Dal 9 al 13 aprile, si è svolto il Festival Contemporaneo Futuro a cura di Fabrizio Pallara, una rassegna di spettacoli atti a esplorare il rapporto fra infanzia e futuro, utilizzando però un linguaggio trasversale che presta attenzione anche ai genitori e non solo.
È infatti stato sorprendente, sabato 12 aprile, non solo mettere piede nella splendida cornice storica e museale del Teatro Torlonia, ma ritrovarsi la “bombonierica” platea riempita non solo da bambini e genitori, ma anche da ragazzi e gente del settore, che con occhi stupiti hanno assistito a CHARLIE GORDON, spettacolo di burattini prodotto da Teatro Medico/Ipnotico e Teatro Caverna scritto da Patrizio Dall’Argine che ha dato vita a una favola di grande importanza sociale.
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CHARLIE GORDON, la tecnica di Dall’Argine, in condizioni di meraviglia
Il suono di un’armonica a bocca accompagna una luce che dall’alto accende un piccolo teatro di burattini, posto al centro di un palco forse un po’ troppo alto per una rappresentazione del genere, una voce risuona nell’aria:
“Stupido [dal latino stupĭdus, da stupore, stupire, preso da stupore, attonito, sbalordito, chi è in condizioni di meraviglia.]”
e quando i piccoli burattini cominciano a muoversi nel loro piccolo ambiente si diventa subito stupidi, colti da quella meraviglia che nel giro di qualche minuto fa dimenticare, non solo che dentro il piccolo bugigattolo vi si trovi una persona soltanto, ma che si sta guardando dei pupazzi, perché la tecnica di Dall’Argine è talmente affinata e raffinata che nonostante l’esplicitata artigianalità e le volte in cui viene apertamente dichiarato, visivamente e narrativamente l’utilizzo delle mani, non sembra reale.
DALL’ARGINE: inquietare può essere una chiave
Nel 1993 i bambini nelle sale cinematografiche venivano catturati da un personaggio che la Disney stessa aveva rifiutato per anni e che poi, notando come lo stile gotico e dark del suo creatore stava spopolando grazie a “Batman” decise di donargli finalmente la sua pellicola. Nightmare Before Christmas di Henry Selick e Tim Bruton è tutt’ora un’opera d’arte di culto per gli appassionati di cinema e animazione, perché la sua chiave nera e inquietante riuscì, nei bambini di allora ad aprire quella serratura colorata fatta di favole imbellettate e buoni sentimenti, e depositare il messaggio che “strano è bello” e “diverso è giusto”.
Patrizio Dall’Argine lo sa bene e infatti i suoi personaggi, da lui abilmente creati, risultano nei primi momenti quasi addirittura spaventosi, ma il contrasto con le loro personalità è quello che riesce a tenere gli occhi e i cuori dei bambini attenti a un racconto che non li sottovaluta mai.
Chi è Patrizio Dall’Argine
Nato a Parma il 28 luglio 1971, ha cominciato la carriera artistica nel 1989, al Teatro delle Briciole di Parma a partire dal 1990, dove lavora professionalmente come scenografo, attore, autore e regista. Terminata questa esperienza nel 2001. È tra i fondatori della compagnia Cà luogo d’Arte con la quale inizia ad approfondire il linguaggio del Teatro dei Burattini.
Ha partecipato ad “Antigone delle città” diretto da Marco Baliani, in commemorazione dei dieci anni della strage della stazione di Bologna. Nel 1995 fonda il gruppo teatrale “I ragazzi della Ghiaia” nel quale è regista, autore e attore. Nel 1999 vince il premio Eti- Scenario come regista, autore e unico interprete del monologo “CONTRAEREA”, liberamente ispirato al libro “La guerra in casa” dello scrittore Luca Rastello.
Nel 2010 a Parma diventa Burattinaio al Castello dei Burattini- Museo Giordano Ferrari, e negli spazi del museo nasce il Teatro Medico Ipnotico. Nel 2016 pubblica il libro MANUALE PER UN BURATTINAIO.
Il debutto dello spettacolo CHARLIE GORDON risale al 2022, al Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure, Arrivano dal Mare! , spettacolo prodotto dal Teatro Caverna di Bergamo.
