Silver Knife e Do animals go to heaven? @Teatro Cantiere Florida: due spettacoli contro la repressione e la volontà  di potenza

In occasione della XV edizione del Festival Fabbrica Europa sono andate in scena al Teatro Cantiere Florida le coreografie Silver Knife e Do animals go to heaven? a cura, rispettivamente, del gruppo collettivo Goblin Party e di Olimpia Fortuni. Il pubblico fiorentino ha potuto così compiere un viaggio alla riscoperta dell’essere, sfidando la repressione e il dominio su cui si basa la società odierna. Il festival si propone come luogo interculturale, spazio di una contemporaneità eclettica e polimorfa, dove le società si palesano a loro stesse nel tentativo di indurre, per mezzo dell’arte, una presa di coscienza dei meccanismi che le caratterizzano. Cos’è il Teatro (la danza e l’arte tout court) se non questo?

Silver Knife e Do animals go to heaven? si fanno emblema di una vasta riflessione relativa all’arte performativa, le restituiscono il senso più profondo, nel darsi al pubblico come manifesto delle umane società, tutte incentrate sul dominio e sulla repressione. Forse a torto è possibile individuare in questi ultimi aspetti il fil rouge delle due performance, nella misura in cui l’umano dominio delle pulsioni e della natura risulta evidente in entrambe le rappresentazioni: la prima induce ad una riflessione sulla repressione femminile; la seconda restituisce l’angoscia data dalla violenza con cui l’essere umano si rapporta alla natura.

SILVER KNIFE

Il gruppo collettivo prende il nome da un antico mostro della mitologia coreana: il Goblin, come spiega la giovane coreografa Jin Ho Lim, rappresenta le caratteristiche mutevoli della squadra. Sulle modalità di lavoro, Jin Ho Lim chiarisce che i danzatori danno vita alle performance in autonomia, mentre il ruolo del direttore è quello di coordinare le proposte. Il gesto e la voce sono gli strumenti privilegiati. L’espressione del potenziale del corpo umano è totale e libera, ma precisa; ben curati ogni singolo gesto ed emissione vocale.

In Silver Knife agiscono coreuticamente quattro giovani danzatrici coreane: Sung eun LIM, Kyung gu LEE, Hyun min AHN, Yeon joo LEE. In apertura intervengono due di loro a posizionare altrettante casse agli estremi del palcoscenico all'altezza del boccascena. Nel momento in cui danno le spalle al pubblico entra in scena una terza danzatrice, e poi una quarta: insieme creano un vortice, massaggiandosi il ventre ed emettendo dei lamenti. La gestualità è carica di rimandi agli asana della cultura yogica; movimenti eleganti e posture rilassate si alternano ad altri isterici e rigidi. Dove le musiche di Rémi Klemensiewicz si interrompono, la voce delle giovani danzatrici risorge. Come il gesto, l’emissione vocale è espressione di un sé dominato da emozioni contrastanti “di donne che sono timide e al tempo stesso piene di rabbia”. Tutto ciò può avvenire solo in questo luogo immaginario: l’isola di Silver Knife, "coltello d'argento" il cui nome trae spunto dal coreano coltello Eunjangdo, è lo spazio in cui la repressione cessa di gravare sugli esili, costretti corpi delle donne, tramortite dal peso di cui la società le ha caricate e stremate dall’incapacità di trovare risposte alle domande sulla loro condizione. “Cosa ho fatto di male nella mia vita passata? Cosa ho fatto di male per vivere ora come una peccatrice?

DO ANIMALS GO TO HEAVEN?

Di e con Olimpia Fortuni, Do animals go to heaven? è il manifesto dell’attuale disequilibrio tra mondo animale e attività umane. L’idillio della natura incontaminata accoglie lo spettatore, introducendolo in un mondo di quiete e armonia mentre una luce rossa crea una circonferenza sul nero fondale. La performer, insieme a Masako Matsushita, compone una figura unica che si scinde all’avvio dell'esibizione. Le due danzatrici, rappresentanti del mondo animale, eseguono movimenti armonici, eleganti ed equilibrati, guidate dalle sonorità chillout delle musiche di Danilo Valsecchi e Walter Cesarini. Il cinguettio degli uccellini, l’eleganza e l’armonia della gestualità cessano all’arrivo dell’essere umano che invade gli spazi naturali con arrogante prepotenza. La luce rossa lascia spazio ad una blu che determina il passaggio da un ambiente caldo e quieto ad uno freddo e frenetico. I danzatori Pieradolfo Ciulli, Gabriele Montaruli e Raffaele Tori s’impadroniscono della scena e relegano le due donne, emblema della natura, in un angolo buio del palcoscenico che a poco a poco sarà sommerso dai rifiuti. La performance si fa più cruenta e meccanica, determinando l’insorgere nello spettatore di angoscia e di rabbia. Giochi di forza, catene ed esercitazione di un freddo potere inducono alla fuga gli animali in preda al terrore. La natura è domata, la bellezza degradata ad orrore, la luce ad ombra. Il contrasto tra i due poli estremi è forte e sembra non possa essere sanato. D’altra parte, la stessa indole umana è contraddittoria, votata com’è alla ricerca perenne di bellezza e di orrore, di luce e di ombra. Lungi dal voler eliminare l’oscurità, la rappresentazione invita piuttosto ad una riflessione sulla possibilità di riequilibrare i rapporti tra società e natura.

 

 

Info

SILVER KNIFE

del collettivo Goblin Party (Corea)
direzione Jin ho Lim, Kyung min Ji
co-creazione Sung eun LIM, Kyung gu LEE, Hyun min AHN, Yeon joo LEE
con Sung eun LIM, Kyung gu LEE, Hyun min AHN, Yeon joo LEE
produttore Jin woo Kim
luci Seung ho Lee
musica Rémi Klemensiewicz
drammaturgo Harim Lee

relazioni internazionali Soohye Jang
con la collaborazione di Seoul International Dance Festival

DO ANIMALS GO TO HEAVEN?

di e con Olimpia Fortuni

regia e coreografia Olimpia Fortuni
danzatori Pieradolfo Ciulli, Olimpia Fortuni, Masako Matsushita, Gabriele Montaruli, Raffaele Tori
drammaturgo Cinzia Sità
musicisti Danilo Valsecchi, Walter Cesarini
disegno luci Andrea Violato
costumi Floor Robert
scenografo Francesco Landrini
produzione 2018 Associazione Sosta Palmizi
con il sostegno di MiBAC e SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura” (Ed. 2017)
con il contributo di Fondo regionale a sostegno della danza d’autore 2017 dell’Emilia Romagna
residenze artistiche Circuito CLAPS, Lavanderia a Vapore, DANCEHAUSpiù (ResiDance XL 2018,
azione della Rete Anticorpi XL)
foto di Andrea Macchia
 

Fabbrica Europa – Teatro Cantiere Florida – Firenze

21 e 22 maggio 2019

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