DIVINE, COME SE NIENTE FOSSE @ Teatro di Antella: monologhi di gioventù

Il Teatro Comunale di Antella propone due monologhi a distanza di due settimane, il primo dal carattere drammatico, l’altro decisamente comico: il 14 febbraio Danio Manfredi con DIVINE, liberamente tratto dal romanzo di Jean Genet “Nostra signora dei fiori” (di cui Gufetto ha recensito un primo studio al Teatro Lumière di Pisa nel 2019); il 28 febbraio uno spettacolo di e con Davide Grillo, COME SE NIENTE FOSSE, con una produzione del Metastasio di Prato.

DIVINE: la voce e i disegni di Danio Manfredini

DIVINE da Nostra signora dei fiori, disegno di Danio Manfredini
DIVINE, disegno di Danio Manfredini

Disegni sullo sfondo e una voce narrante: Danio Manfredini ha liberamente tratto la sua narrazione dal romanzo Nostra signora dei fiori di Jean Genet. Louis Culafroy, il protagonista del racconto, appare come il classico ragazzo problematico che vive solo con la madre e marina la scuola. Dopo la morte traumatica di un giovane abitante del suo villaggio lo troviamo anni dopo a Parigi, in una piccola soffitta. Adesso per tutti è DIVINE, un travestito. Sul suo cammino incrocia un giovane ladruncolo che tutti conoscono come Nostra signora dei fiori, con cui intreccerà un rapporto amoroso finchè il giovane amante non verrà imprigionato per un furto e Divine malato di tisi, tornerà dalla madre. Tutta la vicenda è accompagnata dai disegni, curati anch’essi da Danio Manfredini, come uno storyboard della vita del protagonista: una via di mezzo tra uno schizzo ed un disegno abbozzato, dal gusto neorealista che restituiscono dinamicità ed intensità alla narrazione, con un tocco conturbante, mostrando i corpi nudi dei protagonisti. La potente interpretazione di Danio Manfredini passa da un personaggio ad un altro con alta intensità, arrivando al pubblico con un linguaggio esplicito (“sento gli angeli scoreggiare sul soffitto”), accompagnato da pezzi musicali classici e musica pop, da Forever Young di Bob Dylan a Thank you di Dido.

DIVINE: “Avrò per sempre venti anni”

I protagonisti della storia sono emarginati della società, vivono di furti e passioni peccaminose, per questo devono rifugiarsi in una squallida soffitta vicina al cimitero: “Il nostro tempo è grigio anche quando c’è il sole”. Eppure noi sentiamo tutta la loro vita scorrere, tutto il loro desiderio di intensità, di vivere liberamente ciò che provano, tanto che non possiamo giudicarli o attribuire etichette, nonostante la facilità con cui si parla di omicidio e reati. Tutto il racconto è un forte inno alla vita, nonostante “morir giovane è una fortuna” diventa in esso quasi un motto. La voce roca eppure calda di Manfredini accompagna tutta la storia tragica e piena di dignità di Divine: nel pubblico non c’è spazio per la pena, ma piuttosto prova una profonda compassione e tenerezza per questa gioventù che rimane impressa nel grigiore dei sobborghi parigini.

COME SE NIENTE FOSSE: ondata di scetticismo

Davide Grillo in COME SE NIENTE FOSSE

“Tutto è cominciato con un’allerta meteo” per una gigantesca ondata di scetticismo e perdita di senso: così si apre un improbabile telegiornale, con tanto di sigla riprodotta più o meno fedelmente da un trombone, scandito da sfiducia e nichilismo, tenuto insieme dalla intelligente ironia di Davide Grillo. La nuova scoppiettante produzione del Teatro Metastasio, vede il giovane autore e attore esordiente scoppiettante iniziare il suo racconto sulla crisi di una generazione, a partire dalla rottura di coppia con la sua fidanzata. Parte da lontano, dall’infanzia, di cui non può che sottolineare i traumi. Avverte il pubblico che il suo spettacolo è come una sala d’aspetto dello psicanalista: niente colpi di scena, solo una mazzata finale. La base del monologo quindi è piuttosto semplice: ci racconta alcuni tratti salienti della sua vita, ma il fil rouge, tra notizie, pubblicità e battute sagaci, non può che essere una cruda riflessione sulla sua (nostra) generazione.

COME SE NIENTE FOSSE: una generazione in crisi

All’apparenza niente di più banale che una crisi di coppia, di un “non so più quello che voglio” ma da questo spunto Grillo parte da una informale chiacchierata direttamente col pubblico, per dipendere un quadro amaro sui problemi dei millennials (i nati fra gli anni ottanta e novanta) e dei loro malesseri. Al centro l’immancabile senso di colpa, mescolato alla sensazione di essere indietro su tutto, nel lavoro, negli affetti, di non avere e non percepire quella stabilità tanto agognata e retaggio delle aspettative delle generazioni precedenti. Nel frattempo la vita passa, COME SE NIENTE FOSSE. Spesso si prova disagio verso i coetanei ed è lì che parte la gara a chi è più realizzato, eppure siamo consapevoli di essere tutti sulla stessa barca. Quanti come noi hanno fatto l’errore di iscriversi a filosofia, che a vent’anni sembrava la scelta più interessante da fare? Gli spettatori sono divertiti dagli spot di Grillo, come quando pubblicizza un asse da stiro come “l’asse Roma-Berlino, la sola igiene del mondo”; dai suoi giochi di parole e dal suo ammiccare al pubblico, forse in cerca di un’approvazione scarsamente avuta in altri luoghi. Tra una risata (di gusto) e l’altra prendiamo consapevolezza di nostri punti di riferimento sballati, mentre guardiamo con nostalgia ad idoli passati e decenni che non torneranno.

COME SE NIENTE FOSSE – teaser

Visti il 14 febbraio e il 28 febbraio 2025 al Teatro Comunale Antella

DIVINE

Liberamente ispirato al romanzo di Jean Genet “Nostra signora dei fiori”
di e con Danio Manfredini
disegni e produzione Danio Manfredini

COME SE NIENTE FOSSE

di e con Davide Grillo
Produzione Teatro Metastasio di Prato

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