Vanishing Place @Teatro San Ferdinando: si azzera il tempo per emozionare con l’essenziale

Luna Cenere presenta Vanishing Place al Teatro San Ferdinando, uno degli appuntamenti dedicati alla danza per la stagione 2023/24 del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale. Lo spettacolo, in scena il 18 ed il 19 novembre, presenta un paesaggio quasi statico, fatto di corpi nudi che muovendosi lentamente lo trasformano progressivamente.

Il Teatro San Ferdinando: da Eduardo all’avanguardia DI VANISHING PLACE

VANISHING PLACE

Un pomeriggio di una domenica di novembre: in piazza Eduardo de Filippo tutto è tranquillo. Il teatro è l’unica luce brillante, i negozi e i punti di ristoro sono chiusi. Dopo il pranzo domenicale, si sa, i napoletani riposano a casa, e a quest’ora lentamente si riattivano per una passeggiata. Ma il quartiere è ancora tranquillo. Poche persone sono in attesa all’aperto. Nel foyer, alcuni spettatori arrivati in anticipo ammirano gli abiti e gli oggetti di scena nell’esposizione permanente dedicata all’Attore Napoletano. Il personale invita ad attendere lì, la sala non è ancora aperta. Ammirare le vetrine leggendo le didascalie è sempre emozionante e coinvolgente, un bel modo di spendere quei minuti di attesa. Il pubblico è eterogeneo: alcuni sono abbonati, di diverse età, magari non proprio convinti della scelta fatta, mentre altri desiderano un po’ di danza contemporanea, forse sono anche artisti del settore. Una volta entrati, la sala è piena di fumo scenico che crea un’atmosfera un po’ sbiadita, rarefatta. Il palcoscenico è vuoto e nero, con un solo pannello bianco, verticale. Sul pavimento c’è un ampio settore quadrato dedicato alla danza, anch’esso bianco.  I fari dall’alto creano coni di luce, mentre un rumore di cariche elettrostatiche con suoni di lievi colpi su legno e metallo accompagnano l’attesa. La platea ed i palchi lentamente si riempiono, ma non completamente. Lo spettacolo della coreografa napoletana, di impatto internazionale, ha debuttato alla Biennale di Venezia 2023: è recente ed ancora poco noto nella sua città natale.

In Vanishing Place i corpi sono sculture semi-statiche.

VANISHING PLACE

All’annuncio dei 5 minuti prima dell’inizio dello spettacolo, alcuni spettatori si accorgono che qualcosa sta cambiando in scena: sono comparse parti di due corpi nudi che molto lentamente, senza mai mostrare la testa, sembra che si spostino portando con sé altri due pannelli. Il paesaggio sonoro leggermente si intensifica, e molto lentamente si comincia a percepire il moto che porta i danzatori ad attraversare la scena. La nudità è mostrata con fare scultoreo rinascimentale, in cui i caratteri sessuali perdono ogni caratteristica erotica, e l’attenzione si sposta alla plasticità dei corpi trattenuti in posture complesse. A volte si ha la sensazione di ammirare statue che lentamente cercano di prendere vita e di spostarsi nello spazio, altre volte sembra di assistere ad una ripresa in time-lapse, come quelle che rappresentano in pochi secondi lo sbocciare di fiori avvenuto nell’arco di molte ore.

Corpi che creano paesaggi in lenta evoluzione.

VANISHING PLACE

In un unico flusso di movimenti, nuovi corpi appaiono sporgendosi da dietro altri pannelli, spostandoli, creando sulla scena geometrie squadrate, il tutto in un ininterrotto moto quasi impercettibile. Cinque corpi, ognuno seguendo la propria evoluzione, lentamente convergono in una nuova configurazione, posizionando i riquadri in modo da fornire riparo dagli sguardi, creando un luogo in cui scomparire, per poi riapparire con una nuova fisicità. Lo spettatore, accompagnato dalla colonna sonora dilatata di Renato Grieco, ha l’occasione di perdersi nel tempo: a volte stupito da una nuova apparizione, altre volte ritrovandosi concentrato su un soggetto di cui si immagina in anticipo il movimento. Sebbene tutto si svolga ad una ridottissima velocità, ci si ritrova stupiti di fronte ad una scena completamente cambiata, quasi improvvisamente.

