CANE NERO inaugura Il Sole D’Inverno festival della compagnia Teatro Solare, che da quest’anno cambia veste e diventa una vera e propria stagione teatrale tout public al Circolo SMS Le Lune di Firenze, nuova casa e residenza artistica della compagnia (recensita questa estate per il Sole d’Estate). Dal racconto di Levi Pinfold, Teatro Solare propone una lettura abitata per circa una ventina di spettatori di tutte le età. Questa originale rappresentazione vede al centro il tema della casa, come luogo sicuro dove proteggersi dalle insidie: ed è letteralmente questa a costituire il cuore della scena, una piccola casetta all’interno della quale spiare le vicissitudini della Famiglia Speranza.
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CANE NERO: da racconto ad esperienza immersiva

CANE NERO, ultima produzione di Teatro Solare sviluppata dal racconto inglese Black Dog di Levi Pinfold e andata in scena per la prima volta al Circolo Le Lune di Firenze è stata scelta per aprire il festival Il Sole d’Inverno. Una lettura abitata per un numero intimo di spettatori, ma più propriamente si può considerare una esperienza immersiva. Grandi e piccini sono stati fatti accomodare al buio attorno ad una casetta, invitandoli a spiare la routine dei coniugi Speranza attraverso le piccole fessure disposte lungo tutte le facciate, chi a sedere, chi su delle tavole rialzate, chi addirittura accucciato sotto di esse. In soli quaranta minuti di rappresentazione, la regia di Daniele Caini è stata capace di creare qualcosa di unico e sensoriale. Dalle finestrelle e dall’esterno infatti si è potuto udire, annusare, osservare e anche toccare con mano parti della scenografia. Un meraviglioso esempio di teatro non verbale, dove gli attori non hanno battute ma sviluppano la storia unicamente attraverso la voce narrante registrata della bambina più piccola di casa, non a caso chiamata proprio così: Piccola Speranza.
La metafora e il messaggio di CANE NERO
Black Dog di Levi Pinfold è un racconto illustrato di grande fama all’estero ed è perfettamente funzionale ad insegnare ai bambini ed agli adulti come gestire le proprie paure. Il signore e la signora Speranza (Elena Martongelli e Erik Haglund) hanno tre figli e sono impegnatissimi nella loro routine quotidiana, fino a quando una mattina ecco apparire un grande Cane Nero fuori dalla porta di casa. Non appena avvistato, il padre di famiglia lancia un grido di paura e da lì tutta la famiglia è coinvolta in un crescendo continuo di visioni che fanno tremare, rovesciare oggetti a terra e tentare di nascondersi con qualunque cosa capiti a tiro, fobie che si fanno mano a mano più grandi esattamente come l’animale là fuori. Solo Piccola, la figlioletta minore, decide di farsi coraggio e prepararsi ad affrontare la enorme bestia, che in realtà si rivela essere piccina picciò e che ci fa capire come sia stata solo la paura a farla sembrare ciò che non era. Piccola Speranza è un nome evocativo scelto apposta per colei che è la salvatrice di questa storia: solo prendendo per mano la propria paura e posizionandocela accanto saremo capaci di gestirla e a volte anche a giocarci insieme e riderci su, come fa lei.
CANE NERO: una rappresentazione per i sensi

La scenografia della stessa Elena Martongelli e la regia di Caini sono state un connubio perfetto per rendere CANE NERO una esperienza sensoriale unica: L’insolita posizione scelta per gli spettatori se da un lato non permette di vedere tutto (finestrelle molto piccole), immerge completamente il pubblico di adulti e bambini nella storia e ne esalta i sensi. L’udito: con la narrazione registrata, i tuoni del temporale, il ticchettio di un orologio a scandire il tempo, la musica che si attiva in automatico dalla vecchia radio in salotto. L’olfatto, con la scelta di avvolgere il pubblico nei classici vapori di scena dall’indistinguibile odore a simboleggiare la nebbia,. Il tatto: le finestrelle della casa erano sufficientemente larghe da poter allungare le mani e toccare qualche arredo della scenografia. La vista: l’interpretazione mimica degli attori che hanno usato solo il loro corpo e mai la parola per tutta la durata della rappresentazione. Anche la luce scelta per simboleggiare il grande Cane Nero, due grandi punti luce tondi gialli e caldi, immerge il pubblico negli occhi profondi, davvero di enormi dimensioni. Volendo poi dare un riconoscimento anche al quinto senso, cioè il gusto, ricordiamo la tradizione della compagnia di offrire un buffet di condivisione, un gesto di cura e coccola verso il proprio affezionato pubblico.
La nuova residenza artistica di Teatro Solare
Teatro Solare inaugura ufficialmente l’apertura de Il Sole D’Inverno, quest’anno con la novità di aver messo radici nel verde del Circolo le Lune di Firenze, la nuova casa della compagnia, diventando a tutti gli effetti una stagione teatrale tout public. È proprio il tema della casa ad essere il leitmotiv di tutti gli spettacoli in programma da ora fino al 16 marzo: leggi il programma.
Visto il 10 novembre 2024 al Circolo le Lune di Firenze
CANE NERO
una lettura abitata per 20 spettatori dall’album Black Dog di Levi Pinfold
regia Daniele Caini
traduzione di Erik Haglund
scenografia di Elena Martongelli
con Elena Martongelli e Erik Haglund
una produzione di Teatro Solare con il contributo della Regione Toscana


