In vista di PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a 2025 diamo spazio ad artist*, collettivi e progetti che troveranno spazio il 23 è 24 giugno. Parliamo da Pietro Angelini, attore e performer attivo nel panorama teatrale contemporaneo e nell’industria dell’audiovisivo.
Contenuti
Pietro Angelini: la ricerca artistica
Qual è la tua ricerca artistica e gli obiettivi che come Artista miri a raggiungere?
Per come la vedo io ogni progetto necessita una ricerca artistica specifica sempre correlata e in dialogo con la forma scenica e quindi diversa di volta in volta. Nei tre spettacoli che ho realizzato ciascuno aveva un proprio processo creativo e una traiettoria di ricerca autonoma. Detto questo, alcuni macrotemi come l’ossessiva performatività contemporanea e la relazione che c’è tra i media “onlife” e il comportamento umano sono dei comuni denominatori.
Quali sono gli obiettivi che come Artista miri a raggiungere?
In questo momento l’obiettivo è far crescere il mio ecosistema creativo e – spudoratamente – il mio “business”: Significa moltiplicare la distribuzione, attivare nuove collaborazioni virtuose e campare sempre meglio di questo mestiere continuando a produrre lavori che mi piacciono davvero.

PIETRO ANGELINI: un film a PLASMA 2025?
Quale intervento porterete a PLASMA e che tipo di riscontro vi aspettate?
Presenterò il mio primo film, un corto dal titolo DISCORSO SOPRA I MASSIMI SISTEMI DELLA PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA e racconterò di come sia stato assurdo diventare un regista pluripremiato di cinema sperimentale. Non faccio previsioni sui riscontri del pubblico perché mi fa venire un pochino d’ansia.
Quale evoluzione vi attendete per il vostro collettivo/la vostra ricerca e verso quali nuove direzioni vorreste spingervi?
In questo momento navigo a vista e siccome mi piace lavorare con altr+ artist+, oltre al debutto di SEVERAL LOVE’S REQUESTS (ottobre 2025, Romaeuropa Festival) progetto che ho scritto e che interpretato con Pietro Turano, per il 2026 prevedo di continuare a collaborare alla drammaturgia dei progetti coreografici di Francesca Santamaria e Vittorio Pagani portando avanti l’ibridazione tra i nostri linguaggi.

Come giudicate l’attuale panorama teatrale/culturale italiano e che apporto possono dare i vostri lavori?
Il panorama teatrale italiano mi pare regolato e schiacciato da norme che premiano la quantità e che inducono tutta la filiera a iper-produrre. Dopo che uno spettacolo ha debuttato lo hai già quasi “de-buttato”. Dispiace perché siamo costretti in poco tempo a produrre molto – se vuoi tenere in bolla il fatturato – e questo inevitabilmente abbassa la qualità. Questo è il tema che esce spesso dai confronti con collegh+ e collaborator+ che si occupano di spettacolo dal vivo. I miei progetti ovviamente non sono esenti da questa logica e dunque cerco – come credo facciano tutt+ – di creare al meglio che posso con gli strumenti che ho a disposizione di volta in volta.
In 365 giorni, sono più le occasioni in cui sono in platea rispetto a quelle in cui sono sul palco. L’unico apporto che posso dare, quando ho l’occasione di creare, è quello di assecondare il mio gusto come spettatore. Il tentativo è quello di inventare qualcosa che mi piacerebbe vedere e che spero voglia vedere anche il pubblico.
Perché dovremmo venire a PLASMA? Dateci due ragioni valide per vedervi o conoscervi in futuro.
Mi sembra davvero una bella occasione per incontrare e conoscere i percorsi e le invenzioni di una quindicina di realtà eterogenee dello spettacolo dal vivo. Gratuitamente.
Cos’è PLASMA?

PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a è in evento organizzato da artist* emergenti per artist* in emergenza.
Tre i nuclei dell’evento:
- AURORAE Un playground di incontro e sperimentazione.
- SCOSSA? Un’opportunità di mentoring e confronto per progettualità in divenire coordinato da Francesca D’Agnano, esperta in progettazione culturale.
- PLASMARSI Un talk show condotto da Leonardo Venturi dove artist* emergenti presentano la propria ricerca.


