DEFRAG @ Teatro delle Moline: in scena il secondo capitolo di Wordstar(s)

DEFRAG debutta al Teatro delle Moline il 14 aprile, in una giornata uggiosa bolognese.

Il teatro è pieno e Jacopo Squizzato, regista dello spettacolo, è al secondo capitolo della trilogia “Wordstar(s)” (una raccolta di testi di teatro, discendente diretto della lezione di Samuel Beckett) dello scrittore Vitaliano Trevisan. Ha fatto prendere dei fiori, tre mazzi di fiori, per Beatrice Schiros, Alice Torriani, Roberta Lanave, interpreti del lavoro e, rispettivamente, madre, sorella maggiore e sorella minore nell’opera.

Teatro delle Moline: una giornata uggiosa accoglie DEFRAG

A Bologna piove, piove a dirotto la mattina, poi il pomeriggio c’è un po’ di stop e verso sera ricomincia a piovigginare, poco ma continuamente. Le porte del Teatro delle Moline si aprono e il clima che c’è fuori sarà lo stesso che ci sarà dentro.

C’è un’ossessione chirurgica nella scrittura di Vitaliano Trevisan: spingere il dito nella piaga e vedere chi urla per primo. Sì perché i testi di Trevisan non causano altre ferite, ma calpestano ed riaprono quelle già esistenti.


Il teatro delle Moline, scelto per spettacoli che hanno un respiro più intimo – vedi la stagione teatrale 2025-2026, viene trasformato in un campo di battaglia dove la memoria non si deve ricomporre (anche se così appare)ma viene richiamata solo per esplodere.

Jacopo Squizzato e la trilogia di Trevisan: Informatica

Se Scandisk ci aveva portati tra i bancali di un magazzino, DEFRAG ci chiude in una villa lussuosa prima dell’inizio degli anni 2000.
Il titolo non è un vezzo tecnologico, ma un paradosso drammaturgico. I ricordi sono confusi e distratti e vomitati senza una linea temporale. Loro ricordano, senza dare spazio e forma alle storie, dunque ci troviamo di fronte cento pezzi di tre puzzle diversi nella stessa scatola.
Non esiste pace, ma l’urto e la collisione nel dispositivo creato da Squizzato. Sono tre donne che si massacrano in scena, e niente più.

Defrag: Schiros, Torriani e Lanave

Beatrice Schiros, Alice Torriani e Roberta Lanave danno corpo e voce a una madre e due figlie incastrate in un groviglio di gelosie e rivendicazioni. La Schiros, abita il tragicomico con un’abilità incredibile, sorride e mette e proprio agio raccontando storie divertenti del passato ed un secondo dopo mesce veleni nei bicchieri delle figlie. La famiglia per bene è una cazzata. Sposarsi è una sciocchezza. Non c’è più niente che si possa fare.
Le attrici masticano la lingua di Trevisan con un ritmo sincopato, sono elettrizzate, svolgono azioni con fastidio e vengono sbattute da venti di ira da una parte all’altra del palco. Si rinfacciano le cose, si feriscono, si lanciano tutto dietro, si sputano i successi di facciata, i mariti ideali e le case impeccabili (col giardino al tramonto è la fine del mondo) mentre l’acqua dell’enorme vasca al centro della scena scorre per sempre.

La catarsi è una cazzata

Non c’è catarsi, il teatro di Squizzato è molto simile allo spirito scomodo di Trevisan, non offre catarsi, non offre consolazioni o riconciliazioni ma fa tornare gli spettatori a casa con un groviglio di robe in petto che forse non sbroglierà mai. C’è una violenza che chiama, che vorrebbe aggredire ma non c’è la fa e si mette a piangere. La natura umana è cattiva o meglio c’è della cattiveria e la cattiveria è l’affare più fragile che ci sia. Per fortuna ci sono dei bei momenti, per fortuna c’è un giardino ed un tramonto che è la fine del mondo.

DEFRAG: cast e Dati artistici

di Vitaliano Trevisan

regia Jacopo Squizzato

con Beatrice Schiros, Alice Torriani, Roberta Lanave

scene Alberto Favretto

luci Tiziano Ruggia

costumi Jacopo Squizzato con la consulenza volontaria di Sara Gicoradi

musiche originali e sound designAndrea Gianessi

sguardo sul movimento Alessandro Pallecchi
direttore di scena e capo macchinista Andrea Chianese
capo elettricista Rebecca Mosaner
tecnico del suono Andrea Gianessi
sarta Anna Vecchi
scene costruite nel Laboratorio di Scenotecnica di ERT
responsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttori Veronica Sbrancia, Andrea Chianese, Tiziano Barone, Keolo Camara, Lorenzo Gigante
scenografe decoratrici Sarah Menichini con Martina Perrone, Alice Di Stefano, Bianca Passanti, Noemi Ruth Biganzoli
logistica Achour Meradji
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
un ringraziamento a Francesca Causarano

nell’ambito del Patto per la Lettura di Bologna 

foto di scena Matilde Piazzi

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