Venerdi 12 marzo 2026alle ore 21,30 presso il Cinema Moderno di Cerveteri ha avuto luogo la proiezione del docufilm inchiesta D’ISTRUZIONE PUBBLICA realizzato da Federico Greco e Mirko Melchiorre, con questo film, arrivato dopo PIIGS (2017) e C’ERA UNA VOLTA IN ITALIA – GIACARTA STA ARRIVANDO (2022), giunti al terzo capitolo della trilogia sul neoliberalismo. All’evento, organizzato dal Circolo Chaplin di Ladispoli, sono intervenuti gli autori, i quali, al dibattito seguente la proiezione, attraverso risposte, testimonianze e dubbi, hanno permesso l’instaurazione di un clima intellettuale vivace. Il docufilm è distribuito da OpenDDB.
Contenuti
D’ISTRUZIONE PUBBLICA: la scuola come campo di battaglia culturale

Nel panorama del documentario italiano contemporaneo, sempre più orientato a interrogare le strutture profonde della società, D’ISTRUZIONE PUBBLICA di Federico Greco e Mirko Melchiorre si distingue come un’opera quanto mai necessaria che affronta il tema della scuola pubblica non soltanto vista come istituzione educativa, ma come luogo simbolico e politico in cui si gioca il futuro della democrazia. Il film si inserisce nel solco del cinema saggistico e di inchiesta, e si snoda alternando testimonianze, materiali d’archivio e momenti di riflessione critica al fine di costruire una narrazione che intende mettere in discussione il progressivo indebolimento dell’istruzione pubblica in Italia. Il docufilm getta le sue basi a Torino, dove il preside, anzi, il dirigente scolastico dell’Istituto Sibilla Aleramo, Lorenzo Varaldo attraverso i suoi interventi collega i discorsi di altri docenti, filosofi, economisti non solo italiani. Gli autori danno quindi voce agli operatori del mondo della cultura, costruendo un mosaico di punti di vista che convergono su una domanda centrale: quale ruolo può ancora svolgere la scuola pubblica in una società segnata da profonde trasformazioni economiche e culturali?
Un’inchiesta tra analisi storica e realtà contemporanea
Il documentario sviluppa il proprio discorso seguendo una struttura che intreccia interviste, analisi storica e osservazione della realtà contemporanea. Ripercorrendo i sentieri che ci hanno portato alla situazione attuale ci si imbatte nella Riforma Berlinguer del 1997-1999 varata durante il governo Prodi, una legge sponsorizzata dall’Europa che andava ad indirizzare il comparto scuola verso i lidi dell’aziendalizzazione. A questa fece seguito nel 2003 la Riforma Moratti (governo Berlusconi) dove si introduce oltre ai test Invalsi, l’equiparazione tra scuola statale e pubblica, fino a giungere alla riforma partorita dal governo Renzi, la cosiddetta “Buona Scuola” del 2015, nella quale viene portata a termine l’autonomia, nasce l’alternanza scuola-lavoro e si afferma l’aziendalismo.
Uno stile tra inchiesta e cinema saggistico

La narrazione non procede in modo lineare, ma si articola come un percorso di riflessione che attraversa diverse dimensioni del problema: il declino degli investimenti nell’istruzione, la trasformazione della scuola in un sistema sempre più burocratico e competitivo, la perdita di centralità della cultura umanistica, e con questa del pensiero. Attraverso queste testimonianze il film delinea il ritratto di un’istituzione che fatica a mantenere la propria funzione originaria di spazio di emancipazione e di formazione critica. Lo stile di Greco e Melchiorre privilegia una costruzione discorsiva che invita lo spettatore alla riflessione piuttosto che alla semplice fruizione informativa. Il montaggio alterna interviste, immagini di repertorio e momenti di osservazione degli ambienti scolastici, creando un ritmo che oscilla tra analisi e racconto. La regia evita l’enfasi retorica, si mostra per lo più asciutta, mantenendo un tono sobrio interrotto solo da lampi di ironia, mentre l’uso della parola – centrale nel film – riflette la volontà di restituire alla discussione pubblica sull’istruzione una dimensione razionale e argomentativa, lontana dalle semplificazioni del dibattito mediatico. Visivamente il documentario adotta un’estetica essenziale, che privilegia la chiarezza dell’esposizione rispetto alla spettacolarità. Le immagini degli spazi scolastici – aule, corridoi, biblioteche – diventano così scenari simbolici di una riflessione più ampia sul rapporto tra cultura e società.
La scuola come luogo della “polis”

