In vista di PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a 2025 diamo spazio ad artist*, collettivi e progetti che troveranno spazio il 23 è 24 giugno. Abbiamo intervistato Sofia Naglieri
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Sofia naglieri: la CONTAMINAZIONE artistica
Qual è la tua ricerca artistica e gli obiettivi che come Artista miri a raggiungere?
Soffro di stitichezza, trattengo ogni liquido, non sudo, non so cosa voglia dire squirtare, non sono mai svenuta, i denti da latte hanno fatto fatica a cadere, sono amica di tutti gli ex.
Neanche un passo indietro, rimane tutto, tenacemente avvinghiato al corpo. Vivere desti, in ogni parte. Sedersi in pizzo sulla sedia pronti a rialzarsi, essere vigili, svegli, come l’attore del teatro scalzo vestito di nero, in scena. Non lasciare dietro nulla, e diffidare del nuovo. La medietas dei saggi ci investe della sua efficacia. Né troppo, né troppo poco ma solo giusto.
La mia ricerca artistica si fonda sul tentativo di rinnegare tutto ciò per mettermi nella posizione di rischiare. Di espormi. Di dire male. Di essere fuori luogo. Semplicemente, fare. Che è difficilissimo. E fare qualcosa di bello, che oltre ad essere difficile è davvero pretenzioso.

Sofia Naglieri: la performance a plasma 2025
Quale intervento porterete a PLASMA e che tipo di riscontro vi aspettate?
Intervento:
Posiziono una sveglia-unicorno in proscenio, suonerà dopo 12 minuti.
Esco.
Entro spingendo un trabattello sul quale è posizionato il costume di Devozioni per occasioni di emergenza, il mio primo lavoro come autrice.
Esco, rientro e camminando inciampo a terra: citazione del mio prossimo lavoro, che non esiste ancora. Mi rialzo, niente di grave.
Posiziono computer e imposto la proiezione.
Necessità tecniche: possibilità di proiettare, computer, microfono gelato, impianto audio connesso a computer. Tutto a vista sulla scena.
Leggo newsletter 1, proiettandola.
Trailer devozioni.
Se sono passati 12 minuti suona la sveglia-unicorno sulla melodia di Fischia il vento, la amplifico con il microfono.
Prendo le mie cose, esco.
In merito al riscontro, ho imparato a non avere nessun tipo di aspettativa. Mi auguro che, pero’, qualcuno possa sorridere. Perché una grande ambizione sì, cel’ho, ed è quella di riuscire ad essere ironica e prendermi poco sul serio.
Quale evoluzione vi attendete per il vostro collettivo/la vostra ricerca e verso quali nuove direzioni vorreste spingervi?
Vorrei riuscire a lavorare come artista senza dover gestire uno spazio mio e privato, senza dover diventare un ente produttivo, e senza dover creare un festival.
Se riuscissi in questo, occupandomi significativamente del lavoro creativo e della ricerca, allora sì, sarebbe davvero un ottimo traguardo.
In questo momento mi sto concentrando su una nuova creazione in cui si conferma la necessità di collaborare con professionistx di altre discipline, come è successo per Devozioni per occasioni di emergenza. Il mio lavoro si sta conformando come naturalmente multidisciplinare in cui non esiste un collettivo ma una rete attiva di intrecci e collaborazioni orizzontali, questo anche, è un ottimo traguardo.
Come giudicate l’attuale panorama teatrale/culturale italiano e che apporto possono dare i vostri lavori?
In questo caso cito qualcosa che è frutto di un lavoro collettivo di messa in discussione e presa di coscienza della situazione attuale del panorama culturale italiano:
Dichiariamo lo stato di disastro culturale, vogliamo tutt’altro.
Esistono assemblee pubbliche in molte città, che si incontrano. Incontriamoci.
E’ significativo che io e tuttx noi prendiamo coscienza della necessità di pretendere politicamente qualcosa di diverso.

Cos’è PLASMA?

PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a è in evento organizzato da artist* emergenti per artist* in emergenza.
Tre i nuclei dell’evento:
- AURORAE Un playground di incontro e sperimentazione.
- SCOSSA? Un’opportunità di mentoring e confronto per progettualità in divenire coordinato da Francesca D’Agnano, esperta in progettazione culturale.
- PLASMARSI Un talk show condotto da Leonardo Venturi dove artist* emergenti presentano la propria ricerca.


