All’interno della VII edizione della rassegna Festival Indivenire, progetto ideato da Alessandro Longobardi con la direzione artistica di Giampiero Cicciò, il 3 Maggio 2026, presso lo Spazio Diamante, Lumik Teatro ha presentato Controllo 26, da loro scritto e diretto da Michele Demaria e interpretato da Ludovica Apollonj Ghetti e Francesca Pimpinelli.
Presentato come atto unico distopico, pone al centro la riflessione sul concetto di comunità, ambiente e controllo sociale, a partire da un esperimento dell’etologo John B. Calhoun.

L’articolo è stato prodotto nell’ambito del Laboratorio di Visione di Teatro realizzato da Gufetto.
Il laboratorio mira a formare giovani e non giovani critici di teatro Teatro, Arte, Libri e Cinema da coinvolgere nel nostro percorso di formazione come redattore editoriale/critico ed esperto nella scrittura per il web!
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Contenuti
Controllo 26: un mondo immobile QUELLO RACCONTATO DA LUMIK TEATRO
Siamo in un ufficio che, pur essendo in un tempo e in un luogo futuri, ha tutte le caratteristiche di un ambiente anni Ottanta: le scrivanie, le scaffalature, l’appendiabiti … chi ha vissuto quegli anni o è profondamente amante del cinema di quella decade non può che riconoscere e sentirne l’atmosfera. Sul fondo, inoltre, vengono proiettate immagini che ricordano la vecchia console Atari.
La scenografia è statica, polverosa, qualcosa non sembra aderire al contenuto distopico dello studio. Va dato però atto che il disegno luci è costruito con maestria: i tagli, l’alternanza in scena di zone d’ombra e zone di luce, l’uso delle lampade da tavolo per illuminare i volti, insomma l’impostazione generale delle luci fa dimenticare questa sensazione di non aderenza fra la scenografia, il mondo materiale in scena e quanto invece viene raccontato.
Ludovica Apollonj Ghetti e Francesca Pimpinelli IN SCENA

In questo mondo così riconoscibile emergono le due protagoniste, una molto semplice, allegra, ingenua, l’altra più rigida e dedita al lavoro. Nel corso della rappresentazione dovrebbero emergere dissidi e conflitti che però non vengono concretizzati realmente in scena: il dialogo, che vorrebbe restituire l’immagine di una società in crisi, finisce per soffermarsi sulla spiegazione del messaggio in sé e non sulla rappresentazione delle menzogne che hanno permesso al mondo di Controllo 26 di essere costruito.
Lo svelamento finale esplicita troppo tutto e forse è il punto più debole dello studio.
Questo in qualche modo influenza anche l’interpretazione: Apollonj Ghetti e Pimpinelli sembrano procedere su due strade parallele, mancano i momenti di confronto serrato, non c’è un vero acme in cui la tensione, la paura, la sensazione del disastro imminente prende il sopravvento. Sembra mancare un terreno comune in cui le due interpreti possono stare e amplificare la loro presenza scenica.
Controllo 26: può diventare UNO SPETTACOLO?
Il tema affrontato da Lumik Teatro è quanto di più attuale possa esserci, si può ragionare sull’ambiente, sul concetto di benessere e di disuguaglianza sociale ed economica, sul controllo sociale e sulla repressione.
Come detto da Demaria nel confronto con il pubblico, è un argomento che apre innumerevoli ulteriori possibilità, forse per questo bisognerebbe stare maggiormente nella materialità di un evento come la fine del mondo imminente per permettere a questo studio di sviluppare maggiormente il tema così prezioso scelto. Dare maggiore spazio alla rappresentazione più che alla spiegazione degli eventi permetterebbe a nostro avviso di mostrare come, dietro la rigidità dell’ufficio, la rigidità delle regole e delle parole usate, dietro la rigidità delle due impiegate, si celi qualcosa che invece sfugge definitivamente al controllo.
Che cos’è il Festival Indivenire? – tutte le recensioni di Gufetto
Il Festival organizzato ideato da Alessandro Longobardi con la direzione artistica di Giampiero Cicciò presenta ogni sera 1 o 2 studi di massimo 30 minuti presentati da alcune compagnie e collettivi teatrali scelti attraverso un bando.
Ogni sera fino al 7 maggio il pubblico può votare lo studio più promettente e soprattutto, dibattere con la Compagnia a fine spettacolo per comprendere il significato della messa in scena e le scelte stilistiche.
Il Festival viene recensito da tutti i redattori di Gufetto nell’ambito del progetto di formazione interna alla visione e alla scrittura critica col supporto dei Redattori-Gufetti senior.
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