Nel cortile del Teatro delle Spiagge, Gloria Sapio e Maurizio Repetto di Settimo Cielo hanno proposto una performance itinerante di teatro immersivo ispirata alle opere di Arturo Martini nell’ambito del Festival Periferico di Teatri d’Imbarco: DONNA CHE NUOTA SOTT’ACQUA. Sul genio e le opere dello scultore Arturo Martini. Lo spettatore accompagnato nei meandri visionari dell’ispirazione dell’artista indaga il rapporto tra arte, genio e identità, con unico filo conduttore la complessa nascita di un’opera enigmatica: “Donna che nuota sott’acqua”, un corpo di nuotatrice senza testa, scolpito come se lo si guardasse dalla superficie dell’acqua mentre nuota sul fondo. Musa ispiratrice sempre sfuggente, dolce ossessione e scandalo incompreso per il gusto del tempo, la sua ombra aleggia sulla vita dell’artista come misteriosa e profetica presenza. La performance avviene in cuffie silent-disco ed è divisa in tre stazioni, che offrono occasione di riflessione problematica sul rapporto tra arti scenica e strumenti tecnologici.
Articolo a cura di Sandra Balsimelli e Francesca Valente
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DONNA CHE NUOTA SOTT’ACQUA: la scultura è lingua viva

Interessante esperimento narrativo, lo spettacolo di Settimo cielo, ci conduce in un viaggio onirico dentro l’animo dell’artista Arturo Martini, dentro la sua ossessione creativa, il suo sguardo capace di cogliere la vita da catturare nel guizzo di pietra di una scultura.
Il testo di Giacomo Sette rompe ogni schema biografico per ricostruire un suggestivo e immaginario racconto dello sguardo dell’autore, del suo posarsi sui dettagli delle cose per trarne ispirazione per le sue opere, che lui voleva conservassero vita e dinamicità in sé stesse. Per Martini impedire alla scultura di diventare lingua morta significava liberarla dalla filologica riproduzione della realtà e cogliere il movimento intrinseco nella materia, la sua quarta dimensione, rendere una statua una presenza viva nella stanza, capace di cogliere l’attimo vibrante senza imprigionarlo.
Attraverso la parole degli attori e le immagini che ci vengono proposte cogliamo l’intreccio tra gli eventi della vita dell’autore, i suoi viaggi, le sue sfide professionali, gli incontri, la guerra, col percorso visionario e anticonformista della sua formazione, inseguendo insieme a lui il misterioso richiamo della donna senza volto che lo tormenta fino a concretizzarsi nell’opera più controversa, affascinante e meno compresa da lui mai prodotta.
DONNA CHE NUOTA SOTT’ACQUA: Arturo Martini, un artista fuori dai canoni

La complessa figura di Arturo Martini viene raccontata in un modo anticonvenzionale, attraverso alcuni flash che ricostruiscono non tanto la sua biografia quanto la sua sensibilità e la sua visione artistica. Le tre stazioni dello spettacolo ci portano a incontrare Martini nei luoghi in cui ha lavorato e vissuto. Il primo è Anticoli Corrado, luogo d’elezione di molti artisti del primo Novecento per la particolare luce che lo caratterizza: qui Martini visse tra il 1924 e il 1927. La grande fontana dell’Arca di Noè nella piazza del paese è stata realizzata da lui nel 1926. E proprio da quest’opera prende le mosse lo spettacolo, che narra nella prima scena l’incontro dello scultore con una donna misteriosa e bellissima, simile alla Madonna, che diviene la sua Musa, eternamente sfuggente e lontana.
Incontriamo poi Martini al mare, vicino a Carrara, dove l’artista ebbe il suo laboratorio negli anni Trenta e dove lavoró il marmo bianco per tante sue sculture. Di nuovo assistiamo ad un incontro tra lo scultore e una donna misteriosa, che sembra proprio la stessa che lui ha già incontrato anni prima. Una donna o una sirena, una figura femminile che lo incanta e lo seduce.
Infine Venezia, il 14 agosto 1944: un bombardamento colpisce la città proprio quando un amico, Gino, va a trovare Martini per intervistarlo. Al centro del dialogo tra i due è la scultura che ha scandalizzato la Biennale di Venezia nel 1942, la “Donna che nuota sott’acqua”, volontariamente decapitata dall’artista con un colpo netto. Lo spettacolo ci conduce dunque attraverso un viaggio, che attraversa il tempo e lo spazio senza la pretesa di esaurire il mistero della figura complessa di Arturo Martini, che rimane inafferrabile e sfuggente , fuori da ogni canone o definizione.
DONNA CHE NUOTA SOTT’ACQUA: artistica forma materia e limiti della creazione

In sintonia con l’audacia sperimentale dell’artista anche lo spettatore percorre una strada inedita della fruizione teatrale, vivendone gli elementi costitutivi in maniera dissociata. Gli attori sono presenti ma in teatro, a porte chiuse, separati dal pubblico che li ascolta raccontare dal cortile, senza vederli, attraverso cuffie silent-disco. Mentre il racconto procede, il regista invia a intervalli regolari le immagini delle opere dell’autore su un gruppo whatsapp appositamente creato, scandendo in maniera inedita la danza sinestetica delle impressioni a cui di solito è abituato uno spettatore. Noi stessi siamo oggetto dello sguardo altrui, possiamo osservarci mentre ascoltiamo la stessa storia e osserviamo le stesse immagini, ma ognuno nella sua bolla, soli e insieme, come forse accade sempre più spesso nelle nostre vite iperconnesse e solitarie di questi tempi cibernetici.
Anche quando entriamo in teatro, nell’ultima delle tre tappe in cui è suddiviso il racconto, continuiamo ad ascoltare la voce dei due autori, in piedi davanti ad un leggio, attraverso il filtro della cuffia, che solo in parte ci isola dai rumori esterni. Il risultato è intrigante e disturbante al tempo stesso, come se anche noi restassimo impigliati nella ricerca ossessiva dell’artista di ciò che può rendere viva e vibrante l’opera d’arte, con la sensazione di stare anche noi rincorrendo qualcosa che non riusciamo a raggiungere
DONNA CHE NUOTA SOTT’ACQUA: il Festival Periferico di Teatri d’Imbarco

DONNA CHE NUOTA SOTT’ACQUA è inserito all’interno del Festival Periferico, rassegna multidisciplinare organizzata da Teatri d’Imbarco per Estate Fiorentina, che, ormai giunta alla sua VII edizione, ospita in scena compagnie di rilevanza nazionale con spettacoli di prosa, musica, teatro immersivo e realtà aumentata per un’ideale drammaturgia dei luoghi e una serie di omaggi a personaggi illustri come Dario Fo, Franca Rame, Rosa Balistreri, Isaac Asimov, Arturo Martini, Federico García Lorca e, nel 550° anniversario dalla sua nascita, Michelangelo. Gli eventi si svolgono in parchi, condomini e spazi open air del Teatro delle Spiagge e sono volti alla rigenerazione socio-culturale e urbana a Le Piagge.
Visto il 4 settembre, Festival Periferico, Teatro delle Spiagge, Firenze
DONNA CHE NUOTA SOTT’ACQUA
Compagnia Settimo Cielo
testo e regia Giacomo Sette
con Gloria Sapio e Maurizio Repetto