Nel documentario emerge chiaramente come si dovrebbe concepire il mondo della scuola, ovvero, come il centro di un confronto democratico tra gli individui. Se la polis greca rappresenta la comunità etico-politica nella quale l’individuo realizza la propria natura umana attraverso la partecipazione attiva alla vita pubblica, così la scuola dovrebbe essere il centro della polis, che si identifica con il nucleo più elevato di produzione di senso della comunità umana, dove il protagonista è proprio l’individuo, definito da Aristotele “animale politico”, significando che l’uomo non può realizzarsi pienamente al di fuori della comunità della polis stessa. La poetica del film si fonda, dunque, proprio sull’idea che la scuola non sia soltanto un’istituzione amministrativa, al servizio del mercato, ma un luogo politico nel senso più ampio del termine. In essa si formano cittadini, si trasmettono valori e si costruisce il rapporto tra individuo e collettività. Quando la scuola perde questa funzione, sostiene implicitamente il film, la società nel suo complesso rischia di perdere uno dei suoi principali strumenti di coesione e di pensiero critico. In questo senso D’ISTRUZIONE PUBBLICA si inserisce in una tradizione di cinema civile che vede nel documentario uno spazio privilegiato di intervento nel dibattito pubblico. La riflessione sull’istruzione diventa, così, un modo per interrogare questioni più ampie come il ruolo dello Stato, il valore della cultura, il rapporto tra sapere, non competenze, e democrazia.
Conclusioni
Nel contesto del cinema documentario italiano D’ISTRUZIONE PUBBLICA si colloca nel novero di opere che utilizzano il linguaggio cinematografico per analizzare le trasformazioni delle istituzioni e delle strutture culturali del paese. Rispetto a molte produzioni televisive o giornalistiche coeve, tuttavia, il docufilm si distingue per la volontà di costruire un discorso articolato e stratificato, che non si limita alla denuncia ma cerca di stimolare una riflessione di lungo periodo. Il film appare dunque come un contributo necessario alla tradizione del documentario sociale italiano, capace di coniugare rigore analitico e sensibilità cinematografica. In un momento storico in cui il dibattito sull’istruzione tende spesso a ridursi a slogan o polemiche contingenti che poco hanno a che fare con il concetto di cultura, l’opera di Greco e Melchiorre restituisce complessità a un tema fondamentale per la vita democratica. I due autori, ai quali auguriamo di continuare su questo percorso, hanno quindi realizzato un documentario che invita lo spettatore a interrogarsi sul destino della scuola e, più in generale, sul ruolo della cultura nella società contemporanea neoliberista. Attraverso uno stile sobrio e una poetica fortemente ancorata alla dimensione civile del cinema, il film si inserisce nel panorama del documentario attuale come un’ opera di forte riflessione critica, capace di trasformare un tema apparentemente tecnico in una questione di dimensioni profondamente politiche e culturali.
Visto il 12 marzo 2026
D’ISTRUZIONE PUBBLICA
Regia: Federico Greco e Mirko Melchiorre
Soggetto: Federico Greco e Mirko Melchiorre
Sceneggiatura: Federico Greco e Mirko Melchiorre
Montaggio: Federico Greco
Fotografia: Mirko Melchiorre
Musiche originali: Tonino Politanò
Animazioni: Costantino Rover
Produttore: Alessandro Pezza
Produzione: Studio Zabalik
Realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte
In collaborazione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
INTERPRETI
Voce recitante: Olivia Santachiara
Con la partecipazione di Lorenzo Varaldo, Ugo Mattei, Miguel Benasayang, Elisabetta Frezza, Massimo Baldacci, Fabio Bentivoglio, Marina Boscaino, Franco Coppoli, Paolo di Remigio, Nico Hirtt, Clara E. Mattei, Giorgio Matteucci, Lucio Russo


