DANTE FERRETTI, CON I MIEI OCCHI @ MUSEI DI SAN SALVATORE IN LAURO

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Prorogata fino al 6 settembre la mostra di DANTE FERRETTI. Gli ambienti del Museo di San Salvatore in Lauro (Pio Sodalizio dei Piceni) – sede della Fondazione Mastroianni e de il Cigno Arte che ha curato la mostra e il catalogo – svelano a chi rimarrà a Roma per l’estate i segreti del maestro della scenografia tra arte e cinema. Imperdibile!

LA CURATELA DI RAFFAELE CURI

L’esposizione, a cura de il Cigno G.G. Arte, raccoglie più di 40 opere tra bozzetti, studi pittorici e materiali originali tra cui il plastico di Gangs of New York . Le opere documentano sessant’anni di cinema del pluripremiato scenografo italiano.

Dall’esordio accanto a Pier paolo Pasolini e a Federico Fellini, Dante prosegue la sua carriera di scenografo con i maggiori registi mondiali: da Terry Gilliam a Martin Scorsese, insomma Ferretti è il mitologico scenografo pluripremiato (vincitore di ben tre Oscar per la migliore scenografia), che vediamo posare divertito per le foto di rito con il conterraneo Raffaele Curi (entrambi sono marchigiani) e si abbraccia sornione l’altrettanto stimato curatore.

RAFFAELE CURI, anch’esso attore per registi del calibro di De Sica, Fellini, Comencini e Salce, è stato assistente di Man Ray, poi regista e autore è oggi direttore artistico della Fondazione “Alda Fendi”.

Insomma, come dire, si respira aria di sacralità…

Raffaele Curi e Dante Ferretti
Raffaele Curi e Dante Ferretti

UNA CURATELA DEDICATA SOLO ALL’ARTE DI DANTE FERRETTI

Ci sembra strano che non ci sia, da nessuna parte, una rappresentanza del cinema; entrando nel Museo ci pare quasi innaturale la mancanza di riferimento a Cinecittà o agli Studios, dove tutt’ora Dante Ferretti ha il suo laboratorio; chiediamo dunque il perché di questa strana assenza a Lorenzo Zichichi, figlio del celebre fisico e divulgatore Antonino e direttore della prestigiosa casa editrice d’arte e di scienza IL CIGNO GALILEO GALILEI che ha organizzato la mostra e curato il catalogo.

GUIDATI DALLO SGUARDO DI DANTE FERRETTI

È veramente magico poter percorrere gli ambienti del Complesso dei Musei di San Salvatore in Lauro e vedervi raccolti molti dei film che fanno parte della nostra cultura e della nostra vita, ma non come pellicola, bensì sottoforma di disegno, di ambiente, di veduta prospettica.

È Dante Ferretti stesso ad accompagnare la stampa di fronte ai suoi quadri e allora, invece di raccontarvi quello che vedrete, noi di Gufetto vi racconteremo alcuni dei mille aneddoti che il simpatico Dante sgrana uno ad uno narrando di un cinema fatto di macchiette, di eventi scombinati, di personaggi funambolici, insomma: di quella magia che la lanterna magica sembra avere perso da quando il fondo è blu e la scena si aggiunge in post-produzione.

Dante Ferretti, Serie ancore, Ancore di nave su cantiere, 2018. tecnica mista, carboncino e acrilico su tela.
Dante Ferretti, Serie ancore, Ancore di nave su cantiere, 2018. tecnica mista, carboncino e acrilico su tela

TIM BURTON E LA FORTUNA DI AVERE UN BRAVO SCENOGRAFO!

Dante Ferretti racconta, come farebbe con un gruppo di amici di vecchia data, di come Tim Burton l’avesse trascinati per un sacco di tempo in giro per tutta la Cina, cercando location per un film da 200 milioni di dollari…un drago cinese ancora ci guarda a bocca aperta dalle sale!

Poi però il budget è improvvisamente calato a 50 milioni per un film – Sweeney Todd – che andava ricostruito completamente in studio: Ferretti otterrà il secondo Oscar per questa scenografia, ma racconta che al disorientato Tim disse:

L’INASPETTATO PRIMO OSCAR DI DANTE FERRETTI.

