DELITTI ESEMPLARI @ Teatro di Cestello: non l’ho fatto apposta

Cantiere Obraz debutta al Teatro di Cestello di Firenze con l‘ultima produzione DELITTI ESEMPLARI tratto dall’omonimo romanzo del 1957 dello scrittore spagnolo Max Aub: una carrellata di istantanee su antipatie e insofferenze umane spinte fino alle estreme conseguenze, in bilico sul labile filo tra realtà e finzione, per suscitare una riflessione sulla responsabilità delle azioni e dei pensieri che sottendono alle intenzioni dell’individuo e della società. (Leggi anche la recensione dello spettacolo di Cantiere Obraz CANE dal racconto di Bulgakov)

DELITTI ESEMPLARI: potrei uccidere per questo!

DELITTI ESEMPLARI, Cantiere Obraz, foto di Roxana Brachi (Alessandra Comanducci)

Ci sarebbe da ammazzarli tutti! Chi non l’ha detto o pensato? Fortunatamente, si spera, senza passare dalle parole ai fatti. Ecco i DELITTI ESEMPLARI di Max Aub: crimini per futili motivi, quelli che quotidianamente, affiorano alla nostra mente durante alcuni insopportabili incontri umani, e che, trasportando la realtà nella surrealtà, vediamo messi in scena da Cantiere Obraz, come commessi, sfogati, in fondo liberati, nelle confessioni dei personaggi. Con rapidi cambi di costume, postura e gesti, i poliedrici attori – Alessandra Comanducci, Paolo Ciotti, Thomas Harris e Emma Bani – si alternano sul palco per dare vita, con abilità di trasformismo, ad una panoramica di criminali senza colpa. Flash di luce su una umanità varia, in cui tutti ci ritroviamo con le nostre personali idiosincrasie, quando non sopportiamo più qualcosa o qualcuno, quando la misura è colma. I killer di DELITTI ESEMPLARI hanno ucciso per noia, per ripicca, per follia o per semplice divergenza di opinione, ma anche per pura curiosità e divertimento. Brevi monologhi, alcune frasi taglienti, o veri e propri epitaffi di poche caustiche parole, illuminano in un istante l’assurdo mondo amorale di questi assassini per caso, tutti privi di pentimento, tutti innocenti nella loro versione dei fatti, tutti prede di un irrefrenabile raptus improvviso: un uomo stanco di attendere il ritardatario, un sarto inorridito dagli accostamenti di colore, uno a cui hanno pestato le scarpe nuove, il barista che non sopporta più il rumore del cucchiaino, il ciclista scocciato dal turista a cui deve dare le indicazioni stradali, una segretaria che ha dovuto riscrivere la stessa lettera una volta di troppo. Intravediamo le loro storie in un attimo di luce e subito torna il buio per lasciare la scena al successivo omicida nel suo personale atto di liberazione.

DELITTI ESEMPLARI senza castigo

DELITTI ESEMPLARI, Cantiere Obraz, foto di Roxana Brachi
DELITTI ESEMPLARI, Cantiere Obraz, foto di Roxana Brachi (Emma Bani, Alessandra Comanducci)