Scopri tutto il percorso artistico di Patrizio Dall’Argine
CHARLIE GORDON, educare con coraggio
Quando un bambino oggi accende la TV o YouTube KIDS si ritrova davanti a programmi o cartoni animati che tendono a trattarli come idioti, piccoli esserini a cui va spiegata la differenza fra il fiume e il mare, fra l’albero e il cespuglio o che comunque tendono ad essere estremamente banali e didascalici nel riportare loro dei giusti e dovuti insegnamenti (non è il caso di opere come Bluey o Steven Universe ad esempio) Dall’Argine ha invece scelto di mettere in scena un racconto che è anni luce distante da tutto ciò: Fiori per Algernon di Daniel Keyes, assumendosi tutta la responsabilità di un linguaggio che a volte rischia di non essere compreso dai più piccoli, ma sicuro che seminerà in qualche modo in loro un pensiero nuovo e più elaborato, che porterà ad una riflessione più profonda e reale e che piano piano maturerà insieme a loro rendendoli, forse, più sensibili e responsabili.
CHARLIE GORDON: dalla penna di Keyes alle mani di Dall’Argine
Guizzi di fiamme, occhi brillanti nel buio, esplosioni di coriandoli e tante piccole chicche sceniche, insieme a dei costumi molto attenzionati e a delle musiche più che azzeccate contornano la messa in scena che condensa, in 50 minuti circa, il racconto di Kelley, cambiando forse troppo dei passaggi e saltandone alcuni che avrebbero potuto rendere il messaggio probabilmente più chiaro, ma che di sicuro hanno più modo a Dell’Argine di mettere in risalto i rapporti fra i personaggi, regalando anche qualche momento toccante.
Interessante il modo di far irrompere la scena nella platea, come il cesto di perline che viene scaraventato a terra e che immediatamente rende il pubblico coinvolto e parte di quel mondo burattinoso.
Meno interessante il tentativo, forse troppo posticipato nella cronologia scenica di coinvolgere verbalmente il pubblico di bambini che sulle prime si trova tentennante a rispondere a una narrazione che li stava rendendo già partecipi e attivi senza il bisogno di rivolgersi a loro, ma che comunque alla fine li ha catturati a tal punto da fargli chiedere, durante i saluti di conoscere i personaggi per poterci scambiare due parole. uno di quei momenti che ti fanno davvero capire di aver assistito a qualcosa di extra-ordinario, di unico, di magico.
CHARLIE GORDON tutti tranne gli stupidi
La storia, viene detto, è ambientata in un futuro prossimo, che potrebbe tranquillamente essere un’ingombrante presente, in cui varrà una sola legge: quella del più forte. E mentre sul finale, dal teatrino esplode in aria un’enorme bandiera bianca ci viene detto che in quel futuro “tutti volevano essere più forti, tutti, anche i deboli, tutti tranne gli stupidi”.
Perché il grande insegnamento di Charlie Gordon è che in un mondo dominato dal capitalismo in cui stupirsi e fermarsi a rimanere meravigliati è una perdita di tempo, siamo comunque tutti liberi di essere stupidi. Perché se tutti sono intelligenti, se tutti sono forti, allora nessuno lo è. E se essere stupidi significa emozionarsi nel guardare una folla di bambini che circonda un burattinaio perché vogliono conoscere, parlare e giocare con dei pupazzi, allora voglio esserlo anche io.
Cos’è il Teatro Medio ipnotico
Il Teatro Medico Ipnotico è una compagnia di Teatro d’Arte di Burattini a base familiare: Patrizio Dall’Argine si occupa dei soggetti, dei testi, dell’intaglio delle teste e della pittura delle scene. Veronica Ambrosini si occupa dell’ideazione e della confezione dei costumi dei burattini, della costruzione di pupazzi,le figlie Virginia e Thea collaborano come consulenti di grafica, video e fotografia e in alcuni spettacoli come assistenti di baracca.
Dalla fondazione nel 2009 ad oggi la compagnia ha realizzato 35 creazioni tra spettacoli e performance. Il repertorio attuale è di 17 titoli, quattro di questi con musica suonata dal vivo.
La ricerca estetica parte sempre dal Burattino che si muove nel suo spazio autonomo e trasportabile, un teatro in scala chiamato “baracca”. Nella baracca medico-ipnotica il rapporto figura-fondo, oltre ad essere progettato con canoni decorativi, spesso motivo di una ricerca estetica che tende a far diventare il fondo, i dettagli e “l’atmosfera” i veri protagonisti della scena. Questo attraverso l’uso delle luci e del suono, ma anche del buio e del silenzio.
Scopri tutto il percorso artistico del Teatro medio-ipnotico
Teatro Torlonia, 12 aprile 2025
Teatro Medico Ipnotico/Teatro Caverna
di Patrizio Dall’Argine
liberamente ispirato al racconto
Fiori per Algernon di Daniel Keyes
costumi Veronica Ambrosini
burattinaio Patrizio Dall’Argine
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