Chi sono i COLLETTIVO EFFE e cosa porteranno a PLASMA 2025?

In vista di PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a 2025 diamo spazio ad artist*, collettivi e progetti che troveranno spazio il 23 è 24 giugno. Abbiamo intervistato la compagnia COLLETTIVO EFFE, realtà dal 2018 e frutto dell’incontor di diversi artisti in cerca di strumenti di commistione di vari linguaggi performativi.

COLLETTIVO EFFE: la compagnia ed il lavoro di ricerca

Quando nasce il vostro collettivo e quale esigenza sta alla sua base?

Il Collettivo EFFE è attivo dal 2018 con l’obiettivo di esplorare l’interazione tra le tecnologie applicate e i vari linguaggi performativi, fuori e dentro contesti teatrali. E’ un tentativo di collaborazione formato da Giulia Odetto
(regista/autrice), Antonio Careddu (dramaturg/autore), Camilla Soave (danzatrice/video artista) e da altrə artistə, macchine, esseri viventi (e non) che ne incrociano i percorsi di ricerca.

Qual è la vostra ricerca artistica e gli obiettivi che come Artist+ mirate a raggiungere?

Fin dai primi tentativi la nostra ricerca ha avuto tre aspetti ricorrenti: l’approfondimento della drammaturgia di immagine (soprattutto con l’uso del video in presa diretta), la centralità del corpo umano e il suo rapporto con l’altro da sé, che si manifesta frequentemente nel dialogo con il paesaggio o
con parte di esso.
Esploriamo la percezione e sfidiamo quella del pubblico. Studiando il metodo di inclusione dei diversi linguaggi performativi, cerchiamo di aprire alternative in cui la tecnica sia la naturale estensione del corpo umano. Disegniamo utopie nello spazio, per suggerirne la possibilità.

COLLETTIVO EFFE a PLASMA 2025, IN CERCA DI CONFRONTO

Quale intervento porterete a PLASMA e che tipo di riscontro vi aspettate? 

Purtroppo saremo presenti solo virtualmente a causa di impegni di lavoro. Presenteremo un montaggio video di alcuni aspetti salienti del nostro lavoro con l’obiettivo di condividere la nostra pratica e appoggiare con la nostra presenza distante questo importante momento di networking.

Quale evoluzione vi attendete per il vostro collettivo/la vostra ricerca? 

Speriamo di strutturare il nostro lavoro fino al punto da avere la forza di tutelare i nostri tempi di ricerca e di creazione, senza dover rincorrere richieste produttive esterne. Vogliamo esplorare sempre di più la dimensione comunitaria del nostro lavoro spingendo i nostri linguaggi in quella direzione.

Come giudicate l’attuale panorama teatrale/culturale italiano e che apporto possono dare i vostri lavori?

La fase del panorama culturale italiano è complessa perché il tempo che viviamo è complesso, il nostro compito è abitare questa complessità, riconoscerla, renderla un luogo accogliente in cui vivere.

Perché dovremmo venire a PLASMA? Dateci due ragioni valide per vedervi o conoscervi in futuro. 

Dovete venire a PLASMA perché ogni luogo in cui le idee, le visioni e le energie si incontrano è un luogo che vale almeno un’occhiata!

Cos’è PLASMA?

Banner PLASMA

PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a è in evento organizzato da artist* emergenti per artist* in emergenza.

Tre i nuclei dell’evento:

  • AURORAE Un playground di incontro e sperimentazione.
  • SCOSSA? Un’opportunità di mentoring e confronto per progettualità in divenire coordinato da Francesca D’Agnano, esperta in progettazione culturale.
  • PLASMARSI Un talk show condotto da Leonardo Venturi dove artist* emergenti presentano la propria ricerca.
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Antonio Mazzuca

Giornalista, Editore e Direttore responsabile di Gufetto Magazine Appassionato di teatro, arte, cinema e serie tv. Scrivo per Gufetto dal 2014. Un Gufetto piccolo che pensa in Grande.