Festival di fine estate 2026

FESTIVAL DI FINE ESTATE – Bard (Aosta)

Il festival, organizzato dalla compagnia teatrale Palinodie, si svolgerà negli spazi della MAB – Maison des Artistes, gestito dalla compagnia, nel borgo medioevale di Bard e ad Aosta.
Fra gli eventi inseriti in programmazione il site specific Furioso, nuovo spettacolo di Michela Lucenti / Balletto Civile, la coreografia / ballo di piazza nel borgo di Laura Gazzani, la presentazione del film Bobò di Pippo Delbono, gli spettacoli di Sotterraneo, di Emilia Verginelli e di Giuliana Musso, l’assemblea nazionale della rete Risonanze Network e le finali del Premio Cantiere Risonanze, dedicato alla creatività under 35.
Il festival inizia mercoledì 2 settembre, alle ore 18, presso piazza Cavour 3, con la performance site – specific
FURIOSO, nuovo spettacolo di Michela Lucenti/Balletto Civile che reinterpreta L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto con una lente contemporanea, trasformando le sue ottave in una voce viva, corale e ritmica, vicina al linguaggio della slam poetry. L’Orlando Furioso diventa così una mappa del disorientamento umano, fatta di fughe, inseguimenti, amori, illusioni e identità che cambiano attraverso gli incontri.

A seguire aperitivo
di inaugurazione e, alle ore 20 (replica giovedì 3 alle ore 20), presso la Mab, Aimée. Il confine come promessa, laboratorio aperto al pubblico e gratuito in cui la Compagnia Laura Gazzani, danzatrice e autrice che dal 2021 approfondisce la rivisitazione contemporanea dei balli popolari e della cultura popolare come memoria collettiva, lavorerà insieme alla comunità sulla bourrée, danza folk delle zone di confine. Il gruppo coinvolto entrerà poi in scena, danzando in un momento condiviso con i danzatori e le danzatrici
professioniste, trasformando l’opera in un’esperienza collettiva.

Giovedì 3, dalle 15 alle 18, il borgo e la MAB ospiteranno La memoria degli oggetti della montagna, laboratorio teatrale e fotografico partecipato con Jean-Luc Viart, fotografo francese esperto di fotografia naturalistica e di montagna attivo territorio delle Alpi e della Savoia.

Sarà presentato venerdì 4, alle ore 21 presso la Mab, Bobò, regia di Pippo Delbono, e a seguire incontro con i produttori Renata di Leone e Giovanni Capalbo. Tramite materiali d’archivio raccolti lungo vent’anni, il film racconta dell’incontro umano e artistico di Pippo Delbono e dell’amico e attore Vincenzo Cannavacciuolo, nome d’arte Bobò, un’occasione per conoscere il lavoro di una delle figure più influenti del teatro italiano.
Attore e regista Pippo Delbono ha dedicato la sua ricerca al lavoro in teatro con persone ai margini, instaurando amicizie e rapporti professionali capaci di raccontare la bellezza in scena attraverso gli sguardi
laterali e i corpi non conformi.

Sabato 5 settembre, alle 21, torna a Bard Sotterraneo, una delle realtà più importanti della scena contemporanea italiana, con Shakespearology, one-man-show ironico e irriverente che immagina un incontro
impossibile fra William Shakespeare e il pubblico di oggi, seguito alle 22.30 da un dj set a cura di Pietro Alfieri.

Domenica 6, alle ore 17, Aimée, il confine come promessa, performance partecipata di danza in piazza della
Compagnia Laura Gazzani con i/le partecipanti del laboratorio di bourrée, un momento per abitare insieme
uno spazio e una danza. A intrecciarsi con il movimento sarà anche una mappa sonora del territorio, suoni
raccolti tra piazze, sentieri e portoni diventano materia per una partitura costruita con il sound designer,
trasformando i rumori quotidiani di Bard in parte della coreografia. A seguire, alle ore 19, presso la Mab, Da
grande sarò uno spettacolo, finale del concorso di corti teatrali under25, piccole performances che raccontano
alcune delle urgenze della generazione dei giovanissimi artisti: la paura di diventare adulti e perdere ciò che
siamo stati, il desiderio di rivoluzione come gesto di gioia, la complessità e la tossicità delle relazioni. Il progetto è a cura di Creature Montane APS, con il contributo della Regione Autonoma Valle d’Aosta, nell’ambito dell’Avviso “VDA GIOVANI 2025”, ed è il risultato di un percorso partecipativo rivolto a giovani under25 del territorio valdostano.

