Una parabola amara, realistica e non: COME DIVENTARE RICCHI E FAMOSI DA UN MOMENTO ALL’ALTRO di Emanuele Aldrovandi in scena al Nuovo Teatro Pacini di Fucecchio, fra realismo e straniamento, con indubitabili momenti comici e un altrettanto indubitabile spessore di riflessione.
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La parabola amara di COME DIVENTARE RICCHI E FAMOSI DA UN MOMENTO ALL’ALTRO

Un ronzio, e poi una nuvola di fumo, simile a quella che gli apicoltori usano per snidare le api e raccogliere il miele. Dove siamo? Forse all’interno di un’arnia gigantesca, come suggerisce il costume giallo di uno dei protagonisti, Ferdinando (Luca Mammoli), che abbigliato appunto da apicoltore ne svolge anche il ruolo: rompe la quarta parete, funziona da narratore, alterna i punti di vista – talvolta riferisce quello che pensa e un momento dopo la sua risposta, in contrasto con il pensiero appena espresso – dirige, insomma, la danza delle api. Vedremo che riuscirà a farlo: sarà un suo intervento a indirizzare l’azione verso il risultato desiderato. Con conseguenze, però, più complicate del previsto. Perché, a differenza delle api che cooperano per risultati comuni, qui la cooperazione risulta relativa e, infine, anche rovinosa.
COME DIVENTARE RICCHI E FAMOSI tra realtà e straniamento
La doppia funzione del personaggio di Ferdinando riflette, anche, la doppia funzione del lavoro: se da un lato si tratta di un testo che mette radici nella realtà – la critica, anzi, ne smaschera gli aspetti poco condivisibili, i piedi di argilla – la scenografia diventa allusiva, simbolica, surreale. Le griglie gialle si innalzano per fare apparire i personaggi, scale nere diventano sedie, appoggio e modo di ascesa, ed evidentemente è il pubblico che deve partecipare, scegliere l’interpretazione e comprendere: mentre, contemporaneamente, la generosità degli attori contribuisce a mantenere il legame con la storia, a ridere, anche, e a immedesimarsi. Perché la storia, eccola. La compagna di Ferdinando, Marta (Serena de Siena), ha un piano: approfittare della coincidenza che fa sì che la loro figlia, Emma, frequenti l’asilo insieme a Blu, la figlia non vedente di una celebre attrice, Chiara Velati (Silvia Valsesia). Se si riuscisse a rendere più intima l’amicizia fra le due bambine, e ad attirare la celebre madre a casa, si potrebbe mostrarle la serie di quadri che Emma dipinge e convincerla a darle visibilità: comprando un quadro, e corredando l’acquisto di un post, o di un video, la bimba acquisterebbe celebrità, l’asta online delle sue opere procederebbe spedita, e l’iter verso la ricchezza e la fama sarebbe assicurato.

E dunque ecco l’invito alla festa di compleanno (per quando? Per il giorno in cui la celebre attrice sarà disponibile, ovviamente). Le due donne si fronteggiano, Marta in vestitino iper femminile e poco glamour, Chiara dominante, anche molto maschile nei capelli tirati indietro dal gel e nel tailleur pantaloni. Ottenuta questa prima vittoria, che Chiara, dunque, raggiunga Marta e Ferdinando a casa, ci vuole un nuovo alleato: Carlo (Tomas Leardini), il marito di Azzurra, sorella di Marta, che dovrà indurre con disinvoltura l’attrice a visionare i disegni della bimba, e dunque dare l’avvio all’operazione. Carlo però è una mina vagante: la vera anima comica del lavoro: scacchista, ha bisogno di un saldo ‘piano partita’ per lavorare, e quando questo viene a mancargli, tutto vacilla. Il trucco viene alla luce: le due donne si confrontano: Emma, tra l’altro, ha ricoperto di giallo tutti i suoi quadri, o perché voleva spazio per dipingerne altri, come sostiene la madre, o perché non voleva assolutamente mostrarli a Chiara, devastata dalla timidezza, come sostiene quest’ultima.
L’arte ai tempi di oggi: COME DIVENTARE RICCHI E FAMOSI
A Carlo è anche affidato uno dei temi più influenti del lavoro: che cosa è definibile arte? Dialogando con Ferdinando, Carlo deduce che non esistono modalità di valutazione precisa dell’eccellenza artistica: diversamente da un torneo di scacchi, dove il quarto è sicuramente più bravo del quinto, l’arte sembra configurarsi eccellente solo se riscuote l’ammirazione generale. Disinvoltamente, è proprio Carlo a trovare la soluzione al disastro annunciato: Emma, si potrebbe pensare, ha ricoperto di giallo le sue tele volendo dimostrare che il mondo, la natura, vengono ricoperti e soffocati dalla plastica: arte concettuale, non capriccio infantile. Tanto, l’arte prima si spiega, poi si fa. Con questa spiegazione, il successo è garantito. Le vendite schizzano alle stelle, tutti ballano in biancheria intima sotto i flash dei fotografi. L’annuncio del suicidio di Emma, che ha compreso che l’infelicità non è eliminabile anche se sei ricco e famoso, sarà vero? Oppure un altro colpo pubblicitario? Non ci sono reazioni. Con amarezza, perché gli uomini non reggono troppa realtà, lo spettacolo finisce.
COME DIVENTARE RICCHI E FAMOSI DA UN MOMENTO ALL’ALTRO: credits
testo e regia Emanuele Aldrovandi
con Giusto Cucchiarini, Serena De Siena, Tomas Leardini, Silvia Valsesia
scene Francesco Fassone
costumi Costanza Maramotti
luci Antonio Merola
ambiente sonoro Riccardo Tesorini
movimenti Olimpia Fortuni
aiuto regia Luca Mammoli
trucco Giorgia Blancato
realizzazione maschera Micol Russo, Cristina Ugo
collaborazione realizzazione scena Jessica Koba
collaborazione realizzazione costumi Nuvia Valestri
grafiche Anna Resmini
Produzione Associazione Teatrale Autori Vivi
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale – Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale


