In vista di PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a 2025 diamo spazio ad artist*, collettivi e progetti che troveranno spazio il 23 è 24 giugno. Abbiamo intervistato la compagnia POVERI COMUNI MORTALI, Allievi dell’Accademia STAP interessati a tematiche sociali, costantemente in cerca di nuovi linguaggi visivi e di scrittura
Contenuti
CONFERENZA BALAAM: cinque alchimisti ed un lavoro di ricerca
Quando nasce il vostro collettivo e quale esigenza sta alla sua base?
Conferenza Balaam, è un collettivo formato da cinque alchimisti che creano nuove formule ed esperimenti vivi e pulsanti tramite l’elaborazione di un pensiero artistico che indaga l’Ambiente sia nella sua definizione paesaggistica, sia come spazio interno dell’essere – con un focus particolare sul tema della gentilezza.
Ci incontriamo presso il Comandini di Cesena durante il corso di perfezionamento tenuto da Societas. L’intento è quello di creare performance che siano esperienze sensitive per lo spettatore che vi partecipa. Partendo da origini diverse che viaggiano tra ricerche antropologiche e musicali, creazioni tra teatro e danza ci incontriamo nell’atto performativo multidisciplinare.
Qual è la vostra ricerca artistica e gli obiettivi che come Artist+ mirate a raggiungere?
Porre domande e non imporre risposte – simboli aperti che aumentano le percezioni singole dello spettatore.
La gentilezza come postura da tenere nelle nostre domande e un’attenzione al “paesaggio”.
Una visione kantiana del sublime ci mostra come l’esperienza del naturale possa eccedere la nostra comprensione, pur rimanendo percepibile. Tuttavia, essendo la nostra conoscenza fenomenica e sensibile, rimaniamo entro un orizzonte inevitabilmente antropocentrico: il noumeno, ciò che è “in sé”, ci resta precluso.
Essere consapevoli di questo significa riconoscere la nostra posizione ambigua: dentro il fenomeno naturale. È un invito a trovare nuove forme.

CONFERENZA BALAAM a PLASMA 2025, IN CERCA DI OPPORTUNITA’
Quale intervento porterete a PLASMA e che tipo di riscontro vi aspettate?
Una conferenza performativa. Un rituale, che invita alla partecipazione, alla riflessione collettiva, valorizzando una soglia tra lo spazio scenico e il pubblico. Sarà l’azione scenica a raccontare di noi e del nostro metodo di ricerca creativa. Cosa ci aspettiamo? Quello che è in serbo per noi, anche un esperimento fallito. Per noi anche il vuoto è un pieno, un momento per interrogarsi e per far fiorire nuove domande.
Quale evoluzione vi attendete per il vostro collettivo/la vostra ricerca?
Ci interessa continuare i nostri esperimenti in luoghi nuovi. L’ambiente, inteso come tutto ciò che ci è attorno, influenza profondamente il nostro lavoro, per cui vogliamo portare le nostre performance in nuovi spazi, non teatrali, naturali ma anche iperurbanizzati, per spostare l’orizzonte delle nostre domande un po’ più in là.
Oltre a rinnovare e continuare a imparare da questi accadimenti, spostandoci nel concreto, vorremmo distribuire il nostro nuovo lavoro “Pezzo a due con dieci piante”.
Stiamo lentamente capendo chi sono gli interlocutori per il tipo di ricerca che ci interessa e al momento non ci vogliamo iscrivere in un settore preciso, per cui il futuro è ancora ricchissimo di possibilità.
Come giudicate l’attuale panorama teatrale/culturale italiano e che apporto possono dare i vostri lavori?
Nonostante le vecchie resistenze, sentiamo che il panorama teatrale/culturale è in piena trasformazione. Contaminazioni tra i generi e le arti prendono sempre più spazio, al punto che non sappiamo nemmeno noi ancora definire i contorni di chi siamo.
Eppure i fondi riservati alla sperimentazione sono ancora pochi, difficili da reperire e vincolati, lasciando la ricerca a chi ha il privilegio di farla o autosostenersi. Quello che accadrà nelle giornate del 23 e 24 giugno è importantissimo perché la condivisione di pratiche dal basso è la migliore procedura che possiamo mettere in campo.
Perché dovremmo venire a PLASMA? Dateci due ragioni valide per vedervi o conoscervi in futuro.
Per conoscere quale sarà il futuro della scena contemporanea, o almeno chi sta tentando di costruirlo da indipendente. Mattoncini che grazie alla volontà di Lidi Precari scelgono di incontrarsi e condividere, perché una cosa è certa non possiamo farcela con gli individualismi.
Cos’è PLASMA?

PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a è in evento organizzato da artist* emergenti per artist* in emergenza.
Tre i nuclei dell’evento:
- AURORAE Un playground di incontro e sperimentazione.
- SCOSSA? Un’opportunità di mentoring e confronto per progettualità in divenire coordinato da Francesca D’Agnano, esperta in progettazione culturale.
- PLASMARSI Un talk show condotto da Leonardo Venturi dove artist* emergenti presentano la propria ricerca.


