Chi è DARIO DE ANGELIS e cosa porterà a PLASMA 2025?

In vista di PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a 2025 diamo spazio ad artist*, collettivi e progetti che troveranno spazio il 23 è 24 giugno. Abbiamo chiesto a DARIO DE ANGELIS autore, formatosi alla classe Canzone di Officina Pasolini e cofondatore di Questa Cosa Queer, quali forme di contaminazione proporrà e quali squarci di racconto tra il sacro e il quotidiano suggerirà al pubblico di PLASMA.

DARIO DE ANGELIS: la CONTAMINAZIONE artistica

Qual è la tua ricerca artistica e gli obiettivi che come Artista miri a raggiungere? 

Sono sempre stato affascinato dalla possibilità di mescolare generi e linguaggi diversi, per questo la mia ricerca si basa principalmente su elementi di contaminazione tra poesia, il teatro e musica (soprattutto vocale a cappella). La voce è stato il primo strumento nucleare e identitario che istintivamente ho scelto per descrivermi e raccontare il mondo che osservo; tuttora ha per me, in questo processo artistico e politico insieme, una centralità indiscussa.

Quali sono gli obiettivi che come Artista miri a raggiungere?

Spero di poter contribuire con la mia ricerca a creare spazi di ascolto e cura, dove possiamo tornare a (ri)conoscerci ed empatizzare ognuno nelle storie degli altri. L’essere umano è un animale sociale e narrativo: oggi più che mai abbiamo bisogno di incontrarci, ascoltarci e raccontarci.

Dario De Angelis
Dario De Angelis

DARIO DE ANGELIS: FRA MUSICA E POESIA

Quale intervento porterete a PLASMA e che tipo di riscontro vi aspettate? 

I miei interventi saranno dei brevi appuntamenti (musicali o in slam poetry) nel corso della serata, dei piccoli squarci di racconto tra il sacro e il quotidiano nel tentativo di dare qualche esempio di questa nostra contemporaneità sempre più spaesante e in bilico. Spero che le persone possano riconoscersi e ritrovarsi nei miei racconti: magari stando tutt’insieme saremo ugualmente sperduti ma meno spaventati.

Spero saranno dei fruttuosi attimi di sospensione e contatto.

Quale evoluzione vi attendete per il vostro collettivo/la vostra ricerca e verso quali nuove direzioni vorreste spingervi? 

La prospettiva è sicuramente quella di continuare questo processo di mescidazione continua, magari confrontandomi con sempre più linguaggi e media artistici. Attualmente sto lavorando a vari progetti tra cui un EP e una bozza di spettacolo di divulgazione sui temi della queerness e LGBTQIA+, spero di concludere tutto nel corso di quest’anno.

Come giudicate l’attuale panorama teatrale/culturale italiano e che apporto possono dare i vostri lavori?

Credo che come in molti altri settori della nostra contemporaneità ci siano ampi margini di miglioramento, soprattutto nell’inclusione e nella tutela di nuove voci, realtà ed espressioni professionali ed artistiche.
Non credo invece che l’arte possa mai davvero essere scissa dalla politica (intesa come relazione, anche gerarchizzante, dei ruoli e i poteri che intercorrono tra le individualità e le collettività che compongono una popolazione).

Per questo la mia ricerca si intreccia inevitabilmente a forme di attivismo, anche solo nel proporre delle riflessioni sul magma sociale che viviamo quotidianamente, e magari -quando posso- insinuare dei dubbi, un
dibattito, i tratti di una (ri)soluzione.

 Perché dovremmo venire a PLASMA? Dateci due ragioni valide per vedervi o conoscervi in futuro. 

È fondamentale ritrovare l’importanza politica emotiva e genericamente umana di incontrarsi.

L’ascolto e la condivisione di voci ed esperienze finora silenziate o ignorate è -a mio avviso- una delle forme più alte e attualmente più essenziali di (pratica) politica.

Tanto più, credo che nel momento storico che stiamo vivendo -dove dilaga una sovrastimolazione continua di informazioni e distrazioni- il come e il dove scegliamo di indirizzare la nostra attenzione e il nostro ascolto sia una forma di potere che abbiamo a disposizione e una responsabilità a cui siamo chiamati a rispondere.

Cos’è PLASMA?

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PLASMA s-t-a-t-o-d-i-e-m-e-r-g-e-n-z-a è in evento organizzato da artist* emergenti per artist* in emergenza.

Tre i nuclei dell’evento:

  • AURORAE Un playground di incontro e sperimentazione.
  • SCOSSA? Un’opportunità di mentoring e confronto per progettualità in divenire coordinato da Francesca D’Agnano, esperta in progettazione culturale.
  • PLASMARSI Un talk show condotto da Leonardo Venturi dove artist* emergenti presentano la propria ricerca.
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Antonio Mazzuca

Giornalista, Editore e Direttore responsabile di Gufetto Magazine Appassionato di teatro, arte, cinema e serie tv. Scrivo per Gufetto dal 2014. Un Gufetto piccolo che pensa in Grande.