IN VANISHING PLACE Corpi immaginari creati dietro a pannelli verticali

VANISHING PLACE

Quando un corpo progressivamente scompare dietro ad un pannello, come se entrasse da una porta laterale, ricompare trasformato dall’altro lato, in un blend di genere: uomo diventa donna, che poi torna indietro, scompare e si riaffaccia rimanendo donna. Un dileguarsi e riapparire con un’anatomia trasformata. Sporgono tre braccia, una testa da donna ed una gamba da uomo, lasciando allo spettatore il compito di immaginare il corpo nella sua interezza dietro allo schermo. Poi un paio di figure si mostrano per intero, complete, in un momentaneo silenzio illuminato da nuovi colori, camminando al rallentatore verso il pubblico. Poi nuovi suoni invocano una trasformazione e le figure tornano ai pannelli, scomparendo e rispuntando trasformate, con corpi diversi, il tutto sempre a velocità ridottissima, così da poter ammirare ogni muscolo coinvolto nei movimenti.

La scena verticale di Vanishing Place diventa orizzontale e poi svanisce.

I pannelli vengono riposizionati orizzontalmente, mentre le figure umane scompaiono dietro di essi, stese a terra, riapparendo parzialmente per poi eclissarsi di nuovo, dando così enfasi all’unico corpo libero verticale, in piedi, che si contorce, si trasforma e poi esce di scena, lentamente seguito dagli altri che al contempo sgomberano la scena.

VANISHING PLACE

La compagnia di Luna Cenere, ovvero Marina Bertoni, Francesca La Stella, Ilaria Quaglia, Davide Tagliavini e Luca Zanni, con un impegno fisico ammirevole, riesce a creare un unicum scenico in trasformazione continua, senza pause, senza cambi di registro o di stile. Quasi azzerando il tempo, e usando i corpi in gesti plastici descrittivi, i performer permettono allo spettatore di vagare in pensieri individuali evocati dagli aspetti fisici e dall’evoluzione del panorama scenico.

Vanishing Place è uno spettacolo che riesce ad emozionare con l’essenziale: cinque corpi nudi, cinque pannelli rettangolari ed una colonna sonora acustica, con pochi accenni musicali. Proponendo pose e gesti evocativi, non fornisce esplicitamente un messaggio, quanto un’occasione per osservare piccoli accenni che cambiano progressivamente la percezione dello spettatore, al quale viene lasciato il compito di riempire il proprio pensiero di contenuti affini. E così succede che, al termine dello spettacolo, certe donne che praticano la ginnastica dolce notino che alcuni movimenti degli attori ricordino i loro esercizi. Ad ognuno rimane il proprio bagaglio emozionale.

Visto il 19 novembre 2023

Dal 18 al 19 Novembre 2023
TEATRO SAN FERDINANDO – TEATRO DI NAPOLI

VANISHING PLACE

coreografia e concetto Luna Cenere
con Marina Bertoni, Francesca La Stella, Ilaria Quaglia, Davide Tagliavini, Luca Zanni
disegno luci Giulia Broggi
musiche Renato Grieco
spazio scenico Raffaele Di Florio
disegno luci Giulia Broggi
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Körper – Centro di produzione Nazionale della Danza, La Biennale di Venezia con il sostegno di Hessisches Staatballet, Agora de la danse – résidences de création croisées en danse entre l’Italie et le Québec with CINARS and NID Platform, CID – Centro internazionale della Danza, MIC – Direzione Generale Spettacolo, Istituto Italiano di Cultura – Colonia e Istituto Italiano di Cultura – Montreal

spettacolo realizzato nell’ambito del progetto residenze coreografiche Lavanderia a Vapore e grazie alla residenza a FABBRICA EUROPA / PARC Performing Arts Research Centre

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