Il catalogo di crimini è giustificato, anzi applaudito e incoraggiato dallo spettatore, ma il susseguirsi dei casi squadernati sotto i nostri occhi come inciampi del destino, passa dalla comicità, all’ironia grottesca, alla tragedia inquietante. “Non gettiamo la croce addosso a nessuno” scrive Aub nel prologo di DELITTI ESEMPLARI, eppure scorgiamo in queste confessioni senza storia, confuse, dirette, affastellate, senza un apparente ordine, una critica alla inesorabile e progressiva perdita umana del senso di responsabilità collettiva. Come nel Teatro dell’assurdo (ancora di là da venire, di cui Aub è stato precursore), assistiamo alle confessioni omicide, senza chiederci davvero se siano frutto di fantasia, oppure se, come scrive l’autore siano trasferite dalla bocca alla carta, e, grazie a Obraz, alla scena. Perché in questo geniale labirinto di apparenza, l’idea che si tratti di una raccolta di testimonianze e non di un’opera di invenzione, fa precipitare la pièce dalla commedia al dramma. In questi frammenti di vita individuale, brevi storie di humor nero, sono contenuti temi scottanti, che mettono faccia a faccia lo spettatore con la propria umana ipocrisia, poichè capita sempre più spesso di leggere sui quotidiani notizie di cronaca che sembrano uscite dalla penna di Aub. Compaiono quindi in scena, come improvvise luci sulla contemporaneità, anche senza bisogno di parole, il poliziotto minaccioso che batte il manganello sullo scudo, l’uomo geloso e violento che controlla gli spostamenti della fidanzata, il terrorista che uccide in nome di Dio, il cecchino in guerra, il prete pedofilo.

DELITTI ESEMPLARI: cogito ergo sum, o no?

DELITTI ESEMPLARI, Cantiere Obraz, foto di Roxana Brachi (Thomas Harris)

Crimenes Ejemplares è una raccolta di exempla amorali (opposti agli exempla latini) a dimostrare il connaturato desiderio di annientamento dell’uomo sull’uomo, rovescio della medaglia del buon selvaggio di Rousseau (definito il più stupido degli scrittori). La messa in scena di Obraz accompagna il pubblico in una importante riflessione sul concetto di colpa: tema rilevante negli anni post seconda guerra mondiale (nella Spagna franchista da cui Aub è esiliato), come dimostrano le tesi di Hannah Arendt, ma che appaiono con una rinnovata urgenza oggi, quando assistiamo passivi al riarmo europeo, al genocidio palestinese in diretta social, al cambiamento climatico, di cui siamo tutti co-responsabili.

DELITTI ESEMPLARI, Cantiere Obraz, foto di Roxana Brachi
DELITTI ESEMPLARI, Cantiere Obraz, foto di Roxana Brachi (Paolo Ciotti)

Così la Comanducci sul finale sceglie di spogliare la messa in scena dalla finzione teatrale, interrompendo il ritmo, e pur restando fedele al testo di Aub, si rivolge direttamente al pubblico in sala per interrogarlo su un paradosso: all’assunto filosofico cogito ergo sum di Cartesio contrappone la condanna dell’umanità a non pensare e quindi non essere, e dunque non essere responsabile della realtà che abita. DELITTI ESEMPLARI nell’adattamento di Cantiere Obraz è un campionario delle frustrazioni della società contemporanea, con un ardito equilibrismo tra sarcasmo e denuncia, che grazie alla regia originale, senza alcun elemento scenico, con un uso efficace delle luci (compresa una abat-jour e la torcia del cellulare), diverte, fa riflettere e non annoia, cosa che, in effetti, sarebbe un crimine.

“C’era da ammazzarlo. Io lo feci. Se mi dispiace o no, è un’altra storia”.

DELITTI ESEMPLARI

Da Crimenes Ejemplares di Max Aub
Traduzione Valentina Marzili
Adattamento Alessandra Comanducci
Produzione, ideazione e regia Cantiere Obraz
Con Emma Bani, Paolo Ciotti, Alessandra Comanducci, Thomas Harris
Disegno luci Diego Cinelli
Scene e costumi Thomas Harris
Organizzazione Michela Cioni
Comunicazione Camilla Pieri
Assistenti Miriam Berchicci, Margherita Cecchi, Carlo Mattia Governa
Il progetto è realizzato grazie a Regione Toscana – Bando per il sostegno alla produzione Spettacolo dal vivo e Comune di Firenze – Contributi Culturali Triennali

La collaborazione con Cantiere Obraz per Gufetto scuola:

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Alice Capozza

Redattrice per Gufetto Firenze e fondatrice del collettivo di redazione. Appassionata di teatro, attrice e regista, formatrice di critica teatrale. Scrive su Gufetto dal 2017