PossoDopoPosso mette in scena al Teatro delle Spiagge BLACK NOTES, una commedia divertente e feroce, “pennellata di noir” sulla (apparente?) complessità delle relazioni tra uomo e donna. Un cast brillante si muove sulla scena di una casa che esplode via via che l’azione si sviluppa, rivelando le contraddizioni dei personaggi e i loro lati più irrazionali, in un crescendo di comicità che si chiude con un finale a sorpresa. Della stessa compagnia la performance Ascolto Poetico, realizzata in collaborazione con ZerA.
A cura di Francesca Valente e Sofia D’Andrea
Contenuti
BLACK NOTES: qual è la goccia di troppo?

Cosa succede quando un uomo non corrisponde più ai desideri e ai progetti di una donna che ha investito tutto in quel rapporto? In BLACK NOTES Cosimo Mazzini, autore e regista, esplora il sottile confine tra amore e controllo o, meglio, ciò che è al di là di questo confine, nell’universo distorto del comico che riflette la realtà nei suoi aspetti più grotteschi. Sulla scena del Teatro delle Spiagge, vediamo una donna, Costanza (Sandra Balsimelli), esasperata dalle mancanze del suo uomo, che lei ha ossessivamente annotato, da cinque mesi a questa parte, su un taccuino; quando infine Giorgio si prepara a partire per partecipare alle selezioni di Masterchef, il vaso raggiunge il colmo e Costanza lega l’uomo al letto e rifiuta di lasciarlo andare. La pièce si apre a fatto avvenuto, in medias res: Giorgio è chiuso in camera e il suo ruolo si gioca in assenza, salvo per una foto incorniciata a cui Costanza parla di tanto in tanto. Al fianco di Costanza, in questa impresa folle, arrivano le amiche, un universo femminile unito dal legame della sorellanza anche in una situazione potenzialmente esplosiva come quella messa in scena: da un lato Lorena (Marinella Veltroni), molto diversa da lei, la più “maschile” delle tre, inaffidabile, indipendente, incapace di far durare una relazione; dall’altro Roberta (Alessandra Panzini), donna in carriera, perfetta e perfezionista, insoddisfatta del suo rapporto con Fabio (Matteo Colomo). Quest’ultimo, unica figura maschile in scena, è un uomo semplice, tutto preso dal calcio e dalle amicizie maschili, dalla serata PA-PI, partita e pizza; ed è lui che apre lo spettacolo, con un monologo che rivela le sue convinzioni distorte sul mondo femminile, convinzioni da maschio basico quale si rivela poi nel corso della storia.
una commedia divertente e feroce

I dialoghi tra i personaggi procedono serratissimi, a un ritmo sempre più incalzante, con momenti di coralità in cui le battute sembrano rincorrersi da un personaggio all’altro, in una rete di incomprensione che rispecchia l’evidente incapacità di comunicare non solo nei rapporti tra uomo e donna, ma tra esseri umani: ogni personaggio sembra chiuso in una bolla, incapace di vedere al di là del proprio orizzonte di senso e della propria prospettiva. Di tanto in tanto l’azione si interrompe e i personaggi femminili, ad uno ad uno, siedono soli davanti a quello che sembra un tribunale immaginario: soltanto alla fine scopriremo davanti a chi avviene quella sorta di confessione, che sembra mettere a nudo i meccanismi più profondi delle azioni umane. In questi momenti il tono concitato lascia spazio ad un’atmosfera quasi onirica, nel buio della sala. Costanza, Roberta e Lorena confessano le motivazioni profonde dei loro gesti: la commedia perde i suoi connotati di comicità brillante e leggera per assumere toni più riflessivi, che scavano nelle profondità dell’animo femminile e cercano di guardare dietro gli stereotipi di genere, in cui si contrappongono maschile e femminile come universi non comunicanti.
La fragilità e la forza

Le donne mostrano la loro fragilità: dentro di loro si affacciano i desideri, figli di un immaginario romantico che vuole l’uomo al servizio della donna e lei al centro di una serie di attenzioni in realtà difficilmente concretizzabili nel mondo quotidiano; da una prospettiva quasi opposta, si fa strada prepotente la sensazione di essere perennemente destinate ad essere dimenticate, non viste, caricate di ogni dovere e private di qualunque riconoscimento. È da questo cortocircuito, da un desiderio di libertà e di fuga paradossalmente messo in atto incarcerando il proprio compagno, che nasce la “follia” di Costanza, e, a seguire, di Roberta: le due donne non riescono a considerare la prospettiva maschile, o quella indipendente e caotica incarnata da Lorena, che cambia uomo quando si rende conto di non avere più bisogno del navigatore per andare a casa sua, incapace di impegnarsi fino in fondo in una relazione.
BLACK NOTES: il paradosso delle relazioni
Mentre questa brillante e rocambolesca commedia degli equivoci si ingarbuglia, il caos si riflette sul palcoscenico: l’iniziale ordine dell’appartamento è progressivamente messo a soqquadro, via via che l’azione si sviluppa la tensione aumenta e le passioni dei protagonisti esplodono in liberatorie confessioni. Lo spazio della scena si affolla di oggetti lanciati disordinatamente da due mimi vestiti di bianco e nero, che danzano sulla scena con movimenti meccanici sempre più concitati, concreta manifestazione delle prospettive inconciliabili da cui maschile e femminile si confrontano, senza ascoltare o guardare realmente l’altro, ognuno impegnato a portare avanti le proprie istanze, rese assolute dall’inchiostro nero che percorre le pagine di un taccuino. La scena sempre più sembra esplodere, così come saltano in aria le relazioni tra i personaggi, e si apre all’esterno, alla vicina pettegola, all’arrivo degli amici e finalmente all’irruzione di una poliziotta che, empaticamente coinvolta dalle vicende femminili, non può non mettere da parte, anche lei, il proprio ruolo e il proprio compito di mettere ordine, come un deus ex machina.
BLACK NOTES contro gli stereotipi

“Sei tu che vuoi un uomo diverso”: l’accusa che Fabio rivolge a Roberta è la chiave di volta della commedia. Non è possibile forzare l’altro ad essere diverso da come è, come pretende di fare Costanza, ma è necessario considerare la sua prospettiva e vederlo per quello che è, come una persona autonoma, con desideri e sentimenti che vanno al di là della relazione di coppia e non possono essere ridotti a puro prolungamento dei propri bisogni. BLACK NOTES mette in scena dunque, in modo divertente e leggero il tema delle relazioni amorose e degli stereotipi che spesso le governano, non rinunciando ad approfondirlo secondo una sensibilità pungente e profonda. Nessuno ne esce vincitore, uomini e donne sono rappresentati senza sconti nelle loro nevrosi da un osservatore ironico che non rinuncia a pensare ad una possibile via d’uscita, chiudendo con un finale inaspettato la commedia: si può scegliere la libertà, lasciare quello che non corrisponde più ai propri desideri e abbracciare una vita più autentica.
Visto il 15 novembre al Teatro delle Spiagge, Firenze
BLACK NOTES – Una goccia di troppo
di POSSODOPOPOSSO
scritto e diretto da Cosimo Mazzini
con Sandra Balsimelli, Marinella Veltroni, Alessandra Panzini, Matteo Colomo, Francesca Faggi, Irene Mazzini
foto di Francesca Valente