Il programma riprenderà martedì 8 settembre alle 19.30 con lo spettacolo Tinta, una storia autobiografica, della compagnia Palinodie/Teatro Gioco Vita e vincitore del Premio Scenario Adolescenza 2024. Una nipote e sua nonna: a legarle un viaggio e un racconto intimo, a lungo taciuto. La storia di un’emigrazione, di un matrimonio e di una vita complicata in cui la memoria personale si trasforma in ricordo collettivo.

La giornata di mercoledì 9, dalle 10 alle 18, sarà dedicata all’Assemblea Nazionale di Risonanze Network, rete nazionale nata dall’unione di realtà che pongono al centro della loro attività la tutela e la valorizzazione delle nuove generazioni di spettatori e artisti del teatro contemporaneo, mentre giovedì 10 e venerdì 11 settembre (dalle 14 alle 20 presso Mab) sarà la volta della Finale del Premio Cantiere Risonanze, riconoscimento nazionale destinato alle nuove produzioni teatrali under 35 in fase di creazione, con l’obiettivo di accompagnare e sostenere il processo produttivo dall’idea progettuale al debutto. Negli stessi giorni sarà ospitata alla Mab la tappa valdostana di NEXT, gruppo formato da giovani tra i 16 e i 30 anni provenienti da tutta Italia che partecipa al festival attraverso momenti di confronto con artisti e pubblico e assegna una menzione speciale alle 6 compagnie finaliste del Premio Cantiere Risonanze.

Il programma di venerdì 11
prosegue alla Mab, dopo l’assegnazione del premio a fine mattina, alle ore 16,30 con Conversazione. Le
direzioni artistiche partecipate come forma di riequilibrio transgenerazionale. In occasione della prima tappa valdostana di Risonanze Network, il gruppo propone un momento di dialogo aperto tra giovani, organizzatori e pubblico attorno al tema delle direzioni artistiche partecipate come possibile strumento di riequilibrio transgenerazionale, un’occasione per interrogarsi insieme su come rendere più accessibili e condivisi i processi di partecipazione culturale, sul rapporto tra generazioni e sulla possibilità di costruire nuovi spazi di ascolto e corresponsabilità. La sera il festival si sposta ad Aosta dove, alle ore 21, presso il Teatro Plus, Di là dell’Arcadia anteprima dello spettacolo di also.known.as, un coro di dodici storie che mette in dialogo Mito e Presente per interrogare l’Europa, la sua memoria e le sue contraddizioni.

Ancora ad Aosta, presso il Teatro Plus, sabato 12 alle ore 21 Mio eroe, spettacolo scritto, diretto e interpretato
da Giuliana Musso, tra le voci più autorevoli del teatro di narrazione e d’indagine italiano, capace di unire
ricerca sociologica, poesia, denuncia e comicità. Mio Eroe porta in scena le madri di alcuni dei 53 militari
italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001 – 2014). Lo spettacolo vuole dare una nuova luce
alla figura delle madri in lutto, creando un’occasione di riflessione sulla logica della guerra, sull’origine della
violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana.
Domenica 13, ultimo giorno del festival, alle ore 10 e replica alle 16 presso la Mab, l’anteprima nazionale di
L’atto sospeso, performance di e con Emilia Verginelli. Il lavoro prende ispirazione da L’atto sospeso di Sara
De Simone, che esplora ciò che accade quando l’eroe si ferma, il momento in cui l’azione lascia spazio
all’esitazione, alla contemplazione e alla trasformazione interiore. Attraversando figure come Achille, Oreste,
Arjuna, Lancillotto e Orlando, lo spettacolo immagina un’epopea alternativa, fatta non di imprese e conquiste,
ma di pause, vulnerabilità e possibilità. Un invito a guardare la sospensione non come immobilità, ma come
uno spazio in cui può nascere un altro modo di agire.

Dalle 11,30 alle 16, con pausa pranzo collettiva Come un sigillo sul tuo cuore. Laboratorio di ricamo a cura di “Penelope esce sola” alias Stefania Minciullo, un momento creativo per fermare, con ago e filo, ciò che il festival ci ha lasciato. Parole, emozioni e piccoli pensieri prendono forma nel ricamo, trasformandosi in un ricordo personale da portare a casa. Un gesto semplice e poetico per custodire un frammento di questa estate e continuare, anche dopo il festival, a farne
vivere le tracce

Conclude il festival, alle 17, Rito di fine festival, momento conviviale per celebrare insieme la fine del festival
alla MAB di Bard. Un brindisi per salutare la seconda edizione, condividere la gioia di esserci stati e,
soprattutto, ringraziare tutte le persone che hanno partecipato, collaborato e reso speciale il festival. Un ultimo
gesto insieme, prima di dare appuntamento alla prossima fine estate.

The event is finished.