COSTELLAZIONI @ Piccolo Teatro del Giullare: le infinite risposte possibili alla stessa domanda

Per la X stagione di Mutaverso Teatro, la rassegna dedicata alla scena contemporanea diretta da Vincenzo Albano e organizzata da Ablativo, al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno uno spettacolo liberamente ispirato al testo di Nick Payne, che attraversa le infinite possibilità di una storia d’amore, moltiplicando incontri, vicissitudini e sviluppi eventuali. Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli di  Mutamenti – Teatro Civico 14 rappresentano molteplicità di stati d’animo e possibilità, delineando con delicatezza e intensità la complessità della relazione a due in continuo divenire tra contorno e sostanza.

Costellazioni: le infinite versioni della relazione tra un uomo e una donna

Al centro della scena, un uomo e una donna che si presentano, si riconoscono, si ripresentano. Fuori piove, c’è il sole, sono a un barbecue.

Indossano abiti chiari, in netto contrasto col fondo nerissimo del teatro stesso e la piattaforma lucida contornata di una cornice bianca su cui si muovono.

Vengono rappresentate le versioni possibili degli incontri tra quell’uomo e quella donna e gli eventuali sviluppi della loro relazione. Come delle finestre che si aprono una dopo l’altra, delle parentesi seguite da puntini sospensivi, in un continuo sliding doors tra possibilità realistiche, la loro relazione si avvia, si interrompe, si trasforma, si arresta, cambia, si capovolge e lo spettatore sale e scende su questa montagna russa emotiva che ripassa sempre dal via: un momento cruciale, cioè, in cui una scelta ha dato la virata verso una direzione o un’altra, verso un nuovo universo, una nuova ferita o una nuova occasione.

Il multiverso di Costellazioni

Ispirandosi alla teoria del multiverso, al centro del testo di Nick Payne, lo spettacolo utilizza la scena come spazio di possibilità: come per un singolo punto nel piano passano infinite rette, ugualmente accade per le direzioni che si possono intraprendere di fronte alla confessione di un tradimento o all’incidenza di una malattia.

Ecco quindi che lo spettacolo non segue uno sviluppo cronologico ma si dipana tra costellazioni di momenti, prima dei quali erano state operate delle scelte ponderate, istintive, mai sbagliate ma solo possibili: il pubblico stesso è portato a porsi domande sulle incombenze implicite nelle proprie decisioni passate o presenti, in una riflessione intima ma allo stesso tempo universale sul caso, sul destino e sull’ineluttabilità.

Costellazioni: relatività e meccanica quantistica

Ciascun dialogo, ciascuna scena scaturisce da quella precedente, ma la realtà non è una sola, ci possono essere alternative altrettanto possibili a cui si può assistere: è come tirare un dado sei mila volte. Quello che vivono la fisica Marianna e il suo apicoltore è intrappolato e sospeso in questo preciso momento, su un pavimento specchiato che ricorda il vuoto di un precipizio e l’evoluzione della loro storia cambierà, inseguendo le risposte diverse alla stessa domanda posta di volta in volta.

I due pilastri della fisica moderna, relatività e meccanica quantistica, si scontrano portando in scena la loro incompatibilità, caratteristica che ricade in alcune forme sui personaggi stessi. Tutte le scelte che prenderanno sono già state scritte, tutto quello che loro vivono è un copione che si può concretizzare da qualche altra parte: come gli atomi e le molecole non hanno tempo, i due protagonisti sono inciampati l’uno nell’altro ora e succederà anche in qualche altro universo, seppur in modalità differenti.

La scrittura e l’interpretazione di Costellazioni

La scrittura scenica di Roberto Solofria riduce e lima, affidando al ritmo, alle pause e alle ripetizioni la funzione di trasmettere il significato e l’emozione. In scena con Solofria, Ilaria Delli Paoli che interpreta diverse versione di sé senza mai perdersi, utilizzando i semplici cambi di luce o di posizioni sulla scena per trasformare la sua situazione nel multiverso, interpretando sempre con profondità e intensità la difficoltà di un sentimento che cambia forma e misura senza annullarsi del tutto. Le performances sono accompagnate dal tappeto musicale di Paky Di Maio che definisce, sottolinea e culla le infinite versioni dei personaggi interpretati.

Quando ci si trova di fronte a una scelta, si sceglie ciò che non si vuole: “Costellazioni” è uno spettacolo che più di altri rende viva l’ irripetibilità del momento cruciale in cui si opera una scelta, come in un labirinto, ma allo stesso tempo strizza l’occhio all’improvvisazione, che per i due performer di Mutamenti-Teatro Civico 14 è un esercizio di stile che lascia al pubblico non pochi spunti di riflessione sulle relazioni interrotte, fragili, irripetibili che hanno costellato la propria vita.

Lo spettacolo, già visto da Gufetto nel 2023 a Firenze e nel 2016 a Roma con altri interpreti, offre un’esperienza teatrale che invita lo spettatore a interrogarsi su ciò che è stato ma non è più, su ciò che avrebbe potuto essere e su ciò che, forse, in qualche altro universo, sta accadendo.

COSTELLAZIONI
di Nick Payne
con Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli
progetto sonoro Paky Di Maio
regia Roberto Solofria
traduzione Valerio Piccolo
aiuto regia Daniela Quaranta
impianto scenico Nicola Bove e Vincenzo Leone
assistente alla regia Maria Chiara Cecere
costumi Alina Lombardi
illustrazione Francesco Zentwo Palladino
produzione Mutamenti / Teatro Civico 14

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