In vista di PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a 2025 diamo spazio ad artist*, collettivi e progetti che troveranno spazio il 23 è 24 giugno. Abbiamo intervistato la compagnia UCCI UCCI, duo artistico composto da Salvatore Crucitti e Gloria Zeppilli, nato nel 2020 con l’obiettivo di sviluppare la ricerca artistica attraverso un approccio etnografico.
Contenuti
ucci ucci: la compagnia e l’approccio etnografico
Qual è la vostra ricerca artistica e gli obiettivi che come Artist+ mirate a raggiungere?
La nostra ricerca si coniuga a studi e pratiche antropologiche, etnografiche e d’archivio. Le analisi sociologiche e la ricerca estetica sono gli strumenti essenziali per la creazione del linguaggio.
Da dove nascono le vostre opere?
Le opere nascono dallʼimmersione in uno specifico territorio, che viene attivato nel suo senso antropologico e ambientale. L’opera non è decontestualizzata o avulsa dall’ambiente nel quale vive ma ne coglie le emergenze.
Paesaggi, lingue, racconti, tradizioni, riti delle comunità, costituiscono la stratificazione delle opere concepite come “oggetti ipertestualiˮ. Attraverso una pratica relazionale e l’attivazione di paesaggi antropici, l’estetica e la ricerca etnografica entrano in dialogo, con lo scopo di evocare inaspettati cortocircuiti teorici ed estetici che emergono dalla pratica artistica. Permettendo una dimensione dove la riflessione è tanto poetica quanto politica, affrontando questioni culturali e sociali attraverso una pratica artistica interdisciplinare e relazionale, con l’intenzione di evocare territori, subculture e culture nascoste o prossime all’estinzione.

ucci ucci a PLASMA 2025, Il progetto sedimenti
Quale intervento porterete a PLASMA e che tipo di riscontro vi aspettate?
A PLASMA racconteremo del progetto di “Sedimenti”, ancora in fase di realizzazione. Un film che mette a confronto le prospettive antropologiche con una ricerca performativa e sul paesaggio. Partendo dall’impatto del carbone nell’immaginario collettivo occidentale, si propone una riflessione estetica sui paesaggi antropici. I luoghi protagonisti sono villaggi estinti a causa dell’estrazione del carbone presso la cava di carbone più grande d’Europa: Garzweiler, in Germania (nella Renania Settentrionale-Vestfalia) e le estrazioni illegali in Polonia presso Trzebinia e Wałbrzych.
I paesaggi antropici vengono attivati da performance e narrazioni endemiche. Su una lavagna si estrae ciò che è sepolto lasciando solchi effimeri e utopici, attraverso immagini di paesaggi sfigurati, villaggi estinti, racconti di sopravvivenza e comunità colpite dall’estrazione di carbone, si intrecciano per ricostruire una coscienza di ciò che stiamo perdendo.
Quale evoluzione vi attendete per il vostro collettivo/la vostra ricerca?
Vediamo la nostra pratica come un unico grande archivio. Un archivio in continua espansione che raccoglie ciò che è nascosto o che sta scomparendo. Non un archivio documentaristico nel senso tradizionale, ma un organismo attraversato da stratificazioni emotive, biografiche, politiche e simboliche. Il materiale che raccogliamo viene rielaborato attraverso un dispositivo estetico complesso e una riscrittura condivisa, metabolizzata, insieme alle comunità o ai i gruppi con cui entriamo in relazione.

Cos’è PLASMA?

PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a è in evento organizzato da artist* emergenti per artist* in emergenza.
Tre i nuclei dell’evento:
- AURORAE Un playground di incontro e sperimentazione.
- SCOSSA? Un’opportunità di mentoring e confronto per progettualità in divenire coordinato da Francesca D’Agnano, esperta in progettazione culturale.
- PLASMARSI Un talk show condotto da Leonardo Venturi dove artist* emergenti presentano la propria ricerca.


