CANTANTI, spettacolo andato in scena presso lo Spazio Nous di Roma, apre ufficialmente la XVI edizione di Inventaria, il festival del teatro off che si svolge nei mesi di maggio e giugno a Roma e che raccoglie i lavori di diverse compagnie provenienti da tutta Italia in 4 diversi spazi espositivi.
La regia di CANTANTI è di Carlo Geltrude, attore e regista napoletano, che, con questo lavoro ha vinto il Premio Over Emergenze Teatrali nel 2024 e che abbiamo visto in scena al Napoli Teatro Festival con TUR FOR’ ‘E VASC.
In scena vediamo lo stesso Geltrude e Giuseppe Brunetti, mentre la drammaturgia è di Mario Gelardi, direttore del Nuovo Teatro Sanità di Napoli e autore di lavori come “Malamadre”(premio Flaviano 2002),” La paranza dei bambini” e “Gomorra”, questi ultimi scritti in collaborazione con lo scrittore e giornalista Roberto Saviano.
Noi lo abbiamo recensito in “Carta Straccia” e “12 BACI SULLA BOCCA“.
Contenuti
Di cosa parla CANTANTI? – la drammaturgia sulla vita dei Brusca
Lo spettacolo narra alcuni episodi della vita dei fratelli Brusca (Giovanni ed Enzo Salvatore), affiliati di Cosa Nostra, che, dagli anni ’70 ai ’90, si sono resi autori e complici di numerosi delitti di mafia, tra cui la strage di Capaci e l’omicidio del piccolo Giuseppe di Matteo, vittima quindicenne di ritorsioni tra famiglie mafiose.
I due fratelli ci vengono descritti come inseriti fin da piccoli nel mondo criminale, quasi come conseguenza naturale di essere nati in un determinato luogo e in una determinata famiglia, vicinissimi al boss Totò Riina e coinvolti nei rapporti mai del tutto chiariti tra la mafia siciliana e lo Stato Italiano.
I due, condannati a decenni di carcere diventano collaboratori di giustizia grazie a una legge (la 82 del 1991), voluta proprio da quel magistrato che morirà per la bomba azionata dalla mano di Giovanni Brusca, ossia Giovanni Falcone.
E così, Giovanni e Salvatore diventano dei pentiti, testimoni “cantanti” di quelle vicende criminali che hanno scosso l’Italia di quegli anni e che sembrano appartenere solo al passato, ma ancora oggi fanno sentire la loro eco.

CANTANTI e la consulenza di Saviano e Cafiero
Lo spettacolo affianca al racconto dei momenti fondamentali della “carriera” dei due fratell,i le parole originali pronunciate dai due nelle loro confessioni in aula.
Per la scrittura dell’opera, Gelardi si è avvalso della consulenza di Roberto Saviano e del Magistrato Roberta Cafiero, oltre ad aver recuperato documenti originali dell’epoca: deposizioni, atti processuali, inchieste giornalistiche, che, all’interno della drammaturgia, forniscono forza e maggiore concretezza alla materia viva portata in scena.
La drammaturgia di Gelardi – le riflessioni
In continuità con altri lavori di Gelardi, si nota l’intenzione di portare avanti un’idea di teatro impegnato, il cui scopo non è di accusare o giudicare (ad altri è stato affidato questo compito) né tanto meno di essere complice, ma di sollevare una riflessione.
Seguendo le vicende dei due fratelli, viene da chiedersi qual è il momento in cui l’umanità lascia il posto all’efferatezza? quali sono i movimenti dell’animo che portano a compiere determinate scelte? sia che si tratti di ammazzare che di collaborare, poi, con quelle figure dello Stato che gli assassini li catturano e li condannano. E nella decisione di collaborare c’è un reale pentimento o solo un calcolo, un compromesso con la Legge per evitare una condanna troppo lunga?

La regia di Geltrude: veridicità e autenticità
Dal punto di vista della regia, Carlo Geltrude ha curato ogni dettaglio, dando veridicità e autenticità al racconto, dall’utilizzo del dialetto siciliano agli abiti indossati dai due protagonisti, che si avvicinano a quelli con cui i Brusca (quelli veri) sono stati immortalati nelle fotografie d’epoca e che cambiano nel corso dello spettacolo, sottolineando l’evoluzione dei personaggi e i diversi ruoli che essi assumono nel corso della vicenda.
Giuseppe Brunetti e Carlo Geltrude si muovono sul palco mantenendo un ritmo recitativo coinvolgente: si portano al centro dello spazio nel momento in cui dialogano intensamente tra di loro, quasi dimenticandosi della presenza dello spettatore. Poi si rivolgono direttamente allo spettatore, chitarra in mano e voce ferma, nel momento in cui sono chiamati a confessare (o meglio “cantare”) i propri delitti e quelli degli altri. L’espressività è dinamica, intensa, mai patetica: è un mezzo attraverso il quale la soggettività dei personaggi arriva agli spettatori in maniera schietta e senza sconti.
Infine, risulta azzeccato l’uso delle luci, che diventano elemento narrante, capace di donare maggiore complessità alla rappresentazione.
Uno spettacolo che non lascia indifferenti. Un racconto di mafia, di omicidi illustri, di una parte della nostra Storia, ma anche un racconto di uomini, che colpisce con la forza della sua verità e che pone delle domande che continuano a vivere nella mente dello spettatore anche a sipario chiuso.
Visto il 15 maggio
CANTANTI | Le Scimmie (Napoli): cast e dati artistici
in concorso
drammaturgia Mario Gelardi
regia Carlo Geltrude
con Carlo Gertrude, Giuseppe Brunetti
Premio Over Emergenze Teatrali 2024
Vincitore del bando SIAE “Per chi crea”
Selezione Hystrio festival 2025
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