Dante e la moglie Francesca Lo Schiavo furono convinti da Martin Scorsese a partecipare alla festa degli Oscar nel 2005: era la quinta nomination in cui erano invitati e non avevano mai vinto nulla…

Stavolta, per di più, erano stati messi dietro le quinte perché erano finiti i posti; stavano seduti sulle sedie, con gli arredatori e non vedevano nulla; sentirono solo la voce di Halle Barry che li chiamava come vincitori per la miglior scenografia in The Aviator.

Il primo pensiero che li colse fu:

GLI SCHERZI DELL’ILLUSIONISTA

Dante Ferretti, invece di utilizzare Rocca Calascio, in Abruzzo, ricostruì la celeberrima abbazia de Il Nome della Rosa a Prima Porta. Finite le scene fu chiamato da una rivista che documentava case antiche e rustici di pregio che chiedeva di poter fotografare il luogo misterioso delle riprese.

Con la sua solita ironia Dante rispose:

E poi, quasi a scusarsi di tutti gli scherzi che ci racconta, dice:

LA SCENOGRAFIA PER DANTE FERRETTI

Gessetti e non tempera sono lo strumento prediletto da Dante Ferretti, la sua mano veloce e intuitiva vede lo spazio come un quadro. È la scuola di Pier Paolo Pasolini, quella di un cinema che concepisce l’inquadratura come un’opera pittorica.

E mentre parla di Pier Paolo Pasolini, Dante Ferretti si fa improvvisamente serio:

Ecco dunque che la scenografia del film non è più semplice quinta, ma diventa una chiave di lettura per la scena; l’inquadratura diventa dipinto, secondo un pensiero – quello di Eisenstein – per cui l’ambiente è dato da una Natura non indifferente.

Dante Ferretti, The Inn, bozzetto per intervista col vampiro; 1994.
Dante Ferretti, The Inn, bozzetto per intervista col vampiro; 1994

L’ULTIMO REGALO A CINECITTA’ STUDIOS

Ferretti conquista i grandi registi di Hollywood costruendo incredibili plastici dell’intera scenografia. In questo modo illustra al regista non soltanto l’ambientazione, ma l’utilizzo logistico dei vari ambienti. La bravura di Dante è incredibile e ci fa capire come il ruolo dello scenografo diventi così importante per i grandi registi con cui ha lavorato. Questa metodologia di lavoro permette infatti di avere il controllo degli spazi e di illustrare fisicamente, grazie al plastico delle varie stanze, da dove girare la scena, dove far muovere un carrello, da che parte utilizzare un dolly.

plastico realizzato per Martin Scorsese da Dante Ferretti per le scene di Gangs of New York; 2002
Plastico realizzato per Martin Scorsese da Dante Ferretti per le scene di Gangs of New York; 2002.

Fu dunque Dante Ferretti a convincere Martin Scorsese a girare Gangs of New York a Cinecittà, ricostruendo le strade di una Grande Mela agli albori della sua edificazione.

IL FARO

Davanti all’opera rappresentante il Faro del film con Di Caprio, Shutter Island, Dante afferma malinconico che l’opera è dedicata a Fellini, perché è così che lo chiamavano loro sul set… e viene da pensare che adesso tutta questa bravura, tutto questo sapere certo illumina la strada per le nuove generazioni.

Dante Ferretti – Con i miei occhi- info e biglietti

  • Luogo: Musei San Salvatore in Lauro
  • Date: dal 17 Aprile al 19 Luglio
  • Curatore: Raffaele Curi
  • Giorni e Orari: da martedì a venerdì 11:00 – 19:30; sabato e domenica 10:30 – 20:30
  • Biglietti: Intero 15,00€
  • Per info: +39 06 6875608

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Ilaria Paccini

ILARIA PACCINI è una medaglista, scultrice e pittrice. La sua ricerca pittorica si sviluppa su grandi lastre di acciaio ossidato, dipinto ad olio. I suoi progetti espositivi sono spesso off-site e sono occasione per realizzare grandi opere eseguite live-painting. Espone in Italia e all’estero presso siti archeologici e Musei. Una sua opera in alluminio è visibile a New York, presso LaMama ETC di Manhattan. Da un anno collabora come giornalista per Gufetto Press, nella sezione arte.