BROTHERS @ Festival Indivenire: equilibrio tra pensiero, dialogo e inconscio 

All’interno della VII edizione della rassegna Festival Indivenire, progetto ideato da Alessandro Longobardi con la direzione artistica di Giampiero Cicciò, il 28 aprile 2026, presso lo Spazio Diamante, la compagnia Margot Theatre ha rappresentato il lavoro di studio, BROTHERS.
Regia di Valentina Cognatti, in scena Cristiano Arsì, Patrick Passini e Michelangelo Raponi.

Al centro dello studio, il rapporto fra tre fratelli, resa in una performance di teatro fisico turbinosa e accattivante. Buona l’interazione fisica fra i protagonisti, interessante l’uso degli oggetti scenici, caricati di significati simbolici, profonda l’attenzione a movimenti e gestualità.

Di cosa parla BROTHERS il lavoro-studio della Compagnia Margot Theatre?

Lo spettacolo è ambientato ai giorni nostri e descrive, in un arco temporale di circa dieci anni, l’intricato rapporto di armonie e disarmonie che c’è tra tre fratelli dopo l’abbandono del nucleo familiare da parte del padre attraverso monologhi, movimento e dialoghi. Le interazioni d’amore, supporto, litigio, distanza, sintetizzati nella battuta: “L’ordine giusto delle cose. Io…e i miei due fratelli”, vengono comunicate attraverso l’espressione del teatro fisico che diventa lo strumento principale per la narrazione dell’inconscio coinvolgendo lo spettatore in un’unica e turbinosa danza di fragili equilibri.

Il Messaggio di BROTHERS

Il tema del legame fraterno, unico nella sua natura, fragile nel suo equilibrio, perché caratterizzato da una costante oscillazione tra complicità, affetto, condivisione e inevitabili conflitti, è il fulcro dell’intera rappresentazione. La regista, Valentina Cognatti nel dibattito post spettacolo sottolinea come tre individui si ritrovano, non per scelta, ad essere fratelli, quanto questa condizione influenzi la loro intera esistenza e quanto questo rapporto affettivo non sia scontato ma vada comunque costantemente alimentato soprattutto in quanto ci posizioniamo e interagiamo nel mondo in quanto “strati di persone che ci hanno toccato”.

Le interpretazioni e le soluzioni di teatro fisico scelte dalla Compagnia Margot Theatre

Gli interpreti Cristiano Arsì (il fratello maggiore) Patrick Passini (il secondo dei tre) e Michelangelo Raponi (il fratello minore) nel dare vita al tema del rapporto fraterno sfruttano le diverse fisicità, una mimica facciale anche estremizzata e un’ampia gestualità per creare, attraverso figure, passi e movimenti ripetuti, una costante tensione del racconto utilizzando tutta la scena.

L’incastro dei corpi nella creazione delle figure in tensione ed equilibrio, tipico dei movimenti di danza contemporanea, risulta studiato per dare allo spettatore l’opportunità di riflettere sull’inconscio e su emozioni spesso difficilmente espresse verbalmente.

I monologhi del secondo dei tre fratelli si contrappongono ai repentini spostamenti o agli equilibri statici dei corpi richiamando il pensiero, veloce e sempre presente nella mente di tutti noi. E in quanto pensiero si fa a volte lineare, altre volte incoerente, altre ancora cupo o liberatorio.

I dialoghi, tra il fratello maggiore e il secondo fratello, coadiuvati dall’aspetto coreutico, evidenziano molto bene la differenza che, in tutte le relazioni, può esserci tra ciò che si dice, ciò che si vorrebbe dire e ciò che si prova realmente. Gli attori hanno realizzato bene nel complesso i diversi confronti e passaggi anche se in alcune parti è risultato difficile comprendere tutte le parole, aspetto che, vista la difficoltà legata alla fisicità del pezzo, gli interpreti riusciranno a limare con il tempo.

La messa in scena di Brothers: il tavolo di legno

Sulla scena, oltre agli artisti, c’è un robusto tavolo in legno. L’elemento è sempre presente sul palco, viene costantemente illuminato e utilizzato come parte integrante dei dialoghi, delle coreografie e delle figure statiche in equilibrio. Diventa un elemento vivo dello spettacolo trasformandosi in un letto, in una base per arrivare più in alto, in un appiglio di sicurezza, in una prigione, in una barca o in un elemento di divisione ritagliandosi così il ruolo di fulcro della casa e pilastro dello stretto legame fraterno.

In alcuni passaggi coreografici è sicuramente interessante l’utilizzo del tavolo come sostegno emotivo e la successiva replica dello stesso sostegno in diversi incastri statici di figure e fotografie creati dalla regista.

Gestualità e musicalità studiati e coinvolgenti – il lavoro di margot theatre per brothers

Nella stesura, definizione e attenzione a movimenti e gestualità, finalizzati a esprimere differenti stati emotivi ritagliati sulle diverse età anagrafiche dei personaggi, risulta evidente l’influenza professionale della regista anche nel campo della pedagogia teatrale.

La musica ripetitiva ma coinvolgente, costituisce un importante aiuto per lo spettatore nel seguire la rappresentazione ma anche e soprattutto nel generare immediate riflessioni e parallelismi con il proprio vissuto relazionale.

BROTHERS può diventare uno spettacolo?

La regista è riuscita perfettamente nella sua volontà di trasportare, in maniera originale e appassionante, una riflessione profonda sul rapporto fraterno, attingendo dalla sua esperienza e da quelle degli artisti sul palco per un risultato che ci auguriamo, in divenire, porti sulle scene un prodotto ancora più affinato ed emozionante.

chi sono i MARGOT THEATRE Company

La Compagnia è parte di Margot Theatre, che da anni lavora nel Comune di Cerveteri (Roma) offrendo corsi di teatro per tutte le fasce d’età e di esperienza, proponendo spettacoli e laboratori di formazione negli Istituti Scolastici locali e curando la produzione di eventi e spettacoli in collaborazione con i Comuni di Roma e dintorni

quali sono i lavori dei margot theatre company?

La Compagnia si occupa della produzione degli spettacoli teatrali diretti da Valentina Cognatti e si avvale del sostegno dei Comuni del territorio, tra cui quelli di Roma, Cerveteri, Ladispoli e Santa Marinella, e di molteplici collaborazioni artistiche con compagnie e personaggi affermati nell’ambito teatrale.

Che cos’è il Festival Indivenire? – tutte le recensioni di Gufetto

Il Festival organizzato ideato da Alessandro Longobardi con la direzione artistica di Giampiero Cicciò presenta ogni sera 1 o 2 studi di massimo 30 minuti presentati da alcune compagnie e collettivi teatrali scelti attraverso un bando.

Ogni sera fino al 7 maggio il pubblico può votare lo studio più promettente e soprattutto, dibattere con la Compagnia a fine spettacolo per comprendere il significato della messa in scena e le scelte stilistiche.

Il Festival viene recensito da tutti i redattori di Gufetto nell’ambito del progetto di formazione interna alla visione e alla scrittura critica col supporto dei Redattori-Gufetti senior.

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