma).
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Contenuti
FORESTO: creatura del dolore e della vita

Una scena scarna ed essenziale: sul muro nudo, la proiezione del testo; sul palco Giovanni Frison, producer di musica elettronica, l’attore Enrico Castellani e il performer Daniel Bongioanni. Pioggia e vento, in una strada di periferia, il protagonista cerca di fermare un passante, cerca un dialogo con un interlocutore assente, un contatto con un compagno: ma è un foresto, nel dialetto veronese in cui è reso il testo, uno straniero, ma, nel fluido e incalzante monologo che riempie lo spazio, foresto diviene un forestiero, un escluso, uno che vive ai margini, senza denaro, emblema di una universale condizione di solitudine ed esclusione, è chi riesce a sentirsi a casa in una camera d’albergo. Quella che viene raccontata è un’umanità fragile, come foglie: basta un soffio a portarci via. Nel continuum linguistico si affastellano le storie di sofferenza e di emarginazione, di uomini e donne che dovrebbero essere uniti un sindacato internazionale in difesa dei deboli, ma vivono nella violenza, in quel deserto che è la città contemporanea, dove non c’è comunità: c’è solo il disperato sfogo di chi capisce che siamo tutti ugualmente “foresti”, tutti spaventati dalla nostra ombra, alla ricerca di ristabilire un contatto con l’altro, di essere visti.
FORESTO: sperimentazione di linguaggi a Materia Prima

La pioggia continua, incessante, non dà tregua o riparo, scandisce il climax dell’accorata confessione in un pastiche linguistico che diviene una innovativa ricerca espressionistica: mescola alla traduzione di Francesco Bergamasco l’adattamento in dialetto veronese di Castellani, la resa in Lingua Italiana dei Segni di Bongioanni e i suoni forti e vibranti della musica elettronica di Frison. Al centro della scena, il performer protagonista interpreta il testo attraverso i segni e i gesti che si fondono in una danza a piedi nudi sulle assi del palcoscenico, dando vita ad uno spettacolo multiforme che è un’esplorazione della possibilità di incontro di linguaggi diversi. È proprio la ricerca sulla lingua l’originale chiave di lettura che Babilonia Teatri mette in scena a partire dal testo di Koltès: “una lingua sporca, a metà strada tra lo slang e il dialetto – dichiarano Babilonia Teatri – la lingua della pancia, dell’istinto, dell’umore, dell’amore, della verità, del non mediato”. La forza e la poesia di Koltès si intrecciano con la lingua della strada, dello straniero, attraverso “due voci in un monologo: una parlata, una segnata.” Queste voci si confrontano, si fondono e si moltiplicano, diventando un unisono. Un gioco di riflessi e di intrecci tra lingue diverse, che dialogano tra loro e con una terza voce: quella della musica elettronica, eseguita dal vivo sul palco.
Il teatro di inclusione di FORESTO

L’indagine delle possibilità delle forme della comunicazione amplifica la carica politica e universale del monologo del drammaturgo francese: la disperazione e la rabbia che emergono nel testo degli anni Settanta, diventano una lucida disamina di una contemporaneità in cui siamo ancora più assediati dalla solitudine e dalla discriminazione. Può essere il teatro a permettere di sperimentare nuove forme di comunicazione, creare legami invisibili tra le arti e costruire uno spazio di ascolto, di inclusione, di condivisione: “Ti voglio bene, compagno”. Quest’anno il tema scelto da Murmuris per Materia Prima Festival è infatti una parola con una direzione precisa: accessibilità, prima di tutto, come diritto. Nel finale, il messaggio lanciato all’invisibile interlocutore, arriva agli spettatori, che hanno accolto la performance con un caloroso e inclusivo applauso, anche questo nato dal connubio con la LIS.
Visto il 6 marzo 2026 al Teatro Cantiere Florida, Firenze
FORESTO: crediti
Tratto da La notte poco prima delle foreste di Bernard-Marie Koltès
Cura e regia Babilonia Teatri
Con Enrico Castellani e Daniel Bongioanni
Musiche originali eseguite dal vivo Giovanni Frison
Collaborazione scientifica Jean Paul Dufiet
Traduzione Francesco Bergamasco
Adattamento in dialetto veronese Enrico Castellani
Traduzione LIS Daniel Bongioanni
Light design Luca Scotton
Consulenza accessibilità Ass. Fedora
Interprete LIS Andrea Consolaro
Foto e video Giulia Lenzi
Co-produzione Pergine Festival, OperaEstate Festival, Teatro Scientifico di Verona
Con il sostegno di Fondazione CARITRO
In collaborazione con l’Università degli Studi di Trento
In accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di François Koltès. L’opera “La notte poco prima delle foreste” nella traduzione di Francesco Bergamasco è edita da Arcadiateatro Libri, Bernard-Marie Koltès TEATRO – Volume 3


