FESTE @ Teatro Politeama Pratese: la magia delle maschere di Familie Flöz

Dopo il debutto a Prato di due anni fa (recensito da Gufetto) torna al Politeama Pratese la compagnia tedesca Familie Flӧz con FESTE: un altro mirabile lavoro in cui i tre artisti in scena hanno divertito e incantato la platea con le loro maschere, i loro corpi e le loro strabilianti interazioni. Un’espressione del cosiddettoteatro di figura che, pur non privo di zone d’ombra, non manca mai di stupirci. Con questo spettacolo Gufetto ha così assistito alla chiusura di stagione di un altro teatro pratese dopo la recente esperienza al Fabbricone.

FESTE: lo spettacolo prima dello spettacolo

Foto promozionale per FESTE di Familie Floez
Scena di FESTE (foto di Simon Wachter)

Viene da guardare immediatamente l’orologio quando facciamo il nostro ingresso in platea; ci sentiamo in ritardo perché sul palco stanno già fervendo i preparativi. I camerieri non finiscono di portare calici e di affaccendarsi perché tutto funzioni alla perfezione. Dietro le quinte del salone che si appresta ad accogliere i festeggiamenti si pensa a smaltire i sacchi di spazzatura, a vigilare sul cancello d’ingresso della villa dalla guardiola, a mantenere pulito il cortile sul retro di questa villa che la risacca in sottofondo pone in riva al mare. Non sappiamo dove ma siamo pronti a lasciarci trasportare ed accompagnare dalla maestria degli artisti. E adesso via che inizia la festa!

L’umanità protagonista di FESTE

Sebbene il titolo stesso ci ricordi che c’è qualcosa da celebrare (in tedesco Feste è, come in italiano, il plurale di Fest), in particolar modo le nozze di due giovani con tanto di proposta sul lungomare, i nostri protagonisti non sono loro ma coloro che dietro le quinte lavorano per la buona riuscita dei festeggiamenti. E allora compaiono il guardiano e portinaio della villa, detentore unico dell’ambìto telecomando di apertura del cancello, la governante addetta alle pulizie, il cuoco intento ad ammazzare polli e preparare manicaretti, il fattorino e i cerimonieri. Una variegata umanità lavoratrice che come sempre nel teatro dei Familie Flӧz, si mostra quadro dopo quadro esprimendosi con franchezza e naturalezza. Ma vera protagonista diventa, suo malgrado, una giovane e indifesa ragazza che, in avanzato stato di gravidanza, compare come fosse una viandante ai limiti del clochard chiedendo supporto ed accoglienza. Proprio lei, figura estremamente dimessa, intreccerà la sua vicenda personale, circondata da un’aura di mistero, con quella degli altri personaggi con un finale in cui saprà rubare letteralmente la scena a tutto il resto, festa compresa. Del resto si può solo intuire che c’è una festa dalle luci colorate in trasparenza attraverso la finestra e dalla musica che si sente provenire dal salone da ballo.

Le maschere di Familie Flöz prendono vita  

Scena di FESTE di Familie Floez
Scena di FESTE (foto di Simon Wachter)

Con le loro maschere e i pregevoli costumi, i soli tre artisti in scena, come sempre, sembrano moltiplicarsi offrendoci un caleidoscopio di personaggi che non scadono mai nella caricatura nonostante le loro maschere siano estremamente grottesche ed innaturali nei lineamenti e nelle espressioni. Con la maestria della gestualità corporea, ci sembra di vederli cambiare quei lineamenti, di leggere un sorriso in più o magari addirittura qualche lacrima nella fissità di un’espressione sempre uguale a sé stessa. C’è anche una dose di commedia dell’arte nel gioco dispettosamente amoroso tra la governante e il guardiano, nella pigrizia dei servi-inservienti, nella malinconia di una sposa che non vorrebbe legarsi al suo promesso, trovando conforto nella fedele governante.

Luci e suoni arricchiscono la macchina drammaturgica

Mille sono le sfumature che hanno tinteggiato il palco come fosse una tela in cui nessun colore della variopinta tavolozza dei sentimenti umani manca. Ad amplificare l’effetto il disegno delle luci che, nella sua semplicità, ha evidenziato i momenti più intimi con luci più calde e focalizzate mentre l’illuminazione distribuita omogeneamente sulla scenografia ci ha permesso di non perdere nessuna delle vicissitudini in scena. Netta, a tratti forse troppo, la cesura tra i quadri con il consueto buio che ha talvolta inficiato il flusso portandoci fuori dalla narrazione per tempi non trascurabili. In ogni caso non è mai mancato il supporto dell’apparato sonoro e musicale, incentrato su alcuni suoni evocativi del mondo intorno (il motore di un cancello, la risacca del mare, una lampada e la sua interferenza elettrica) e su una melodia malinconica e dolce, premonitrice di un finale dolceamaro che ci ricorda proprio le fiabe tradizionali germaniche, dove il lieto fine è solamente frutto delle trasposizioni disneyane.

Un flusso narrativo dai ritmi variabili

Scena di festa in FESTE di Familie Floez
Scena di FESTE (foto di Simon Wachter)

Dopo l’esperienza vissuta due stagioni fa sempre qui al Politeama, con FESTE i Familie Flӧz certamente non deludono per destrezza e sincronismo all’interno di una macchina che non ha mai mostrato cenni di malfunzionamento e che è frutto di una scenografia e di una regia studiata con estrema precisione. Non possiamo però non menzionare che con questa mirabolante messa in scena ha sofferto l’aspetto narrativo di una storia che ha brillato per ritmo e freschezza nella prima parte, andando poi a rallentare gradualmente fino al tragico finale che omettiamo ma che ha rappresentato una cesura improvvisa e drastica in un momento in cui era effettivamente difficile intravedere la direzione e lo sfogo del racconto.  Sicuramente una chiusura inattesa che ci ha sorpresi così come il saluto che gli splendidi artisti in scena ci hanno rivolto, intonando la melodia centrale dello spettacolo con un cristallofono o glasspiel opportunamente preparato e condotto al centro del palco. Una più che degna chiusura di una rappresentazione che riconferma sia il valore artistico e drammaturgico del teatro di figura sia la valenza del nuovo percorso del Politeama.

Visto al Teatro Politeama Pratese il 18 aprile 2026

FESTE – Credits

un’opera di Andres Angulo, Björn Leese, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk, Michael Vogel
con Andres Angulo, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk
regia Michael Vogel
produzione Familie Flöz
in coproduzione con Theaterhaus Stuttgart, Theater Duisburg, Theater Lessing Wolfenbütte
con il supporto del Hauptkulturfonds

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Leonardo Favilli

Più che un critico, un appassionato di teatro che ha iniziato a raccontarlo dopo una pluridecennale esperienza da spettatore attento. Lo faccio dalle pagine della redazione fiorentina di Gufetto sempre alla ricerca di luoghi ed esperienze che vadano anche oltre la platea.